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Marassi
04/11/2018
h.15.00
SAMPDORIA - TORINO 1-4 (0-2)
Sampdoria
: Audero, Bereszynski, Andersen, Tonelli, Murru, Barreto (al 15' Linetty), Ekdal, Praet, Saponara (al 53' Defrel), Quagliarella, Caprari (al 79' Kownacki). A disposizione: Belec, Rafael, Colley, Ferrari, Jankto, Ramirez, Sala, Tavares, Vieira. All.: Giampaolo.
Torino: Sirigu, Djidji, N'Koulou, Izzo, Aina, Baselli, Rincon (all'84' Soriano), Meite, De Silvestri, Belotti (all'82' Zaza), Iago Falque (al 68' Berenguer). A disposizione: Ichazo, Rosati, Ansaldi, Bremer, Edera, Lukic, Lyanco, Moretti, Parigini. All.: Frustalupi.
Arbitro: Rocchi di Firenze.
Reti: Belotti 12', 43' rig. (T), Iago Falque 56' (T), Quagliarella 65' (S), Izzo 78' (T).
Spettatori: 20.364 di cui 17.057 abbonati per una quota partita di 170.851 euro e 3.307 paganti per un incasso di 42.218 euro.
Note: In panchina, nel Torino, siede il vice Frustalupi in luogo di Mazzarri, squalirficato. Al 65' Sirigu para un calcio di rigore a Quagliarella: sulla ribattuta, il doriano insacca: per Sirigu si tratta del quarto rigore consecutivo parato in serie A. Giornata piovosa, terreno allentato, ammoniti Ekdal, Praet, Meite e Rincon, tutti per gioco falloso. Meite, diffidato e ammonito, salterà per squalifica Torino-Parma di sabato prossimo. Calci d'angolo 2-0 per il Torino, recupero 2' pt, 4' st. Presenti a Marassi un migliaio di sostenitori granata.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 5 novembre 2018]
Vincere sul campo dove il Napoli è crollato e l'Inter l'ha spuntata solo oltre i titoli di coda significa che la maschera del Toro, lentamente, sta lasciando spazio all'immagine di una squadra con l'Europa come carta da giocare. Non un jolly, però. Ma un colore forte, fortissimo come il messaggio che Belotti e i granata hanno deciso di mandare al campionato: il poker calato a Marassi vale tutto questo. Con il successo sulla Sampdoria fra le mani, verrebbe da dire che il Toro di Mazzarri ha chiuso il cerchio: l'ultima curva da percorrere doveva essere quella della puntualità una volta creata l'occasione e, ieri, il verdetto è stato positivo. A Bologna, qualcosa è cambiato. Due giornate fa, con la Fiorentina in casa, molto è accaduto, a Genova il colpo ad effetto è servito. Quello che abbiamo visto, ed in gran parte ammirato, a Marassi dice di un gruppo che sembra ragionare all'inglese per intensità e voglia di prendersi lo scalpo dell'avversario senza frenare sul più bello: i garnata sono una squadra fisica e tecnica, prima erano o l'una o l'latra. In mezzo a tanta luce, ecco accendersi, o meglio, riaccendersi quella del Gallo Belotti, lontano dal gol dal 23 settembre scorso e, nuovamente, a segno anche con la testa, specialità dei tempi belli, bia non più seguita negli ultimi diciannove mesi: servono i cross "puliti" il ritornello di queste ore e non può essere un caso se, una volta innescato con chirurgica precusione il piede di De Silvestri, il capitano granata è salito in quota per fare gol. Poi ha bissato su rigore a fine primo tempo, mentre nella ripresa Iago Falque e Izzo completavano il poker, Nel pomeriggio da Grande Torino c'è quella barriera invalicabile formata da Izzo, N'koulou, Djidji, con Aina in aggiunta. E, anche qua, non può essere un caso se alla freschezza e forza di Izzo si mette in scia l'esperienza, comunque, internazionale degli altri tre, dove, oltreconfine, si usa l'aggressività per tenere lontani i pericoli. E a Marassi c'è anche la miglior prestazione di Rincon, l'orologio nei movimenti di Meite, quello di Baselli, senza parlare di Iago Falque. Il tutto arricchito da una formazione che, dalla Fiorentina alla Sampdoria, non è cambiata di una virgola in avvio. "Abbiamo dato un bel segnale della nostra forza. E possiamo ancora migliorare. Che cosa è cambiato negli ultimi tempi? Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti di remare tutti verso l'obiettivo..", così Belotti che ripensa alla Nazionale alle porte. L'obiettivo Europa verrà ancora negato alla luce del sole, ma quando vinci o hai il sopravvento contro due delle più accreditate rivali al sesto, settimo posto, tenere il basso profilo diventa dura. " Ma noi dobbiamo tenerlo. Anzi, dovremmo farlo anche davanti ad una striscia più lunga di questi risultati positivi", precisa il patron granata Urbano Cairo. Mazzarri ha applaudito i suoi dal box della tribuna perchè squalificato. "Pensiamoal Parma, se alziamo la testa è finita. Belotti? Ho avuto attaccanti come Cavani o Pazzini: per giocatori così le pressioni sono altissime, aveva bisogno di serenità", dice. Il Toro non vinceva a Marassi con la Samp dal 1993 e nell'era dei tre punti non ne aveva mai fatti diciassette dopo undici gare. Numeri non a caso.