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Grande Torino
10/11/2018
h.15.00
TORINO - PARMA 1-2 (1-2)
Torino
: Sirigu, Izzo, N'Koulou, Djidji (al 48' Zaza), De Silvestri, Rincon, Baselli (all'82' Parigini), Aina, Iago Falque, Soriano (al 58' Berenguer), Belotti. A disposizione: Ichazo, Rosati, Ansaldi, Bremer, Damascan, Lukic, Moretti. All.: Mazzarri.
Parma: Sepe, Bastoni, Gagliolo, Bruno Alves, Iacoponi, Barillà, Grassi, Scozzarella (al 77' Deiola), Biabiany (al 69' Gazzola), Inglese (al 69' Ceravolo), Gervinho. A disposizione: Frattali, Bagheria, Ciciretti, Da Cruz, Di Gaudio, Gobbi, Rigoni, Siligardi, Sprocati. All.: D'Aversa.
Arbitro: Massa di Imperia.
Reti: Gervinho 9' (P), Inglese 25' (P), Baselli 37' (T).
Spettatori: 17.431 di cui 11.184 abbonati e 6.247 paganti.
Note: Pomeriggio piovoso, terreno scivoloso e luci dei riflettori accese sin dal fischio d'inizio. Ammonito Sepe per comportamento non regolamentare, Barillà, Gagliolo, De Silvestri, Rincon e Deiola per gioco scorretto. Calci d'angolo 7-7, recupero 1' pt, 4' st, presenti al Grande Torino un centinaio di sostenitori del Parma.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 11 novembre 2018]
D'accordo Gervinho e le sue accelerazioni o Inglese ed i suoi movimenti da attaccante vecchia maniera. Ma il Toro, questo Toro, si è fermato da solo lasciando al Parma scena e tre punti. "Non siamo maturi per affrontare le partite dopo una grande vittoria: in settimana dovevo spaventare i ragazzi, creare un clima di terrore..", così il tecnico granata Mazzarri. Il clima dentro al Grande Torino è stato quello tipico di chi si sente (quasi) arrivato e decide, inconsapevolmente, di uscire dallo spogliatoio con un vestito diverso: circolazione della palla lenta e prevedibile, leggerezza nei duelli uno contro uno, superficialità nel cercare l'occasione per andare a segno. Tutto insieme e, tutto, così inaspettato da far arrossire anche il più degli ottimisti sostenitori di Mazzarri e dei suoi ragazzi. Battere il Parma avrebbe significato consegnarsi alla pausa del campionato con i riflettori dell'Europa addosso. Aver perso, ora, non fa altro che complicare i programmi, soprattutto, alla luce di un'autostima da ricreare. "Sarà una sosta lunga e pesante. Ci fanno due elogi e non sappiamo gestire la concentrazione..", racconta Mazzarri. L'analisi è dura, spietata, reale ("Condivido ogni virgola", dice il patron Urbano Cairo). E preoccupante perchè se è vero che uno schema lo puoi ripetere fino alla noia prima di impararlo, quando in gioco entra la personalità del gruppo le cose si complicano. Ieri, il Toro ha dimostrato di trovarsi ancora nella cosidetta terra di nessuno del tennista: un po' bello, molto incompiuto. Il ricordo di quanto amministrato a Genova con la Sampdoria o con la Fiorentina in casa non va annacquato, ma, alla luce della prestazione con gli emiliani, fa ancora più male. "Eravamo diversi, molto diversi. Dite che siamo una squadra fisica, ma con il Parma non abbiamo vinto un contrasto", continua il tecnico granata. Già, la fisicità, spia delle fortune o dei malumori di ogni club: gli emiliani hanno messo in campo una coppia di difensori centrali da più di 1.90 ciascuno, ma in ogni parte del terreno hanno sempre avuto la meglio. La giornata da dimenticare lo è stata fin dall'avvio: N'Koulou ed Izzo non spazzano il pallone, si danno noia a vicenda e Gervinho va in gol dopo nemmeno dieci minuti, Poi, ancora Parma: Inglese anticipa Izzo e pesca il jolly sotto la traversa. La reazione granata è affidata a molta confusione dalla quale sbuca la traiettoria di Baselli che sembra riaprire la partita. E' solo un'illusione perchè, nella ripresa, è il Parma ad andare più vicino alla rete, come quando Inglese prende la traversa o Gagliolo ingaggia una personale gara con i guantoni di Sirigu. Molti i bocciati nel Toro, molti i dubbi: mancava Meite, qualcosa è cambiato (Djidji sulla destra per fronteggiare le velocità di Gervinho), altro cambierà. Prima, però, una sosta lunga e pesante. E, magari, spaventosa per il gruppo.