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Delle Alpi
04/11/2001
h.20.30
TORINO - MILAN 1-0 (1-0)
Torino
: Bucci, Galante, Fattori, Delli Carri, Comotto, Asta, Cauet, De Ascentis, Castellini, Lucarelli, Ferrante (al 64' Vergassola). A disposizione: Sorrentino, Garzya, Brambilla, Scarchilli, Maspero, Osmanovski. All. Camolese.
Milan: Abbiati, Laursen, Costacurta, Roque Junior, Umit (al 74' Contra), Gattuso, Albertini (al 46' Simone), Kaladze, Serginho, Rui Costa (al 70'Pirlo), Inzaghi. A disposizione: Rossi, Helveg, Donati, Javi Moreno. All. Terim.
Arbitro: Tombolini di Ancona.
Reti: Lucarelli 26'.
Note: Ammoniti Albertini, Costacurta, Roque Junior, Gattuso, Pirlo, Simone, Cauet e Lucarelli.
Spettatori: 20.174 di cui 11.597 abbonati e 8.577 paganti per un incasso di 365.390.000 lire.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 5 novembre 2001]
Un trionfo per il Torino e per Camolese. Il "bello di notte" adesso è il Toro, tornato alla vittoria in casa con il Milan dopo oltre 15 anni e 10 pareggi consecutivi. I granata raggiungono così Lecce, Fiorentina e Perugia al quart'ultimo posto e danno un calcio alla crisi. Trascinati da un Asta strepitoso, i padroni di casa hanno ridimensionato l'imperatore Terim, infilzando il Diavolo con Lucarelli nel primo tempo. Poi hanno difeso con grande energia il successo, meritatamente premiati dalla fortuna quando Inzaghi ha sballato clamorosamente il rigore del possibile 1-1 al 43' della ripresa. Recuperato Ferrante, Camolese presentava il 3-5-2. Si copriva con un difensore in più, Comotto, per proteggere le spalle di Asta sulla fascia destra e frenare Serginho. Una mossa che consentiva ad Asta di fare l'ala alla grande. Come al 4' quando un suo cross non era sfruttato al meglio da Ferrante, ostacolato da Laursen, sotto porta. O come al 9', quando un traversone ancora di Asta, appoggiato all'indietro da Ferrante per De Ascentis, avrebbe potuto trasformarsi in un'azione da gol se l'ex milanista avesse domato il pallone anziché perderlo. L'impiego di Castellini sulla fascia Sinistra assicurava la spinta che era mancata a Verona con il Chievo, sebbene Terim tenesse solo Inzaghi punta fissa, con Rui Costa alla Del Piero e uno sbarramento che somigliava molto a quello di Camolese: squadre corte e contropiede. Al 24' una discesa di Umit era rifinita fuori bersaglio da Inzaghi e il tiro sballato di Superpippo era coperto dai fischi della Maratona, che non gli perdona il suo passato di juventino. Notevole il lavoro per i centrocampisti Cauet e De Ascentis da una parte, Albertini e Gattuso dall'altra. Pochi gli spazi per aggirare gli opposti schieramenti. La formula del doppio centravanti, Lucarelli Ferrante, rendeva il Toro prevedibile giacché le due punte tendevano ad accentrarsi. Toccava a Lucarelli sacrificarsi nei ripiegamenti più di Ferrante che, reduce dall'infortunio, cercava di risparmiare al massimo le forze per essere lucido in zona-tiro. Ma era invece Lucarelli a sbloccare il risultato al 26'. Un lancio di De Ascentis veniva raccolto da Asta che, da fondo campo, crossava in area, il pallone carambolava su Delli Carri e si trasformava in assist sotto porta per Lucarelli, che di destro faceva secco Abbiati. Il Milan si rovesciava nella metà campo torinista ma Terim non riteneva opportuno aggiungere un attaccante in più e preferiva mantenere la stessa formazione che, priva di Shevchenko, faticava ad affondare i colpi. Su punizione ci provava Serginho: il pallone sfiorava il palo e si perdeva sul fondo. Di rimessa, il Toro ripartiva velocemente in avanti ma Ferrante sballava la rifinitura per Castellini e l'azione abortiva sulla tre quarti di campo rossonera. Nell'intervallo, Terim decideva di mandare in mischia Simone, lasciando il deludente Albertini negli spogliatoi. Simone era preso in consegna da Delli Carri, con Cauet su Rui Costa. Con questo dispositivo il Milan era più pericoloso e al 4' mancava di poco il pareggio: su uno spiovente di Umit, Inzaghi incornava a fil di traversa, ma Bucci con un gran balzo salvava in corner. Era la prima vera parata del portiere granata che, poco dopo, concedeva il bis con una tempestiva uscita sullo stesso Inzaghi. Aumentava la sofferenza per il Toro che solo su punizione di Lucarelli impegnava Abbiati. Camolese correva ai ripari, togliendo l'affaticato Ferrante per Vergassola. E la partita s'innervosiva. Tombolini distribuiva ammonizioni. Al 24' Terim lanciava Pirlo al posto di un Rui Costa ormai spento e mandava Laursen a fare il centravanti aggiunto, come con il Venezia. Ma c'era ancora uno show dell'inesauribile Asta (28'), trasferitosi a sinistra. Il capitano superava Pirlo e Laursen, quindi staffilava in porta trovando Abbiati pronto a sventare in corner. Capita l'antifona, Terim inseriva Contra per Umit e il Toro finiva sotto pressione fino all'ultimo brivido: Fattori, trattenendo per la maglia Inzaghi, provocava un rigore che però Inzaghi sparava in curva. Bucci resta la sua bestia nera.