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Delle Alpi
05/11/1995
h.14.30
TORINO - NAPOLI 0-0
Torino
: Doardo, Angloma, Milanese, Falcone, Maltagliati, Dal Canto, Rizzitelli, Bacci, Dionigi (al 77' Karic), Abedì Pelé, Cristallini. A disposizione: Casciano, Sogliano, Fiorin, Cravero. All.: Sonetti.
Napoli: Taglialatela, Baldini, Policano (al 46' Matecano), Pari, Ayala, Cruz (al 46' Colonnese), Buso, Boghossian, Agostini, Pizzi, Imbriani (all'89' Di Napoli). A disposizione: Di Fusco, Altomare. All.: Boskov.
Arbitro: Stafoggia di Pesaro.
Reti: -
Spettatori: 22.740 di cui 13.723 abbonati e 9.017 paganti per un incasso di 295.370.000 lire.
Note: Ammoniti Baldini, Matecano, Taglialatela, Abedì Pelé, Falcone e Cristallini.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 6 novembre 1995]
Avanti adagio. Il Torino che vorrebbe il popolo non è quello che ieri ha pareggiato con il Napoli, ma chi ha seguito l'esibizione di domenica scorsa contro il Vicenza assicura che c'è stato un passo avanti nel gioco. Dal coma si è giunti al dormiveglia con una prestazione che nel secondo tempo è apparsa persino vivace: chissà che presto ai granata non riesca una partita che valga l'intero prezzo del biglietto. Per ora bisogna accontentarsi di scampoli, com'è stato nell'ultima mezz'ora. Del resto non si può far le pulci al Toro (che rivendica un rigore non fischiato a Rizzitelli) quando il Napoli, dopo aver sbandierato le idee più bellicose, ha giocato come se dovesse salvarsi. Senza rischiare mai, senza infondere una scintilla di luce come aveva fatto, benissimo, un mese fa contro la Juve. Ma forse è più facile giocare bene con la Juve che con il Toro, che spegne gli avversari. Era già successo al Vicenza. Boskov e Sonetti sono esemplari in via di estinzione: tra i pochi allenatori del mondo conosciuto che impongano le marcature fisse. Nedone applica Maltagliati ad Agostini e Falcone a Imbriani, del quale si perdono in fretta le tracce. Zio Vuja scavalca l'avversario a sinistra: oltre a piazzare Ayala su Rizzitelli e Baldini su Dionigi, trasforma Pari nel cane da guardia di Pelé. A centrocampo, Bacci incrocia Pizzi e Boghossian affronta Cristallini in versione dimessa. Si sta coperti. A Torino è arrivato il freddo. Non c'è grande gioco, le idee di come combinare un attacco sono vaghe di qui e di là. Più tardi ascolteremo i tecnici rimpiangere le assenze: nel Toro, Cravero e Biato (anche se Doardo dimostra più qualità del titolare); nel Napoli Pecchia, Tarantino e Bordin. A rimetterci probabilmente è Boskov. Ma se le squadre si muovono a quel modo temiamo che neppure con i ranghi completi si vedrebbe di meglio. Il primo sussulto giunge che è quasi la mezz'ora, quando Cruz calcia una punizione e Doardo non si fa sorprendere dalla traiettoria deviata in barriera. Sembra che il Napoli prenda convinzione, invece è un fuoco di paglia. Imbriani e Agostini non si vedono. Rizzitelli e Dionigi appena un po' di più. Su Rizzitelli interviene Ayala al 35'. Gli tocca il piede d'appoggio mentre cerca di domare il pallone in area, ma è un contatto turbino. Il Toro chiede il rigore, Stafoggia (che nel complesso ha arbitrato benissimo) non ha visto o non ci crede. Né si può indulgere alla teoria della compensazione per i rigori, persino meno evidenti, che sono stati fischiati contro i granata. Tre minuti dopo Pelé si smarca davanti a Tagliatatela ed è l'occasione più importante del match: il sinistro dell'africano non è abbastanza tagliente, il portiere ci arriva d'intuito. Si riprende con il Napoli subito più pericoloso. Boskov ha cambiato la difesa: fuori Cruz, infortunato, e Policano (imbolsito), dentro Colonnese e Matrecano. Ma non è certo per queste sostituzioni che prima Boghossian, poi Imbriani e Agostini ottengono tre palle gol in un quarto d'ora. C'è un minimo di aggressività nei partenopei, il tentativo di verticalizzare il gioco. Forse il Toro capisce il pericolo di arretrare, forse è il moltiplicarsi dell'impegno di Pelé: sta di fatto che i granata reagiscono e per mezz'ora tengono in mano la partita. Gli assedi sono un'altra cosa, però la pressione è più insistita. Cresce anche Cristallini, i difensori accompagnano l'azione per quanto non in maniera torrenziale. Dalle parti di Tagliatatela non si sta più tranquilli ed è la mira a far difetto ai granata: Pelé di testa, in tuffo, mette fuori di poco. Non c'è neppure un autogol a raddrizzare il corso delle cose, come altre volte. Finisce 0-0, con l'apparizione di Karic, il croato. La gente lo incoraggia: un tocco semplice e giù l'applauso. Se sia buono per la A lo sapremo un'altra volta.