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Romagnoli
25/10/2003
h.20.30
NAPOLI - TORINO 2-2 (1-2)
Napoli
: Manitta, Sogliano, Bonomi, Zamboni, Montervino, Montesanto, Marcolin, Tosto, Floro Flores, Pasino (al 41' Zanini), Dionigi (al 37' Vieri). A disposizione: Brivio, Quadrini, Portanova, Olive, Cvitanovic. All. Agostinelli.
Torino: Sorrentino, Martinelli, Mandelli, Fernandez, Castellini, De Ascentis, Walem (al 72' Masolini), Vergassola, Pinga (all'81' Conticchio), Ferrante (al 92' Osmanovski), Fabbrini. A disposizione: Fontana, Adami, Galante, Rizzato. All. Ezio Rossi.
Arbitro: Bertini di Arezzo.
Reti: Dionigi 6' (N), Ferrante 11', 21' (T), Vieri 60' (N).
Spettatori: 0, la partita è stata disputata a porte chiuse a Campobasso per la squalifica dello stadio San Paolo. Presenti solamente 250 addetti ai lavori.
Note: Ammoniti Mandelli e Mancino. In tribuna l'ex presidente del senato Mancino, angoli 5-3 per il Napoli, recupero 2' pt, 3' st.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 27 ottobre 2003]
Un'altra occasione persa per il Toro. Un'altra partita dove il raccolto granata è stato inferiore al seminato. Contro il Napoli che non aveva mai segnato nè subito più di un gol per gara, finisce 2-2 sul neutro a porte chiuse di Campobasso. Risultato bugiardissimo se si guarda la sontuosa prima ora dei ragazzi di Rossi, rovinata dal gol incassato a freddo da Dionigi. Poi, sul 2-1 e con almeno 3 palle-gol non capitalizzate, il Toro ha finito sulla ginocchia, addirittura rischiando il ko-beffa. La doppietta di Ferrante è così servita soltanto a portare a casa un punticino. Di positivo, a Ezio Rossi, resta il rientro di Walem, l'intesa tra le due punte, la vena di Pinga (che però continua a non vedere la porta). Pesano sempre troppo, però, i black out difensivi: pochi ma decisivi. Agostinelli, intanto, tira un bel sospiro di sollievo: Max Vieri gli ha salvato il posto ma il 4° pareggio consecutivo a Campobasso (8 in campionato) e una prima ora bruttissima riflettono tutti i problemi di una squadra rimaneggiata ma modesta assai. Serata fredda e triste, comunque, quella di Campobasso. Senza pubblico è calcio ovattato, che non scalda il cuore, anche se poter sentire le urla, gli incitamenti, le proteste, persino i respiri dei giocatori è illuminante, istruttivo. Il Napoli, al 4° episodio del suo esilio forzato, ormai si è abituato al deserto attorno; per il Toro è una novità assoluta. Almeno 200, comunque, le persone in tribuna, fra abusivi (la maggioranza) e chi deve lavorare. Vicino a Romero, presidente granata, siede il senatore cuore Toro Nicola Mancino che a sorpresa vede subito andare sotto la sua squadra nella unica azione del Napoli dei primi 45'. E' il 5' quando, sugli sviluppi di un corner contestato (Bertini smentito dal guardalinee Gemignani), Pasino trova Dionigi sul secondo palo dimenticato da Mandelli. Facilissimo per l'ex torinista in crisi icornare Sorrentino da 4 metri. E' soltanto il 2° gol segnato dal Napoli nei primi tempi di questo campionato travagliato. Di fatto, l'unica macchia dei granata che per il resto dominano in lungo e in largo, accontentando Rossi che alla vigilia aveva chiesto una partenza rabbiosa, aggressiva, efficace. Così, in effetti, è stato. Preziosissimo il recupero dal 1' di Walem: calma, esperienza e geometrie per far viaggiare i compagni e sgravare Vergassola e De Ascentis da compiti che non fanno al caso loro. Fabbrini e Pinga recuperano quantità industriali di palloni, Castellini spinge un sacco (anche se spedisce in mezzo cross poco invitanti), Vergassola trova buone percussioni centrali, Ferrante là davanti è rapace. Gol regalato a parte, nei primi 21' il Toro prende un palo (bordata su punizione da 20 metri di Pinga al 3') e segna due volte, completando in un amen il sorpasso. La firma è di Ferrante ma la penna in mano gliela mette un leonino Fabbrini. L'1-1 (11’) nasce da un cross da destra di De Ascentis: torre del Fabbro per la testa del Ferro che indirizza sul palo interno. Quando Manitta smanaccia sul rimbalzo della velenosa parabola, la palla è già dentro. Il 2-1 (21') è il manifesto dell'utilità dell'ex modenese che toglie palla a Marcolin a centrocampo e poi, dopo sponda con Walem, lancia profondo Ferrante, bravo e fortunato a bissare con un bel tiro a giro deviato da Sogliano. Nessunissima notizia del Napoli, costretto a rinunciare al 37' a Dionigi (stirato) e a lanciare Vieri junior, tornato disponibile da appena una settimana. Il Toro resta padrone assoluto nei primi 12' della ripresa ma ha la gravissima colpa di non chiudere il conto con Pinga, due volte neutralizzato con difficoltà dal felino Manitta. Poi, all'improvviso, sui guizzi di Pasino e di Floro Flores (avanzato ad affiancare Vieri) la difesa granata torna a sfarfallare. Sorrentino la salva al 13' sulla botta ravvicinata del fratello d'arte ma nulla può al 15' sul diagonale di Vierino, sfuggito per la seconda volta consecutiva a Fernandez. E' il Toro, adesso, a non esserci più. Sorrentino lancia urla belluine sui compagni e sfodera sicurezza su Floro e Tosto mentre è l'incrocio dei pali a evitargli il 3° ko sulla punizione-missile dello specialista Zamboni. Una doppietta che vale la vetta dei cannonieri La banda Rossi domina per un'ora ma fallisce almeno tre palle gol Nel finale c'è aria di beffa per Sorrentino: il palo respinge la punizione di Zamboni Agostinelli salva il posto.