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Omobono Tenni
06/01/2004
h.15.00
TREVISO - TORINO 0-0
Treviso
: Lorenzini, Galeotto, Bianco, Centurioni, Gobbi, Chiappara (all'81' Lanzara), Gallo, Parravicini, D'Agostino (al 64' Bellotto), Ganci, Anaclerio (al 75' Reginaldo). A disposizione: Zanucco, Varricchio, Pianu, Monticciolo. All. Buffoni.
Torino: Sorrentino, Balzaretti, Galante, Mezzano (all'86' Fernandez), Castellini, Fuser, De Ascentis, Masolini (all'81' Walem), Rizzato, Tiribocchi, Fabbrini (al 75' Ferrante). A disposizione: Fontana, Frezza, Franco, Adami. All. Ezio Rossi.
Arbitro: Bertini di Arezzo.
Reti: -
Spettatori: 4.553 di cui 1.263 abbonati per una quota partita di 20.131,58 euro e 3.290 paganti per un incasso di 44.464 euro.
Note: Ammoniti Fabbrini, Fuser e Galeoto. Angoli 4-1, recupero 1'pt, 3'st.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 7 gennaio 2004]
Anno nuovo ma Toro vecchio, verrebbe da dire leggendo dello 0-0 di Treviso, che per i rossiani significa essenzialmente quinta partita consecutiva senza gol segnati su azione e pure senza vittoria. Invece no, non è proprio così. Perchè il primo Toro del 2004 in versione tutta italiana una rete valida ieri l'ha segnata (Tiribocchi al 18', su verticalizzazione di Rizzato) ma ad annullargliela ci ha pensato il signor Massimiliano Grilli da Gubbio che, sbandierando un inesistente fuorigioco del Tir, ha ingannato l'arbitro Bertini, peraltro un recidivo visto che già nel debutto dello scorso campionato di A cancellò ai granata il gol regolare di Scarchilli che avrebbe fruttato l'1-1 sul campo dell'Inter. E le recriminazioni del Toro, le prime della stagione, comprendono anche in mezzo rigore (aggancio di Centurioni su Fabbrini) non concesso al 34'. Anche trascurando le legittime lamentele contro la direzione arbitrale, resta comunque un pareggio ben diverso dagli ultimi racimolati, spesso a fatica, dai granata. Questa volta c'è stata sostanza. S'è vista in campo una squadra vera, equilibrata e mai in vero affanno contro una delle rivali più in salute della cadetteria. Nessun periodo di black-out, ieri. Il Treviso ha avuto sì due palle-gol, però episodiche: Centurioni, difensore dai piedi quadri, che svirgola al 25', tutto solo da ottima posizione; miracolo di Sorrentino in uscita all'83', su Ganci liberato dall'unico svarione del ritrovato Galante. Tolto l'affanno di Castellini sul guizzante Chiappara nel primo tempo, per il resto è stato un Toro sereno, autorevole, finalmente capace di correre più e meglio dell'avversario, puntuale nel cercare sempre l'offesa su due corsie preferenziali: il lancio lungo per la torre di Fabbrini, chiamato a far sponda per Tiribocchi o a smistare per un accorrente compagno; i cross dalle fasce (più Rizzato da sinistra che Fuser da destra) chiamati dalle aperture di un Masolini trasformato rispetto al passo d'addio al 2003. Ben bloccato dietro grazie al debordante tono atletico di Balzaretti e Mezzano e al mestiere di un Galante per nulla deteriorato dagli oltre 7 mesi di naftalina, il Toro ha così creato molto più di quanto aveva fatto nelle ultime 4 tristi esibizioni. Il conto finale presenta recriminazioni per un rigore non concesso a Mezzano e almeno due gol annullati. (Il primo, già al 7' e sempre di Tiribocchi, giustamente), altri tre tiri che il Tir avrebbe francamente potuto gestire meglio ma soprattutto il pallone d'oro del 45' (cross da destra di Balzaretti e lieve correzione di testa a seguite del bomber romano) che il sinistro di Rizzato non ha saputo tramutare nel gol-partita, facendo fare un'ottima figura a Lorenzini, portiere debuttante dal 1' dopo il rigore parato nell'ultima dell'anno vecchio al vicentino Schwoch. Resta un punticino annunciato dalla cabala (Treviso e Toro al Tenni hanno pareggiato 4 volte su 4) ma che nel finale poteva persino uscire dalla saccoccia granata. Sorrentino è stato provvidenziale ed è proprio valutando le prestazioni individuali che Rossi può trarre le indicazioni futuribili più positive, considerato che la classifica, al contrario, è ulteriormente peggiorata (saliti da 2 a 4 i punti di ritardo dal 5° posto). Portiere sempre più sicuro a parte, il Toro ieri ha ritrovato in Galante e Mezzano due centrali difensivi che possono essere qualcosa più di un'alternativa alla coppia Mandelli-Fernandez che ha giocato 15 delle prime 20 partite. Balzaretti a destra e Castellini a sinistra è stato un esperimento che vale la pena di riproporre. Così come questo Masolini può permettere a Walem (rivisto ieri nel finale) di completare con più calma il suo graduale recupero dalla pubalgia. E davanti s'è capito che ci può essere vita anche senza Pinga e Ferrante. Anzi, nei primi 45' Fabbrini e Tiribocchi si sono dimostrati la coppia meglio assortita e più dialogante di questo Toro cadetto che non riesce a decollare. Dopo un mese da incubo, è tornato un po' di sereno, è rifiorita la speranza di poter vedere una squadra giocare con attributi e qualità. Il presidente Remero ha anche assicurato che in settimana saranno pagati gli stipendi di settembre e la cosa contribuirà certamente a liberare le teste dai pensieri extracalcistici. Insomma, non è stato l'inizio d'anno pirotecnico che la gente granata sognava ma di questi tempi bisogna accontentarsi, a prendere per buono anche un pareggio contro chi un anno fa stava due categorie più sotto. A patto che domenica, contro la Fiorentina rilanciata dai nuovi acquisti, il Toro torni a vincere: anche Ternana, Messina e Livorno cominciano ad allontanarsi.