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Del Duca
16/06/2005
h.20.30
ASCOLI - TORINO 0-1 (0-1)
Ascoli
: Coppola, De Martis, Cudini, Brevi, Modesto, Fini, Monticciolo (al 75' Biso), Cristiano (al 55' Cordova), Antonelli (al 67' Motta), Bucchi, Colacone. A disposizione: Maurantonio, Martinelli, Lauro, Costanzo. All.: Silva.
Torino: Sorrentino, Comotto, Giacchetta, Mantovani (all'86' Peccarisi), Balzaretti, Mudingayi, Codrea, De Ascentis, Pinga, Bruno (all'83' Marazzina), Quagliarella (al 64' Conticchio). A disposizione: Fontana, Carbone, Vailatti, Maniero. All.: Zaccarelli.
Arbitro: Rodomonti di Roma.
Marcatori: Quagliarella 31'.
Spettatori: 15.442 paganti per un incasso di 72.732,10 euro.
Note: Ammoniti Cristiano, Mantovani e Codrea per gioco scorretto; Monticciolo e De Ascentis per reciproche scorrettezze; Cordova per comportamento non regolamentare. Recupero 2' pt, 5' st, angoli 8-4 per l'Ascoli. Presenti al Del Duca circa 900 tifosi granata, il grosso dei quali entrato dentro lo stadio solamente pochissimi istanti prima del fischio d'inizio.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 17 giugno 2005]
Un gran bel primo tempo, il migliore degli ultimi mesi. Con un gol di Quagliarella dopo 31', uno di Pinga prima convalidato e quindi annullato. Quindi, una ripresa di sofferenza controllata: l'Ascoli padrone del campo ma capace di creare grattacapi solo da fermo e di portare a casa due legni e stop. Troppo poco per pensare di poter fare il colpaccio contro un Toro tornato concreto e tosto, a tratti anche gradevole ma comunque sempre concentratissimo. Pesa un sacco, alla fine, questo 1-0 estemo che mette in cassaforte l'accesso alla finale. Tocchi pure ferro la gente granata, abituata a scherzi atroci del destino. Se però si pensa che Pinga, Sorrentino (ieri di nuovo superlativi) e compagni si qualificherebbero anche perdendo in casa con un gol di scarto e che non subiscono due reti dal 23 gennaio, c'è di che stare abbastanza tranquilli. E' stata la 50° partita ufficiale stagionale del Toro. Di più hanno giocato in A soltanto Milan, Parma, Juve e Inter. Non è ancora finita, però. Contano di arrivare a quota 53, i granata. Ascoli, 9 mesi fa, fu la loro prima trasferta di campionato e andò benissimo. Non vogliono che sia anche l'ultima. E ieri hanno corniciato col piede giusto questa semifinale-trabocchetto. In partenza, ancora una volta Zaccarelh ha sorpreso tutti. Non tanto per la decisione di rimandare il ritorno in campo dall 1' di Marazzina, quanto per l'inedita coppia di difensori centrali scelta per fronteggiare i temuti Bucchi e Colacone. Il rientrante senatore Giacchetta e l'azzurrino Mantovani non avevamo mai giocato assieme dall' inizio: manxano "Mister Playoff" Peccarisi in panchina e Mezzano addirittura in tribuna. Il campo dà presto ragione a Zac. Tutti si aspettano una partenza-razzo ascolano, sul tipo di quella che 5 sere prime decise lo spareggio contro il Modena, e invece è il Toro a fare la partita. Con autorità e lucidità, con grinta e qualità. Mudingayi e De Ascentis pressano in mezzo e aiutano Comotto e Balzaretti a tamponare le fasce, teorico pericolo bianconero. Pinga ha la mira buona: copre quando è il caso ma soprattutto rilancia, suggerisce e tocca il pallone che è una delizia. E davanti c'è Bruno che si muove tanto e bene, facendo sponde ghiotte e provando affondi che mandano presto in crisi Cudini. Il risultato è che, con Giacchetta a dirigere benissimo la retroguardia granata, l'Ascoli per tutto il 1° tempo si fa vivo solo con tre tiri da lontano, il più pericoloso dei quali (destro del vivace Antonelli al 18') è ben deviato sulla traversa dall'attento Sorrentino. Il resto è Toro. Con il gol misterioso del 5' (cross di sinistro di Comotto da destra, tutti fermi tranne Pinga che insacca in scivolata sul 2° palo), cancellato in ritardo per fuorigioco dal guardalinee Ambrosino, sostituto in extremis del designato Niccolai. Manovre rapide, tutte di prima, quelle granata. Addirittura travolgenti, sulla sinistra. Al 18' tramano Balzaretti, Bruno e Pinga, con il primo pronto al cross per Quagliarella, preceduto d'un soffio dall'uscita di Coppola. Un minuto dopo è il brasiliano a trovare ancora Quaglia libero sul 2° palo. Ci va un po' moscio, il bomberino: prima di testa (respinge Coppola) e poi di piede. Brutto errore. Ma la difesa ascolana, pasticciona e spesso mal piazzata, concede altro e Quagliarella, questa volta, non perdona. Minuto 32, punizione guadagnata da Comotto sulla destra: mancino tagliato di Pinga e scatto vincente sul 1° palo del 9 granata che di testa trova il taglio che spiazza Coppola. Giusto così. Anche perchè la reazione dell'Ascoli prima dell'intervallo sta solo in un mezzo rigore reclamato al 35' per contatto Codrea-Bucchi. Sovrastato per tecnica e dinamismo, l'Ascoli cerca la rimonta nella ripresa mettendoci il cuore. Prova l'assedio e guadagna solo piazzati dal limite (ben 5 nei primi 15'). Due sono però pericolosissimi: Sorrentino è miracoloso al 5', volando a deviare la parabola di Monticciolo; Giacchetta lo imita al 15', anticipando in corner Colacone, pronto a due passi dalla porta a sfruttare il tap-in sul palo colto da fermo da Bucchi. Il Toro si chiude troppo, in effetti. Specie dopo l'infortunio che mette ko Quagliarella al 18'. Zac si copre con Conticchio, avanzando Pinga. Il brasiliano gestice palloni d'oro allentando la pressione ascolana e ha sul mancino l'unica pallagol della ripresa che però calcia su Coppola in uscita. Le ultime due chances se le mangiano Fini e Colacone, nel disperato forcing finale. Vince il Toro, con mestiere, cinismo e qualità. Tutte cose che negli ultimi tempi gli erano mancate. Buon segno, aspettando il ritorno di domenica e, magari, la rivincita con il Perugia. Con una sola macchiolina: i 4 ammoniti, zavorra che può pesare in chiave-finale.