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Garilli
15/11/2009
h.15.00
PIACENZA - TORINO 0-0
Piacenza
: Puggioni, Bini, Tonucci, Rincon, Calderoni, Parfait (al 72' Wolf), Sambugaro, Nainggolan, Moscardelli, Simon, Guerra (all'82' Zammuto). A disposizione: Murantonio, Iorio, Avogadri, Silvestri, Lussardi. All.: Ficcadenti.
Torino: Sereni, Diana, Rivalta, Zoboli, Rubin, Belingheri, Loviso (al 57' Gorobsov), Säumel, Leon (al 57' Vantaggiato), Di Michele (all'82' Gasbarroni), Bianchi. A disposizione: Calderoni, Pisano, Zanetti, Arma. All.: Colantuono.
Arbitro: Orsato di Schio.
Reti: -
Spettatori: 4.754 di cui 2.789 paganti per un incasso di 27.628 euro, più 1.965 abbonati per una quota partita di 10.340 euro.
Note: Espulso all'87' Rivalta per doppia ammonizione, entrambe per gioco scorretto, ammoniti Bini per gioco scorretto, Zoboli per comportamento non regolamentare. Calci d'angolo 8-2 per il Piacenza, recupero 1' pt, 3' st.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica del 16 novembre 2009]
Impresentabile. Inguardabile. Impalpabile. E' il Toro di ieri, che a Piacenza ha mosso la classifica, conquistando un punticino che è un brodino al cospetto di una prestazione pessima, davanti a un avversario che ha dimostrato tutta la propria pochezza, che gli è valsa per ora la penultima posizione in classifica. Nonostante ciò, alla fine, se qualcuno può mordersi le mani è proprio il Piacenza, che ha giocato di più e che avrebbe anche meritato qualcosa in più della divisione dei punti. Gli emiliani hanno giocato a viso aperto, con quel modulo offensivo 4-3-3 voluto dal nuovo allenatore Ficcadenti. E il Torino, a ben vedere, può ringraziare: perché ha interrotto la striscia negativa di sei partite perse di fila nello stadio emiliano in altrettante trasferte, e perché non ha mai dato l' impressione di poter portare a casa i tre punti, come auspicava l' allenatore alla vigilia. Difficile stabilire se i granata abbiano giocato peggio nel primo o nel secondo tempo: se nei primi 45 minuti il portiere emiliano Puggioni non ha dovuto compiere neppure un intervento, nella ripresa la sterilità granata ha prodotto due tiri velleitari e una sola occasione, quella di Vantaggiato, che ha però sprecato tutto sparando alle stelle. Ma se, nel primo tempo, Sereni ha rischiato relativamente poco, nella ripresa ha dovuto fare gli straordinari su Moscardelli e Nainggolan; e dove vi è arrivato il portiere, ci ha pensato il palo, sulla punizione innocua calciata da Marco Calderoni. Un Toro opaco, che non ha saputo reagire d' orgoglio e che ha fatto un altro passo all' indietro in una stagione da gambero. Per la rabbia dei duemila tifosi che hanno sostenuto la squadra senza sosta per tutti i 90 minuti, prima di esplodere in un rabbioso "vergognatevi" finale. A spiegare meglio di ogni altra cosa il momentaccio granata è il silenzio di Rino Foschi. Nell' intervallo, mentre il presidente Cairo è sceso negli spogliatoi, il ds granata è rimasto tutto solo in tribuna a fumarsi una sigaretta con gli occhi fissi verso il campo. Una riflessione lunga su ciò che il Toro è oggi e su cosa avrebbe dovuto essere. Perché se la classifica è mediocre, il gioco espresso dalla squadra è allarmante: le bollicine di inizio stagione non ci sono più da un pezzo, ma adesso è sparita anche la sostanza. E' rimasta una squadra sfilacciata, sbiadita, fiacca, che non sa reagire alle avversità né tirare fuori l' orgoglio. Per la serie A serve altro: lo sa bene anche Foschi che sta già pensando alle contromisure per il mercato di riparazione. Il reparto che necessita di interventi strutturali è il centrocampo, dove Loviso e Belingheri hanno fallito, proprio come Zanetti; nel mirino granata ci sono Budel e Bentivoglio.