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Delle Alpi
13/10/1996
h.15.00
TORINO - SALERNITANA 1-0 (0-0)
Torino
: Casazza, Longo, Maltagliati, Cevoli, Mezzano, Sommese (al 64' Balesini, all'80' Cravero), Nunziata, Scarchilli, Cristallini, Florijancic, Ipoua. A disposizione: Biato, Martelli, Lombardini, Fiorin, Ferrante. All.: Sandreani.
Salernitana: Chimenti, Rachini, Moro, Rosa (al 72' Dell'Anno), Tosto, Tudisco, Breda, Pirri (al 62' Benassi), Torbidoni, Pisano, Jansen. A disposizione: Franzone, Sadotti, Martinelli, Ferrier, Chircolo. All.: Colomba.
Arbitro: Borriello di Mantova.
Reti: Longo 64'.
Spettatori: 14.517 di cui 8.146 abbonati e 6.371 paganti per un incasso di 159.915.000 lire.
Note: Ammoniti Longo, Mezzano e Rachini. Espulsi Tosto al 7' per proteste, Ipoua al 45' per doppia ammonizione.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 14 ottobre 1996]
Come complicarsi la vita, come rendere difficile il semplice. Ecco il Toro, il bel Toro che ha spiccato il volo verso l'alta classifica. Però, nel farlo, quanto scialo. Occhio ai numeri: con la Salernitana un rigore fallito, sette auree occasioni ora gettate al vento ora sventate dal bravissimo Chimenti, quasi l'intero primo tempo giocato in superiorità numerica. E simile vantaggio, simile creazione di palle gol ha prodotto una sola rete: anzi, un'autorete, che è del difensore Moro la deviazione fatale sul gran tiro di Longo. Se non è scialo questo.. I granata devono essere più pratici, come predica Sandreani, per ora poco ascoltato. Il quale Sandreani può, comunque, rallegrarsi: non si è ripetuto il grigiore di due domeniche fa contro il Cosenza, il progresso è parso generale, nella manovra e nei singoli. Eccezion fatta per Scarchilli e Ipoua: divoratore del rigore e mangione più tardi di un pallone d'oro, il primo. Pasticcione e sconsiderato, il secondo, al punto di farsi cacciare, imitando così la sciocchezza compiuta in apertura da Tosto. Però, a riprova che non sempre il male vien per nuocere, l'uscita di scena del colosso nero ha favorito il Toro. Senza i piedi impacciati dell'africano, senza la sua lentezza, il gioco è fluito meglio. Oddio, sarebbe ingeneroso addossare troppa colpa al buon Samuel, lui fa quel che può, la responsabilità non è mica sua. Ma la società l'ha voluto, o se l'è fatto rifilare, con troppa fretta in prestito dall'Inter. E, a proposito di stranieri che non sai proprio perché siano in Italia, complimenti pure alla Salernitana compratrice di Jansen: che bisogno c'era di andare in Olanda per importare un centravanti (si fa per dire) simile? Veniamo alla partita, ricca di colpi di scena, fischiata da un arbitro pronto solo ad espellere per proteste e cieco sui molti falli da una parte e dall'altra: in totale, sono stati 45, tre soli gli ammoniti. Tra cui Longo, l'eroe granata che poveva essere mandato negli spogliatoi dopo il tiro che Moro ha corretto nella sua porta: il granata era andato a cercarsi pericolosamente il secondo cartellino giallo per aver sfogato l'esultanza del gol sotto la Maratona. Il Toro, è la prima volta che accade nella stagione, parte a spron battuto e al 6' può già chiudere la sfida: Florijancic, bellissima la sua prova, entra in area, va per le terre dopo una sgomitata con Moro, Borriello concede il rigore. Tosto protesta, deve eccedere negli apprezzamenti sull'arbitro che l'espelle. Come con il Cosenza, la Sandreani band beneficia di doppia grazia: penalty e gli avversari con un uomo in meno. Però, Scarchilli tira debolmente, Chimenti para. E' l'inizio della grande domenica del semicalvo portiere: al 16' vola sui piedi di tartaruga Ipoua. Al 41' respinge su Scarchilli liberato al gol da un'intuizione di Nunziata (quanti palloni ha recuperato il centrocampista), al 43' si supera su volée di Florijancic. In mezzo a tanto Toro, aiutato senza dubbio dagli avversari in dieci, un unico pericolo, causato più che dalla rapidità dell'evanescente Pisano da una dormitina del duo Maltagliati-Cevoli. Casazza sbroglia. Al 46' Ipoua, all'altezza della bandierina, fa la lotta con Torbidoni, l'arbitro gli fischia il fallo (che non c'è). Samuel reagisce istericamente, cartellino giallo. L'attaccante insiste mandando al diavolo Borriello, se ne va senza attendere il rosso. Senza di lui, con Balesini al posto di Sommese e Cristallini a spadroneggiare a centrocampo (quanto rende di più in mezzo), la ripresa continua ad essere un tutto Toro e un tutto Chimenti: quando il portiere non ci arriva, provvedono la traversa o la cattiva mira di Balesini sinché (19') Longo e Moro confezionano l'1-0. E nel finale, Cravero, entrato per Balesini, ha l'occasione di segnare ma s'impappina. La Maratona applaude lui e il Toro che forse ha cominciato a volai Claudio Giacchino A fianco, il forte tiro da lontano di Longo che, deviato da Moro, ha battuto Chimenti dando al Torino una vittoria comunque più che meritata.