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Delle Alpi
29/09/1993
h.20.30
TORINO - LILLESTROM 1-2 (1-0)
Torino
: Galli, Gregucci, Sergio, Mussi, Delli Carri, Fusi, Sinigaglia, Fortunato, Silenzi (al 46' Carbone), Venturin, Poggi (al 69' Falcone). A disposizione: Pastine, Saralegui, Sesia. All.: Mondonico.
Lillestrøm: Grodaas, Schiller, Bjarmann, Berntsen, Bergdölm, Pedersen, Bohinen, T.Guldbrandsen, Karlosson, McManus, Mjelde. A disposizione: Krogstad, Bjerkeland, Sognnaes, R.Guldbrandsen, Buer. All.: Hoff.
Arbitro: Sundell (Inghilterra).
Reti: Silenzi 45' (T), Aut.Sinigaglia 48' (L), Mjelde 58' (T).
Spettatori: 7.000 circa di cui 6.323 paganti per un incasso di 126.920.000 lire.
Note: Ammonito Schiller, il Torino è qualificato.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 30 settembre 1993]
Un incubo l'ultima mezz'ora con il Lillestroem. Il Torino ha visto le streghe, anzi i Trolls, i terribili folletti menagramo della Scandinavia. Ed è riuscito ad esorcizzarli: pur perdendo 2-1, prosegue in Coppa delle Coppe. Ma la società ora cerca, in Francia, un rinforzo. Il presidente Goveani, che ieri ha fatto visita alla squadra al Filadelfia, dovrebbe assistere domani a Lilla-Olympique Marsiglia. I marsigliesi debbono un miliardo e 200 milioni al Torino, a saldo dell'operazione Martin Vazquez. Sono in gravi difficoltà finanziarie, dopo la perdita dello scudetto e l'estromissione dalle Coppe internazionali, e propongono a Goveani di onorare il debito con un giocatore, scalandolo dal suo parametro. Il Notaio volerà a Lilla sull'aereo messogli a disposizione da Tapie, e valuterà sul posto la situazione seguendo con un occhio di riguardo lo stopper Boli e il centrocampista Deschamps. Soprattutto il secondo, per dare vigore a una zona nevralgica del campo. Però, anche il Toro non naviga nell'oro: dove troverebbe il contante? E qui, vista l'abbondanza di punte, ecco tornare d'attualità l'idea di cedere Aguilera. C'erano 6323 testimoni al Delle Alpi dove il dio Pallone ha dato un grosso aiuto ai granata nel pilotare, a fil di montante, il fendente ravvicinato di Karlsson (81') con Galli, autore di almeno tre parate decisive, fuori causa. Sarebbe stato il 3-1 e, per un Torello ormai sulle ginocchia, la fine di un sogno. Invece, sommato ai due (a zero) di Oslo, è bastato il gol del solito Silenzi, al 45', per neutralizzare l'autorete di Sinigaglia e il raddoppio di Mjelde nel secondo tempo. L'uno-due, in 9', aveva messo in crisi una squadra già priva di Aguilera, Francescoli, Jarni, Arnioni, Sordo e Osio, ai quali s'era aggiunto il febbricitante Cois. Anche nel derby i primi tre, oltre a Poggi, stirato, non ci saranno. E, dopo la grande paura, ai fischi che gli indirizzavano dalla tribuna, Mondonico rispondeva toccandosi la tempia con l'indice, come per dire: "Ma siete matti? Che pretendevate di più?". Il Mondo aveva paventato, alla vigilia, i rischi. Ha avuto ragione e ora insiste: "In questo momento d'emergenza facciamo quel che possiamo e, se siamo ancora in pista, la colpa è dell'ingenuità dei norvegesi. Non sono inferiori a noi". Mondonico non ha gradito la contestazione: "Se i fischi degli esteti erano diretti a me li accetto. Ingiusti verso la squadra che non era scesa in campo per scherzare e ha concluso il match stravolta dalla fatica". Una cosa ` certa: è un Toro sempre più Silenzi-dipendente. Senza Pennellone, rimasto negli spogliatoi dopo l'intervallo, per una botta alla schiena, e sostituito da Carbone, ai resti granata è mancato il punto di riferimento. Quattro gol nelle ultime tre gare giocate dal gigante, tutti pesanti. Ma lui non perde l'umiltà: "Con me sarebbe finita allo stesso modo. Il calcio è bello perché non sempre i favoriti vincono. E spero che questa regola continui con la Juve. Con il Napoli le ho rifilato una doppietta in Supercoppa e un gol in campionato. Non sono un animale da derby, mi manca l'esperienza, ma mi brucia la sconfitta su autorete di Venturin al 92', l'unica volta che ho disputato, febbricitante, la stracittadina torinese". Sacchi, contestato dalla Maratona, si è complimentato con Silenzi: "Spero possa continuare a far bene per il Torino e per tutti". Anche Carbone è piaciuto al ct: "Bravo il ragazzo". E Maradonino ringrazia. Per ora, più che la maglia della Nazionale, sogna un punto nel derby e, a fine gara, quella del suo idolo, Robi Baggio.