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Zaccheria
25/09/1994
h.15.00
FOGGIA - TORINO 0-2 (0-0)
Foggia
: Mancini, Di Bari, Bianchini, Nicoli, Di Biagio, Caini (al 75' Bressan), Bresciani, Sciacca, Marazzina (al 75' Cenicola), Di Vincenzo, Biagioni. A disposizione: Brunner, Parisi, Bucaro. All.: Catuzzi.
Torino: Pastine, Angloma, Sogliano, Falcone, Torrisi, Maltagliati, Rizzitelli (all'80' Cristallini), Scienza, Silenzi, Abedì Pelé (al 55' Caricola), Pessotto. A disposizione: Simoni, Bonetti, Petrachi. All.: Vieri.
Arbitro: Rosica di Roma.
Reti: Rizzitelli 63', 70'.
Spettatori: 14.885 di cui 10.062 abbonati e 5.823 paganti.
Note: Ammoniti Silenzi e Caini, espulso Sogliano al 49'; calci d'angolo 7-6 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 26 settembre 1994]
Il calcio è così, molto strano, pieno di contraddizioni e di sorprese. Anche di fatti concreti, però. Le contraddizioni di questo 2-0 del Toro a Foggia, risultato importantissimo conquistato in dieci uomini, stanno nella prestazione splendida di alcuni granata che; non erano parsi così concentrati e grintosi sotto la guida di Rampanti. La sorpresa sta nella metamorfosi di Rizzitelii, non soltanto per il cambio d'allenatore, ma anche durante la gara: gatto di piombo in tutto il primo tempo e scatenato nella ripresa con il Toro in dieci dal 4', quando con una fiscale interpretazione del regolamento l'arbitro Rosica ha cacciato fuori Sogliano per doppia ammonizione. E dopo i due gol, Rizzi ha sfiorato il terzo nel finale. Punta vera e spesso sola, per gli importanti arretramenti del generoso Silenzi in copertura, Rizzitelli negli spazi larghi è volato ben tre volte, realizzando due gol (18' e 27' del secondo tempo, appunto) dopo aver ridicolizzato con scatti potenti - mai visti prima - la zona di Catuzzi. L'insistenza di Rizzitelli nel puntare a rete è stata sottolineata proprio dal fatto che, prima di lasciare il posto a Cristallini, ha cercato con caparbietà il terzo gol, sfiorandolo a 10' dalla fine con un pallonetto che ha scavalcato Mancini costringendo Di Bari ad un acrobatico salvataggio sulla linea. E, fuori Rizzitelli, è arrivata in extremis anche una traversa colpita in contropiede da Silenzi tornato in avanti. Il Toro ha improvvisamente trovato la coppia di punta? Prestissimo la risposta, già domenica a Parma dove l'avversario sarà però altra cosa. Parlato di contraddizioni e sorprese, ecco i fatti concreti. Soprattutto la mezz'ora di testa a testa nella quale, sabato sera, Nedo Sonetti ha catechizzato Pelé: "Devi stare davanti e attorno a Di Biagio, per bloccare l'uomo di spinta del Foggia". Detto e fatto. Non sappiamo poi quanto il fantasista Pelé sia disposto a giocare solamente a favore della squadra. Ieri, prima di uscire con il ginocchio acciaccato (dentro Caricola, per andare nella zona rimasta priva di Sogliano) Pelé è stato semplicemente splendido gregario. Ha perso di vista Di Biagio solo al 38' di gioco, ma con un rapidissimo recupero l'ha bloccato sul tiro in zona gol, quasi davanti a Pastine. Meno importanti, è ovvio, i cambi di maglia decisi da Sonetti (il 2 ad Angloma anziché il 7, un esempio) ma ha pesato positivamente lo schieramento di tre marcatori (Maltagliati, Falcone, Sogliano) oltre a Torrisi, mossa che sulla sinistra ha permesso di ripetere uno schema già provato da Rampanti: Falcone e Angioma legati da un patto di mutuo soccorso. Con Angloma autore del lungo assist per il 2-0 di Rizzitelli. Così il Torino ha vinto a Foggia, chiudendo la difesa senza affanni e dominando in contropiede, dopo non essere riuscito (ecco il vecchio male rimasto) ad essere pericoloso nella prima fase, pur con momenti di pressione in massa. Difesa tranquilla, palloni in tribuna quand'era necessario, con la grande prestazione di Pastine nelle uscite (basse ed alte), per una condizione atletica generale alla distanza - malgrado il caldo torrido -, prodotto evidente di un lavoro dell'allenatore che ha consegnato malvolentieri la squadra a Sonetti. Nei varchi stretti lasciatigli da un Toro più corto, più raccolto, il Foggia ha visto vanificato lo scatto dei suoi ragazzi. Che Angloma, un esempio, qualche volta ha patito ma più spesso ha arpionato con zampate feline, tornando in molti momenti il forte difensore-attaccante del Marsiglia e della Nazionale francese. Bresciani e Marazzina, il giovane e promettente sostituto dell'acciaccato Kolivanov, si sono dannati invano contro la retroguardia granata. Maltagliati di testa e Torrisi di piede a far muro, assieme a Falcone. Così, il Toro per un giorno di Vieri, fra Rampanti e Sonetti ha vinto alla grande a Foggia.