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Bentegodi
30/09/2018
h.15.00
CHIEVO - TORINO 0-1 (0-0)
Chievo
: Sorrentino, Cacciatore, Rossettini, Barba, Depaoli, Rigoni, Radovanovic, Leris, Birsa (al 68' Meggiorini), Giaccherini (al 77' Hetemaj), Djordjevic (al 45' Stepinski). A disposizione: Semper, Seculin, Bani, Cesar, Jaroszynski, Kiyine, Pellissier, Pucciarelli, Tanasijevic. All.: D'Anna.
Torino: Sirigu, Aina, Moretti, N'Koulou, Izzo, De Silvestri (al 35' Berenguer), Rincon, Meite, Edera (al 58' Zaza), Soriano (all'80' Iago Falque), Belotti. A disposizione: Ichazo, Rosati, Baselli, Bremer, Damascan, Djidji, Lukic, Parigini. All.: Mazzarri.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Reti: Zaza 88'.
Spettatori: 10.575 di cui 9.075 abbonati e circa 1.500 paganti (dato non comunicato).
Note: Giornata calda di sole, terreno in discrete condizioni; calci d'angolo 8-3 per il Torino, recupero 3' pt, 4' st. Prima rete in maglia granata per Zaza, presenti al Bentegodi circa 300 sostenitori del Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 1 ottobre 2018]
C'è chi all'intervallo se ne va e chi, dopo l'intervallo, entra in campo. Il Toro appartiene al secondo partito perchè di giocare il primo tempo non se ne parla: è accaduto anche a Verona, forse in modo ancor più evidente se è vero che contro il Chievo i granata hanno trascorso 45 minuti (un po' di più) come se tirare in porta non fosse previsto nelle regole. Piccoli segnali che diventano un nuovo spartito non appena Iago Falque entra e dà sostanza ai movimenti di Zaza, ai margini in avvio e dentro al duello nell'ultima mezz'ora. Zaza più Iago. E Belotti, ma anche Soriano. Tracce di Toro bel oltre il successo all'ultimo tuffo (verticalizzazione di Berenguer, stoccata di fioretto di Zaza a due minuti dal termine) perchè il bicchiere mezzo pieno dei primi tre punti di stagione lontano dal Grande Torino sta proprio in questo: i granata, poco brillanti e lucidi fino ad ora, non hanno ancora espresso quello che appare come un potenziale in gradi di pensare al borsino Europa. Da dove nasce un viaggio col freno a mano tirato? Mazzarri non ha dubbi: "Quando cambi, ci vuole tempo..", ripeteva ieri dal Bentegodi. Tempo che non c'è e che, finalmente, sembra restituirgli un attaccante bacchettato e poco utilizzato. "Se non gradisco Zaza? Ma non scherziamo: io Zaza lo gradisco eccome. E vi posso dire che lui, più Belotti e Iago possono coesistere: io voglio vedere sempre i giocatori allenarsi al massimo". Indice di gradimento a parte, a cambiare l'inerzia di un pomeriggio opaco sono stati i cambi di qualità. Iago Falque è tornato, un po' meno lucido del solito per colpa della sosta in infermeria, ma comunque determinante: ormai è diventata la normalità vedere il Toro accendersi se si accende il suo elemento più fantasioso. Variabile accaduta, puntualmente, a Verona. Zaza era già in campo da 20 minuti quando ha trovato spazio Iago, ma il meglio è arrivato in coda. "Mi sto ambientando - così l'attaccante arrivato dal Valencia - ed è normale passare un periodo di difficoltà all'inizio, perchè devo capire i nuovi sistemi di gioco. Problemi di convivenza con Belotti? Non si può giudicare per 2-3 partite: penso che la qualità non sia mai un problema e Mazzarri sa che se uno entra e fa bene si può adattare ad ogni modulo di gioco..". Ancora zero gol nei 45' iniziali: Il Toro non brilla per più di un'ora, anzi. Ma, alla fine, vince ed aspetta il Frosinone (venerdì sera) per riprendere il discorso. Mazzarri racconta come nei primi tempi, spesso, occorra gestire o proteggersi per colpire quando si presenta l'occasione: zero le reti dei granata nei sette precedenti per ora. Ma così è troppo rischioso, perchè non sempre ci può essere il lieto fine. Il Chievo del tecnico D'Anna, ora a rischio esonero, non ha avuto il coraggio di osare e resta sotto zero in classifica. Il Toro, invece, applaude Zaza. "Se il suo atteggiamento, stavolta positivo, è frutto della mia gestione? So solo che un allenatore deve lavorare anche sulla testa", così Mazzarri. Iago Falque è tornato, Zaza ha fatto gol e la classifica si è data una scossa.