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Delle Alpi
03/11/1991
h.14.30
TORINO - INTER 0-0
Torino
: Marchegiani, Bruno, Mussi, Fusi, Benedetti, Cravero, Scifo, Lentini, Bresciani (all'85' Cois), Martin Vazquez, Venturin. A disposizione: Di Fusco, Carillo, Sordo, Vieri. All.: Mondonico.
Inter: Abate, Bergomi, Baggio D., Ferri II, Battistini, Montanari, Desideri, Berti, Klinsmann, Matthäus, Fontolan II (al 67' Ciocci). A disposizione: Caniato, Rocco, Baresi, Paganin I. All.: Orrico.
Arbitro: Beschin di Legnago.
Reti: -
Spettatori: 39.953 di cui 26.060 abbonati e 13.893 paganti per un incasso di 427.759.000 lire.
Note: Espulso Scifo al 53' per condotta violenta, ammoniti Battistini e Marchegiani.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 4 novembre 1991]
La partita dell'emergenza si è consumata come tale, senza il respiro della grande sfida che Torino-Intert avrebbe potuto essere in condizioni appena normali e lo 0-0 si adatta senza fatica allo svolgimento di un match consigliato ai malati di cuore: chiunque infatti avrebbe retto all'emozione del palo colpito da Lentini alla mezz'ora e dei due tiri da fuori area respinti da Marchegiani nella ripresa. Il resto è stata una bella lotta di centrocampo, un gioco ad annientare le idee dell'avversario nel quale il Toro si èmantenuto all'altezza dell'Inter pure quando si è trovato con un uomo in meno, per l'espulsione di Scifo colpevole di aver assestato una pedata a Matthaeus da terra. Mancavano 37 minuti al termine, ma l'Inter non ha mai dato l'impressione di approfittarne per vincere. E se lo ha voluto fare non ce ne siamo accorti. Il Toro ha continuato a fare buona guardia, lasciando agli avversari poche conclusioni da lontano. Rimangono tutti i dubbi sul potenziale della squadra di Orrico, che è condannato di volta in volta a sudarsi il posto. Sentiti nel dopopartita, commenti entusiasti nell'entourage di Pellegrini sulla "reazione grintosa dopo gli schiaffi di Como in Coppa Italia". E meno male. Ma non è di sola grinta che si costruiscono i trionfi. Ci vorrebbe anche il vero Matthaeus. Oppure un paio di attaccanti che si facessero notare per qualcosa di più interessante del biondo delle loro chiome. L'Inter ha dimstrato una gran cosa, che è la capacità di restare sempre cortissima, come non riusciva l'anno scorso alla Juve di Maifredi, per intenderci. Il Torino ne è rimasto soffocato. Ogni volta che a centrocampo un granata prendeva palla per rilanciare l'azione si trovava ad affrontare due problemi, nell'insieme insormontabili: evitare la pressione di un paio di interisti e trovare qualcuno là davanti al quale spedire il pallone. Ormai quando Scifo o Vazquez alzano la testa ciò che si apre al loro sguardo deve sembrare il deserto del Gobi, con un solo puntolino laggiù: Giorgio Bresciani, che non è strutturalmente l'attaccante più adatto a fare da sponda. Ferri lo ha sovrastato, Bergomi e il sorprendente Montanari hanno completato una gabbia dalla quale l'ex "buitre" avrebbe faticato a liberarsi pure se fosse stato in condizione. Il che non è costringere Bresciani a snaturare le proprie qualità di uomo d'area è uno dei peccati da imputare a chi ha voluto imprudentemente Casagrande. Di suo il ragazzo ci ha messo qualche peccato di egoismo e il resto l'ha fatto l'arbitro Beschin fermandolo al 30', per un fuorigioco inesistente e non segnalato dal guardalinee. Beschin, una delle scoperte della gestione Casarin, ha commesso qualche altra perla. Non ha ammonito Cravero quando, dopo una decina di minuti, ha ostacolato Matthaeus lanciato verso Marchegiani. E sull'espulsione di Scifo (ineccepibile) ha ignorato che Matthaeus aveva provocato il belga, prima scalciandolo e poi mettendogli le mani in faccia. Senza Policano a sospingere l'azione sulla sinistra, l'offensiva del Toro è stata subito monca. Venturin sistemato sulla fascia ha retto benissimo, ma le sue proiezioni non hanno la carica dirompente che offre Policano. E i compagni lo hanno trascurato, preferendo appoggiare sulla destra a Lentini, a tu per tu con Dino Baggio, che lo conosce benissimo. Lentini, con qualche dribbling di troppo ha cercato di saltare il centrocampo interista, ma le cose migliori gli sono riuscite quando si è portato sul lato opposto. Lo stesso problema del Toro l'ha patito l'Inter, priva di Brehme e di Bianchi, cioè dei mediani laterali. Così il gioco, di buon ritmo nel primo tempo, molto rallentato nella ripresa, si è sbrogliato in una serie di azioni anche vibranti, però affidate all'improvvisazione, alle sgroppate solitarie, al vantaggio momentaneo di un contrasto vinto. Non si è visto un filo logico e tante fatiche si esaurivano comunque al limite dell'area. Certo, non è stato un match da gettar via e il punticino fa comodo a tutti, soprattutto al Toro per come si eran messe le cose nel secondo tempo. Ma tre tiri in porta possono bastare?