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Delle Alpi
19/01/2003
h.15.00
TORINO - COMO 0-0
Torino
: Bucci, Comotto (al 46' Mantovani), Fattori, Mezzano, Balzaretti, Vergassola, Conticchio, De Ascentis, Castellini, Ferrante, Lucarelli (al 30' Franco, al 74' Magallanes). A disposizione: Sorrentino, Lopez, Frezza, Osmanovski. All.: Ulivieri.
Como: Brunner, Stellini, Tarantino, Juarez, Binotto, Corrent, Pecchia, Cauet, Music, Bjelanovic (all'83' Carbone), Caccia. A disposizione: Ferron, Gregori, Tomas, Belinghieri, Godeas, Fonseca. All.: Fascetti.
Arbitro: Tombolini di Ancona.
Reti: -
Spettatori: 12.937, di cui 11.418 abbonati e 1.519 paganti per un incasso di 23.930 €. .
Note: Ammoniti Conticchio, Juarez, Stellini, Bjelanovic.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica del 20gennaio 2003]
Come due stanche filodrammatiche di paese, Torino e Como hanno messo in scena al Delle Alpi la prova generale per il teatro della serie B. Zero a zero squallido, se è per questo. Uno 0-0 desolante e desolato, che non serve a nessuna delle due squadre ormai più che in bilico già in questo finale del girone d'andata. La classifica parla chiaro: ultimi i lombardi di Fascetti, con 7 punti e nessuna vittoria; penultimi i granata dell'altro toscanaccio Ulivieri, a quota 10. Più lampante di così, insomma, non si può. E il non gioco visto sbadigliando nella domenica torinese, ravvivato (si fa per dire) da qualche spunto del Toro in avvio dei due tempi e da un paio di occasioni dei comaschi, è la dimostrazione che il cosiddetto torneo cadetto è il porto al quale paiono destinati ad approdare entrambi. La cronaca è necessariamente scarna. Cronaca arida, taccuino semivuoto. I granata dovevano vincere a tutti i costi e allora nei dieci-undici minuti iniziali cercano con foga il gol. Ma questa via è lontana quanto quella celeberrima di Damasco, e il Torino, esaurita la benzina, si siede completamente. Il Como si adegua, tentando qualche sortita e avvicinandosi alla rete di Bucci con Caccia. Peròè davvero poca cosa. Nella ripresa, poi, la storiaccia si ripete con mestizia: parte con un certo piglio il Toro, ma si sfiata subito e i comaschi riescono ad addormentare la gara. Segue una mezz'oretta di noia sublime, perfetta, in cui le due squadre si "divertono" a chi sbaglia di più, tra i cori crescenti d'indignazione dei tifosi. Tra il 43' e il recupero (due minuti) concesso da Tombolini, infine, la formazione di Fascetti pare convincersi che, dopotutto, si potrebbe approfittare della situazione e della pochezza dell'attacco granata che neppure il ritrovato Franco, fuori dalla primavera scorsa, riesce ad animare. Bucci, tuttavia, non ci sta a passare per il grullo della compagnia e sventa, tra l'altro, un pericoloso colpo di testa dell'ex granata Benny Carbone. Tutto qui. Ora il cammino del Toro, contestato duramente dai tifosi della curva Maratona, e del Como, a sua volta fischiato dai propri sostenitori, diventa molto difficile. I tanto attesi rinforzi, in casa granata, non sono arrivati e le promesse del patron Cimminelli e del presidente Romero appaiono, ogni giorno che passa, classiche promesse da marinaio. E' inutile consolazione per il mister Ulivieri e per la società, ovviamente, cabalizzare sul fatto che non si perde da tre partite. Quei tre pareggi, infatti, servono a nulla o a quasi nulla. Anche per la squadra di Preziosi l'orizzonte si profila nero. Ma almeno i dirigenti non avevano detto e strombazzato, come i colleghi del Torino, che il Como era da zona Uefa. Quando si precipita, in sostanza, bisognerebbe avere se non altro il pudore dell' umiltà e il senso della realtà. Qualità che difettano ai padroni del povero Toro.