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Delle Alpi
13/09/1998
h.16.00
TORINO - RAVENNA 3-0 (0-0)
Torino
: Bucci, Bonomi, Fattori, Comotto, Crippa (al 75' Asta), Sanna, Scienza, Scarchilli (al 75' Maltagliati), Lentini (all82' Parente), Ferrante, Artistico. A disposizione: Casazza, Cudini, Mercuri, Ficcadenti. All.: Mondonico.
Ravenna: Berti, Dall'Igna (al 76' Bertarelli), D'Aloisio, Atzori, Centofanti (al 64' Roberts), Sotgia, Rovinelli, Agostini, Pregnolato, Dell'Anno, Biliotti. A disposizione: Sardini, Lamonica, Gabrieli, Casalini, Medda. All.: Santarini.
Arbitro: Serena di Bassano del Grappa.
Reti: Scienza 71', Ferrante 75' rig, 80'.
Spettatori: 14.887 di cui 10.190 abbonati (la campagna abbonamenti non è ancora conclusa) e 4.697 paganti per un incasso di 105.020.000 lire.
Note: Ammoniti Berti, Sotgia, Dall'Igna, Centofanti, Artistico e D'Aloisio.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 14 settembre 1998]
E' possibile che alla fine la rotondità del risultato abbia la meglio su ogni altra considerazione: il vero Toro è questo, Cremona è stato un episodio, eccetera eccetera. E' anche giusto che Ferrante, autore di due dei tre gol, diventi l'uomo cartolina di questo undici capace di sculacciare anche il Ravenna in serie B dopo aver strapazzato il Milan in Coppa Italia (e delle due l'impresa più difficile era quella di ieri). Ma, nell'esordio casalingo in campionato della squadra granata va colto un altro, più importante aspetto: il Toro sa vincere usando la testa (in senso metaforico) e non soltanto perdere per non averla usata (nel gioco acrobatico a Cremona). Questa è la verità più bella, quella che sicuramente farà passare un paio di bei giorni di riposo a Mondonico e alla sua truppa. Da squadra tutto cuore e troppa (pericolosa) passione a formazione attendista, razionale, vigorosa ma allo stesso tempo capace di dominare i nervi. Forse, anzi senza forse, il successo sul Milan à stata un'iniezione di fiducia necessaria a tutto l'ambiente. Prende vita, sotto gli occhi dei quindicimila fedelissimi, un Toro dal volto nuovo. Ecco Lentini che comincia a destra (non gli accadeva da anni), ecco Comotto confermato al posto di Maltagliati. Un Toro pronto a cambiare pelle in corsa (Crippa che fa il sorvegliante sulla strada di Pregnolato). Deciso a sacrificarsi (Sanna è l'esempio) per la causa comune. Il Ravenna si tiene sulle sue, imperniato su una difesa a quattro, con cinque centrocampisti e una sola punta, nemmeno di ruolo. Il Toro deve fare il gioco, è arduo quand'è così non perdere di vista la trama delle manovre ma i granata non si spazientiscono. Si comincia sotto il segno di Lentini, si chiude con i sigilli di Ferrante (cui Gigi cede la fascia di capitano uscendo a 7' dal termine). In mezzo tanto Scienza, molto Artistico, la sicurezza di Fattori e la disponibilità di Scarchilli. Il Ravenna aspetta, non si schioda. Lentini scheggia la traversa (8') con la complicità di Berti. Ferrante sciupa su assist di Artistico imbeccato da Scienza (14'). Passa il tempo e il Ravenna pensa solo a perderne (Berti ammonito, ma arbitro rimandato proprio nella successiva gestione dei cartellini gialli). Ferrante c'è: palo esterno al 36' su cross di Scienza. Pur dominando la scena il Toro capisce a quale rischio va incontro: dannarsi tanto senza riuscire ad aprire la cerniera avversaria. Lentini cambia settore in avvio di ripresa giocando in quello amato di sinistra. Si allarga Ferrante, si fa pesante il contributo di Artistico che, finalmente, dà profondità alle manovre del Toro. Un pallone dell'ex salernitano che sbatte su Atzori e carambola sulla mano di D'Aloisio fa gridare al rigore. Il Toro non molla la presa. Santarini, tecnico del Ravenna, pecca di presunzione. Inserisce il liberiano Roberts. Una punta in più. La squadra si allunga, fatalmente si concede al Toro, adesso più veloce, convinto. Certo, l'errore di Atzori che (26') consegna palla sui piedi di Scienza è un assist inatteso quanto gradito. Ma la forza del Toro sta nell'averci creduto. Scienza punta la porta a testa bassa e infila Berti con un diagonale imprendibile. Il resto viene di conseguenza. La squadra romagnola si disunisce, quella granata va a mille. Artistico è un'anguilla per D'Aloisio che lo cintura appena dentro l'area. Ferrante insacca. Potrebbe bastare. Il Ravenna, sceso in campo per non giocare, ora addirittura sguinzaglia una terza punta (l'ex sampdoriano Bertarelli). Il Toro non aspetta altro. Sanna, sì proprio il furetto che ha cancellato Dell'Anno, lancia Ferrante. Berti cade per la terza volta in dieci minuti. In una settimana tutto è capovolto, Toro e Ravenna si ritrovano a braccetto in classifica ma con stati d'animo diametralmente opposti. E stavolta sorride la ritrovata squadra di Mondonico.