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Olimpico
18/08/2012
h.20.30
TORINO - LECCE 4-2 (2-1)
Torino
: Gillet, Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello, Vives, Gazzi, Verdi (al 55' Santana), Sgrigna (al 60' Meggiorini), Bianchi, Stevanovic (al 78' Brighi). A disposizione: L.Gomis, D'Ambrosio, Basha, Diop. All.: Ventura.
Lecce: Benassi, Diniz, Ferrario, Esposito (al 41' Romeo), Mazzotta, Memushaj (al 46' Bogliacino), Giacomazzi, Delvecchio, Jeda, Corvia, Falco (al 68' Pià). A disposizione: Petrachi, Legittimo, Palumbo, Ofere. All.: Lerda.
Arbitro: Bergonzi di Genova.
Marcatori: Sgrigna 2' (T), Aut.Ferrario 14' (T), Jeda 40' (L), Bianchi 66', 75' (T), Corvia 73' rig. (L).
Spettatori: 13.364 tra paganti e abbonati che per l'occasione entravano gratis.
Note: Serata afosa, terreno in brutte condizioni e rattoppato in più punti, ammoniti Verdi, Masiello, Diniz e Delvecchio tutti per gioco falloso. Caldi d'angolo 4-1 per il Lecce, recupero 3' pt, 3' st. Esordio in maglia granata per Gillet, Gazzi, Santana e Sgrigna. Presenti all'Olimpico una decina di sostenitori del Lecce; il Torino è qualificato. Un euro per ogni biglietto dei paganti è andato in beneficenza al comune terremotato di Mirandola.
Cronaca
[Tratto da La Gazzetta dello Sport del 19 agosto 2012]
Il forno dell'Olimpico riapre tre mesi dopo la promozione celebrata nel diluvio e scopre un Toro che corre e diverte, meno in sofferenza del previsto. Certo, a una settimana dal campionato il cantiere è ancora aperto: Ventura si aspetta un regista, un terzino sinistro, un esterno e un attaccante. Ma in attesa dei rinforzi promessi, può essere soddisfatto: questo 4-2 di Coppa non è affatto banale. Nella prima mezz'ora si vede un ottimo Toro: vivace e propositivo. Il 4-2-4 funziona e gira attorno a Sgrigna, la spalla ideale di Bianchi: suo l'1-0, da fuori area, su sponda di testa del capitano; suo il cross al centro deviato in modo maldestro da Ferrario. Con Stevanovic che svolge con profitto la doppia fase, i mediani, chiamati a fare il lavoro più usurante, possono anche concedersi qualche pausa, perchè l'idea di gioco c'è ed è ben definita. L'1-0, arrivato in tempi brevissimi, facilita molto le cose e il Toro può giocare in scioltezza, abbassando il ritmo per poi ripartire in contropiede, creando almeno tre occasioni (notevole la rovesciata di Verdi). Poi, come logico, è arrivato il calo fisico e mentale, la difesa ha cominciato a soffrire, pasticciando sul gol di Jeda (bravo comunque a girarsi in mezzo all'area sfruttando una palla interessante di Diniz) che ha riaperto la partita. Franco Lerda, 45 anni ieri, vecchio cuore Toro, è tornato per la prima volta da ex davanti al suo pubblico e certo sperava in una piccola grande rivincita dopo i difficili mesi da tecnico granata. Il suo Lecce è ricco di nomi importanti e gioca frenato in attesa di conoscere cosa accadrà nell'immediato futuro: distratto dal processo d'appello che comincia domani e forse distrutto dalla prospettiva di sprofondare in Prima divisione. Però ha tenuto il campo in modo dignitoso e con una discreta dose di prudenza: il 4-3-3 in fase difensiva si trasforma in un 4-1-4-1 semiblindato con Giacomazzi davanti alla difesa e Corvia unica punta. Il secondo tempo comincia com'era finito il primo: il Lecce a cercare il pari. Darmian respinge sulla linea un tiro dell'ottimo Diniz, terzino che sa correre e crossare. Il Toro capisce di essere in affanno e rincula a tratti nella sua metà campo. Falco al 10' sfugge all'instabile Masiello e si mangia un gol già fatto. Ventura allora decide di intervenire: fuori Verdi, dentro Santana, finora frenato da gravi problemi fisici. Il terzo debuttante della serata con Gillet, bene, e Gazzi, impalpabile. Poi un altro ritocco all'attacco: Meggiorini per l'esausto Sgrigna. Ed è proprio Santana a mandare sul palo di testa un perfetto cross dalla destra di Stevanovic. Che subito dopo replica l'assist, questa volta per Bianchi che segna il 3-1 con una bella girata in area. Ma la partita non è finita: c'è tempo per il rigore di Corvia, steso da Glik e il raddoppio di Bianchi, servito da Meggiorini. Ventura fa l'ultima mossa e passa al 4-3-3 con un centrocampista in più: Brighi. A occhio, una variante che verrà provata spesso in campionato.