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Delle Alpi
10/10/2004
h.15.00
TORINO - PIACENZA 0-1 (0-0)
Torino
: Sorrentino, Comotto (al 92' Rizzato), Peccarisi, Mantovani, Balzaretti, Conticchio (al 75' Franco), De Ascentis, Humberto (al 78' Mudingayi), Pinga, Quagliarella, Maniero. A disposizione: Fontana, Carbone, Giacchetta, Martinetti. All.: Rossi.
Piacenza: Orlandoni, Sardo, Campagnaro, Mangone, Radice, Lucenti (al 92' Abbate), Riccio, Patrascu, Masiello (al 75' Cristante), Pepe (all'87' Cacia), Beghetto. A disposizione: Aldegani, Luisi, Ambrosetti, Tarana. All.: Iachini.
Arbitro: Tagliavento di Terni.
Reti: Pepe 62'.
Spettatori: 11.142 di cui 5.402 paganti e 5.740 abbonati.
Note: Ammoniti: Beghetto, Balzaretti, Sardo, Lucenti, Cacia. Recupero: 1' pt, 5'st. Angoli: 11-6 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica dell' 11 ottobre 2004]
Il titolo è Questi fantasmi. C'entra poco, in questo caso, con l'omonima commedia di Eduardo. Incombe purtroppo, per ora solo in brutto sogno, sulla serenità del Torino e del suo popolo. Dopo la sconfitta di Crotone, la formazione di Ezio Rossi ha perso in casa con il Piacenza per 1-0, in virtù del rapinoso gol di Pepe al 17' st. Scontato, inevitabile, che il sobbalzo onirico evochi gli spettri della passata stagione, l'orribile stagione d'illusioni e poi di tonfi, e che quelli ritornino ad affacciarsi nella memoria di tutti, soprattutto dei generosissimi tifosi. Ma non bisogna essere fatalisti. E' urgente ragionare. Occorre perciò domandarsi, e domandare, se si tratti soltanto di un secondo assurdo incidente di percorso, comunque sanabilissimo, oppure se si sia già all'inizio di una triste replica. Nell'attesa di una risposta, è doveroso rammentare che i ragazzi di mister Ezio, privi di due pedine fondamentali quali Codrea e Marazzina, hanno giocato bene a lungo, schiacciando i piacentini nella loro area e andando varie volte vicini al botto. Per onestà, pertanto, si deve sottolineare come i granata siano stati puniti soltanto da un miscuglio di sfortuna, di sortilegio (la porta di Orlandoni incantata) e di casualità, oltreché di ingenuità, che però nel calcio di solito si paga. Il Toro ha fabbricato, ma non sfruttato per una ragione o per l'altra, almeno sei o sette occasioni nette da rete, massimamente nel primo tempo. Tutto ciò interdetto vuoi per gli interventi del portiere biancorosso, vuoi per imprecisione dei tiratori, da Humberto a Conticchio, a Balzaretti, a Quagliarella, nonché per un mani palese del difensore Riccio (38' pt) salvifico sulla linea di porta. Nel conto, come se non bastasse, ci sta il palo colpito da Comotto al 17' st. Un palo clamoroso doppiamente: da quella palla gol negata dal destino, infatti, è nato il contropiede da manuale della sfiga che, a freddo davvero, ha portato in vantaggio senza alcun merito reale la squadra di Iachini. Anche dopo il punto di Pepe, i granata hanno cercato di pareggiare, seppure con lucidità calante. Non c'è stato niente da fare, nemmeno la ritrovata carica suonata da un nuovo trombettiere del Filadelfia, dalla tribuna del "Delle Alpi", ha compiuto il miracolo. Era scritto da qualche parte che il Piacenza dovesse portarsi via, piuttosto indegnamente, la vittoria. L'arbitro Tagliavento, pessimo, ci ha messo quindi del suo, non vedendo il rigore evidente su Maniero, strattonato da Sardo, e il braccio di Riccio. Prendiamola con filosofia. Nessuno, in pubblico e forse pure in privato, fa drammi. Ezio Rossi, a caldo, ha detto che non aveva mai perso una partita siffatta. E ha lodato i suoi, sostenendo di avere assistito al miglior primo tempo del Toro di quest'anno, insieme a quello del match con il Catania. Non ha torto. Tuttavia il calcio, come il resto della vita, non rispetta quasi mai la moralità e l'onore; sovente premia i più furbi e i peggiori. Basta saperlo e correre ai ripari, prima che sia troppo tardi.