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Delle Alpi
27/02/1994
h.15.00
TORINO - INTER 2-0 (1-0)
Torino
: Galli, Mussi, Jarni, Cois, Gregucci, Fusi, Sinigaglia (al 74' Sergio), Poggi, Francescoli, Carbone (al 58' Sottil), Venturin. A disposizione: Pastine, Delli Carri, Sesia. All.: Mondonico.
Inter: Zenga, M.Paganin, A.Paganin, Manicone, Ferri, Bergomi, Orlando, Jonk (al 65' Marazzina), Shalimov, Dell'Anno, Sosa. A disposizione: Abate, Bianchi, Tramezzani, Di Sauro. All.: Marini.
Arbitro: Rodomonti di Teramo.
Reti: Poggi 45', Cois 56'.
Spettatori: 24.288 di cui 17.115 abbonati e 7.173 paganti per un incasso di 195.815.000 lire.
Note: Ammoniti Ferri, Dell'Anno, A.Paganin, Gregucci e Manicone.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 28 febbraio 1994]
Rileggevamo a fine partita uno degli striscioni più semplici e espressivi che ci sia capitato di vedere in uno stadio: queir ''Aiuto'' seguito da tre punti esclamativi, che i tifosi del Toro avevano appeso là dov'era impossibile ignorarlo. La preghiera. L'invocazione di chi sta per smarrirsi nei flutti. Aiuto per una società che muore. Ma per quanto siano costretti quasi a tendere la mano per trovare chi li salvi, i torinisti hanno la consolazione di vedere una squadra che esiste e sa riprendersi con coraggio da qualsiasi bastonatura. Chi segue l'Inter invece questa gioia non ce l'ha. Chi pensava che con Bagnoli si fosse toccato il fondo, non ha idea di cosa sia la Beneamata di Marini: ieri l'abbiamo vista perdere per 2-0 con la stessa naturalezza con cui un inglese sorseggia il tè alle cinque. Ci si abitua a tutto, mentre gli stipendi corrono (quelli del Toro invece sono bloccati da due mesi e mezzo) e Pellegrini insegue il sogno di un'Inter serena e simpatica, due aggettivi ai quali il presidente tiene molto. Richiami Bagnoli, piuttosto. Non sarà il massimo, ma con lui si vedeva un barlume di football che nella nuova gestione si è spento. Se si eccettua un tiro di Jonk da trenta metri, i nerazzurri hanno trovato la via della porta solo negli ultimi 5', con un'azione del giovanissimo Marazzina e una punizione di Ruben Sosa. Eppure si prevedeva per il Torino una domenica nera, o grigio scuro, per quanti problemi si erano addossati negli ultimi giorni, dalla retromarcia del possibile acquirente Giribaldi fino all'esclusione in Coppa Italia. Senza Arnioni, Fortunato e Silenzi, cioè senza un cardine in ciascuno dei tre reparti, i granata avrebbero potuto accentuare il loro momento di crisi. Invece si ritrovano soli al sesto posto, là dove sta il confine della zona Uefa, e possono affrontare l'Arsenal con l'animo rasserenato in attesa che si smuova qualcosa nella società. La svolta è venuta con il gol di Poggi allo scadere del primo tempo. Fino a quel momento la partita era stato un esercizio di calcio scadente e senza passioni. L'unica arma dell'Inter parevano i tiracci di Sosa sui calci da fermo, mentre il Toro (con Francescoli arretrato) non poteva contare neppure sulla fantasia di Carbone, malmenato dagli interisti e, di suo, meno reattivo di un paracarro tanto che solo al 40' Zenga si muoveva per raccogliere una conclusione di Gregucci. Più che da un gol un match simile poteva essere deciso da un gollonzo, da un'azione stranissima e aggrovigliata: la sfortuna di Dell'Anno, Io stordimento di Ferri, la sorpresa di Zenga, tutto ha contribuito a mandare in porta il pallone colpito male da Poggi, come giovedì sera aveva congiurato perché non entrassero i tiri più lucidi dei granata contro l'Ancona. La reazione dell'Inter? Un soufflé. Leggera, inconsistente. Non c'era nemmeno Bergkamp a costituire uno spauracchio per i granata, se non altro per i ricordi di Coppa. I creatori di gioco nerazzurri dovevano avere le idee un po' confuse dalla zona verticale, l'ultima creazione tattica di Marini. Sosa era lasciato solo, perché Dell'Anno, Shalimov e Jonk ben si guardavano dal fiondarsi negli spazi tra il centrocampo e la difesa granata. In concreto mai un'azione godibile, un affondo e, di contro, mai un po' di pressing, così che quando Cois ha sottratto la palla a Dell'Anno (aiutandosi un po') ed è partito verso la porta di Zenga è sembrato naturale che non ci fosse uno in cinquanta metri capace di fermarlo. E Cois ci ha messo pure un tiro perfetto, a legittimare con un grande gol la vittoria, che per un giorno rende meno cb-ammatica ogni invocazione di aiuto.