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Comunale di Bergamo
20/01/1991
h.14.30
ATALANTA - TORINO 0-1 (0-0)
Atalanta
: Ferron, Contratto, Pasciullo, Bonacina, Porrini (al 73' Bonavita), Progna, Strömberg, Bordin, Evair, Nicolini, Perrone (al 46' Orlandini). A disposizione: Guerrieri, Maretti, Monti. All.: Frosio.
Torino: Marchegiani, Bruno, Baggio, Fusi (all'87' Sordo), Annoni, Cravero, Mussi, Romano, Bresciani (al 79' Carillo), Martin Vazquez, Lentini. A disposizione: Tancredi, Skoro, Muller. All.: Mondonico.
Arbitro: Nicchi di Arezzo.
Reti: Bresciani 61'.
Spettatori: 17.030 di cui 8.290 abbonati e 8.740 paganti per un incasso complessivo di 391.367.000 lire.
Note: Giornata di sole, terreno comunque pesante, calci d'angolo 8-0 per l'Atalanta. Espulsi Martin Vazquez al 25' e Contratto al 90'; ammoniti Bordin, Cravero, Sordo e Bonacina.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 21 gennaio 1991]
La premiata ditta Lentini-Bresciani ha colpito ancora: settimo gol per il giovane bomber, sul solito assist dell'ala dopo un formidabile contropiede, e terza vittoria esterna per i granata. Dieci leoni più che dieci torelli: l'undicesimo, Martin Vazquez, si era perso per strada. Anzi, aveva perso la testa dopo che l'arbitro Nicchi, ingiustamente, gli aveva mostrato il cartellino giallo accusandolo di simulazione. Ma come, deve essersi detto il ''caliente'' spagnolo: becco una gomitata in faccia e l'arbitro mi ammonisce? Così ha applaudito il fischietto aretino e quando si è frenato era troppo tardi. Fuori, col Torino in dieci, apparentemente in balia dei nerazzurri. Anche per capitan Cravero, una decina di minuti dopo c'è stata un'analoga, ingiusta ammonizione perche il suo contrasto con Strombcrg era stato normale. Semmai dipendeva dal terreno, se il granata si era sbilanciato atterrando lo svedese. Cravero ha incassato l'ammonizione senza battere ciglio, pur sapendo che il cartellino farà scattare la squalifica. Una lezione all'arbitro ma anche a Martin Vazquez, che ha lasciato nei guai il Torino per i restanti 64'. L'espulsione poteva risultare determinante, perché in dieci in genere si subisce. I bergamaschi avevano ammesso implicitamente che Martin Vazquez era stato colpito con una gomitata da Pasciullo, calciando il pallone a lato per permettere l'intervento del medico. Macché, Nicchi bloccava tutti, andava a controllare di persona e, constatato che non c'era sangue, tirava fuori il cartellino. Come arbitro ci è sembrato poco sicuro di sé, come medico vale zero. Ha ammonito in eccesso, ha fischiato ogni contrasto (record per Sordo: cartellino all'87' per essere entrato su invito del guardalinee ma non di Nicchi!), sintomi di scarsa sicurezza. Quando c'era da fischiare - vedi fallo di Baggio nel finaČ le a spese del bravissimo Bonavita: rigore? - non ha avuto il coraggio di intervenire. E' un altro pupillo di Casarin: complimenti, il futuro del calcio è assicurato. L'invito a pranzo non è stato raccolto dall'Atalanta, una squadra con poche idee, tutte confuse. Ha schierato a sorpresa anche Stromberg facendo un favore al Torino: grazie alla presenza dello svedese, non si è vista la differenza dopo l'espulsione di Martin Vazquez. Nel senso che Stromberg, presentatosi con una strana ''protezione'' al collo e alla spalla (sembrava ingessato) non è mai entrato in gioco, e a lungo andare la sua presenza è risultata deleteria per i bergamaschi. E' stato lui a perdere il pallone sulla tre quarti di campo che ha permesso a Mussi di lanciare Lentini in contropiede: da questo spunto, l'unico efficace dei granata (Ferron non è mai stato chiamato in causa, nell'azione decisiva non ha responsabilità) è scaturito il gol di Bresciani. Povero Stromberg, non giocava da due mesi, non gli si poteva chiedere l'impossibile. Se Frosio avesse schierato subito Bonavita, sicuramente la difesa del Torino avrebbe avuto molti problemi perché anche Baggio, oltre al solito Bruno, ha avuto qualche incertezza; al contrario di Cravero che ha fatto buona guardia con gran classe e determinazione. L'appoggio da parte di Armoni, Fusi e Mussi, la regia di Romano, i tentativi di alleggerimento da parte di Lentini e Bresciani (non era per niente facile giocare così isolati, inseguiti da una torma di avversari), hanno dato modo al rientrante Marchegiani di ritornare fra i pali senza correre grandi pericoli. Quando è stato necessario il portierino è uscito con sicurezza, a conferma della ritrovata efficienza. Insomma, un buon Toro, fortunato nel modo giusto, ma nel calcio, vecchia storia, non basta essere bravi. E poi i granata hanno tanti crediti da riscuotere con la sorte.