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Delle Alpi
04/06/2006
h.21.00
TORINO - CESENA 1-0 (1-0)
Torino
: Taibi, Nicola, Melara, Brevi, Balestri, Lazetic (al 67' Rosina), Gallo, Longo (al 63' Edusei), Music, Vryzas, Muzzi (al 54' Fantini). A disposizione: Fontana, Martinelli, Doudou, Stellone. All.: De Biasi.
Cesena: Turci, Biserni (al 59' Mengoni), Zaninelli, Rea, Morabito, Ciaramitaro, Pestrin, Salvetti, Ferreira Pinto (al 73' Papa Waigo), Bernacci, Piccoli (al 46' Bracaletti). A disposizione: Sarti, Bova, Chiaretti, Fattori. All.: Castori.
Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno.
Reti: Balestri 43'.
Spettatori: 30.173 per un incasso di 375.242 euro.
Note: Ammoniti Muzzi, Salvetti, Rea, Bernacci. Recupero 1' pt e 3' st. Calci d'angolo 4-4, presenti circa 1.200 tifosi del Cesena.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica del 5 giugno 2006]
Gloria al Toro, onore al Cesena. Con una prestazione pressoché perfetta, dal punto di vista tattico e da quello del carattere, i ragazzi in granata di Gianni De Biasi e Urbano Cairo hanno conquistato l' accesso alla finale dei play-off. Sarà il Mantova, altra rivelazione del campionato cadetto, l'avversario da battere, giovedì e domenica, per salire finalmente in serie A. La partita dello stadio delle Alpi, al cospetto di oltre trentamila spettatori, in uno scenario da storia del Toro, ha mostrato una squadra, quella di mister Gianni, completamente rigenerata in confronto alla prova di Cesena. Il risultato, questo 1-0 frutto di un gol (incredibile) di Balestri nel primo tempo, è persino bugiardo se si guarda a quanto capitan Brevi e compagni hanno saputo fare. Sempre con il bastone del comando saldissimo in mano, non hanno mai dato l'impressione di potere essere messi sotto dai bianconeri, irriconoscibili, certo, ma principalmente per i meriti del Torino. Andiamo alle note di cronaca. Non ci sono sorprese nella formazione romagnola, il simpatico guascone Castori schiera praticamente gli stessi giocatori della gara d'andata. Anche De Biasi non cambia rispetto a giovedì, con la sola eccezione di Longo, protagonista nella sfida del Dino Manuzzi, in campo dal primo minuto al posto dell'infortunato Ardito. Le redini dell'attacco, dunque, sono nuovamente affidate a Muzzi e a Vryzas. Ciò che muta seriamente, invece, è l'approccio all'incontro da parte dei granata. Fin dalle prime battute i ragazzi di mister Gianni pressano i bianconeri, impedendo ai portatori di palla di giocare. Il Cesena, insomma, non riesce a partire alla carica e il Toro, dopo un buon avvio all'offensiva, attende gli avversari per distruggere le loro accennate trame. L'occasione pių pericolosa, nell' assenza di emozioni forti, è rappresentata da un colpo di testa di Zorba-Vryzas, bene imbeccato da Gallo, al 23', che Turci devia in angolo. Poi, in un lungo ristagnare, in cui Muzzi (instancabile, commovente, per il suo impegno) e compagni, a cominciare da Longo fasciato per una botta alla testa come i pedatori degli anni eroici, controllano la situazione e spostano progressivamente il baricentro verso la porta cesenate. Il gol, bislacco ma sostanzialmente giusto per quanto si è visto, arriva al 43'. Iacopo Balestri, detto "Iaio" posizionato qualche metro indietro al limitare dell' area, lascia partire un cross (o un tiro-cross, se proprio si vuole) che inganna davvero tutti e carambola, non intercettato da nessuno, tra i pali difesi da Turci. Strano ma vero. Il calcio è anche dadaismo, a volte. Si ricomincia, la musica non č troppo diversa, il Toro è sempre vigile e pronto a ripartire con intelligenza. Castori, intanto, ha tolto lo spento Piccoli per dare spazio a Bracaletti. Al 9' esce anche il valente Muzzi, che ha dato parecchio, rimpiazzato da Fantini da Beinette, Cuneo. La foto del tenore del match è fornita dalle due panchine: mister Gianni, che da tempo si è levato la giacca, si agita quanto un tarantolato e fischia come il Trap; Castori non si scorge pių. Al 18' altra sostituzione: Longo, malconcio, lascia il posto a Edusei. E al 22' fuori Lazetic, ottimo, dentro Rosina. Il Toro, in ogni caso, vuole il raddoppio. Al 29' Rosina crossa di velluto per Fantini che di testa mette fuori di poco. Ci prova anche Edusei, ma il tiro è alto. Al 37' numero di Rosina, dribbla e calcia a fil di palo. Il Toro, adesso, è padrone del campo e le incursioni del nazionale Under 21 seminano letteralmente il panico nella difesa bianconera. Non accade più nulla, è soltanto ovazione e tripudio per un Toro che sente un inebriante aroma di serie A. Finisce in un corale abbraccio.