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Garilli
29/08/1993
h.16.00
PIACENZA - TORINO 0-3 (0-1)
Piacenza
: Taibi, Polonia, Carannante, Suppa, Maccoppi, Lucci, Turrini, Brioschi (al 64' Papais), De Vitis, Moretti, Ferrante (al 60' Piovani). A disposizione: Gandini, Chiti, Iacobelli. All.: Cagni.
Torino: Galli, Sergio, Jarni, Mussi, Annoni, Fusi, Osio, Fortunato, Silenzi (all'84' Poggi), Carbone (al 64' Sordo), Venturin. A disposizione: Pastine, Delli Carri, Cois. All.: Mondonico.
Arbitro: Cardona di Milano.
Reti: Carbone 24', Silenzi 64', Poggi 86'.
Spettatori: 15.968 di cui 8.192 abbonati e 7.776 paganti per un incasso di 222.187.000 lire.
Note: Ammoniti Papais, Sergio, Jarni, Osio, Silenzi e Galli. Esordio assoluto in serie A per il Piacenza.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 30 agosto 1993]
Un Toro corsaro ha colpito senza pietà l'ingenuo Piacenza. Tre gol di pregevole fattura, specie quello di Benito Carbone che ha sbloccato il risultato dopo 24 minuti, nel momento più difficile, ma anche gli altri di Silenzi e Poggi, nel quadro di una partita con alti e bassi. E due punti meritatissimi anche se il 3-0 penalizza oltre i demeriti la squadra tutta italiana di Gigi Cagni, l'unica senza stranieri del campionato. La prima volta in Serie A del Piacenza ha dunque il sapore amaro della sconfitta. Ma è pure una lezione utile, arrivata in tempo per suggerire a Cagni quelle correzioni indispensabili sotto il profilo tattico per cercare di evitare una retrocessione annunciata. Un brusco impatto con la realtà anche per i tifosi piacentini che l'hanno presa a male. A fine partita alcuni pullman torinesi che stavano sfilando verso l'autostrada sono stati fatti segno a una fitta sassaiola. E' rimasto ferito il diciassettenne torinese, Andrea Poli, che ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale di Piacenza: prognosi di sette giorni. Tornando alla partita, Emiliano Mondonico ha avuto la conferma che Carbone è un campioncino destinato a una brillante carriera. Una scelta felice di Goveani quella di riportarlo a casa dal limbo di Ascoli. Una scommessa che il presidente può davvero vincere. E altrettanto felice e tempestiva la decisione di dargli subito fiducia da parte dell'allenatore. Carbone ha saputo solo all'arrivo allo stadio Galleana che sarebbe stato subito titolare della maglia n. 10. Non era al debutto, avendo già tre presenze all'attivo nel Torino di Claudio Sala e poi di Sergio Vatta, quello che quattro anni fa non seppe evitare la B, ma è come se lo fosse dopo aver girovagato tra i cadetti a Reggio Calabria, Caserta e Ascoli. Nessuna emozione e grande freddezza sul bellissimo gol. Il gesto tecnico che il piccoletto di Bagnara Calabra ha compiuto nell'azione del suo primo gol nella massima divisione è stato da manuale del calcio: stop di petto, pallone che scivola dal sinistro al destro e rasoiata diagonale a fil di palo. Un gol pesante, proprio nel periodo di maggior sofferenza del Torino che aveva rischiato grosso su un contropiede degli emiliani, impostato da Moretti, proseguito da Ferrante e concluso fuori bersaglio da Totò De Vitis. Se il Piacenza si fosse portato in vantaggio, sarebbe stata dura per un Torino che già faticava a prendere le misure agli avversari e non riusciva a mantenere i collegamenti tra i reparti. E la difesa andava in affanno sulle folate offensive, peraltro imprecise, di Ferrante, Moretti e De Vitis. Ma Carbone ha sfoderato l'acuto e la situazione si è capovolta a favore dei granata, più esperti, più smaliziati e con un tasso di classe superiore. Galli è stato impegnato solo con tiri dalla distanza e l'unico grosso brivido l'ha avuto in occasione di una punizione a due in area, con botta di Piovani respinta sulla linea da Fusi. Il ritorno di Annoni, assente per squalifica nella sfida di Supercoppa italiana, ha restituito alla difesa una pedina indispensabile. Lo stopper non è al top ma è una garanzia. E la formula con due cursori, Jarni a sinistra e Sergio a destra, consente di sfruttare le fasce laterali per rifornire Silenzi, una torre per i compagni ma anche un bomber, e Carbone. Davvero una strana coppia quella formata da Silenzi & Carbone, ieri premiata ditta del gol. Ma una coppia che si integra e crea problemi di marcamento. Ci sono ancora delle lacune tra i granata che, a volte, cadono in errori elementari evitabilissimi con un po' più di attenzione. La condizione generale non è perfetta ma sta lievitando, così come l'intesa migliora di partita in partita. Da Washington a Piacenza ci sono stati confortanti progressi. E non soltanto perché il Piacenza non è il Milan. Una settimana è bastata per restituire a Mondonico un Osio più tonico sul piano atletico.