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Olimpico
04/09/2010
h.20.45
TORINO - CROTONE 1-1 (0-0)
Torino
: Rubinho, Filipe, Rivalta, Carrieri, Garofalo, De Vezze, Zanetti (al 52' Obodo), Sgrigna, Gasbarroni (al 68' Lazarevic), Iunco, Pellicori (al 58' Bianco). A disposizione: Bassi, Zavagno, De Feudis, Stevanovic. All.: Lerda.
Crotone: Belec, Crescenzi, Viviani, Abruzzese, Migliore, Beati, Galardo, De Giorgio (al 79' Parfait), Cutolo (al 68' Ledesma), Napoli, Ginestra(all'87' Uccello). A disposizione: Bindi, Cabeccia, Eramo, Tedeschi. All.: Menichini.
Arbitro: Tommasi di Bassano del Grappa.
Reti: Cutolo 47' (C), Iunco 76' (T).
Spettatori: 11.105 di cui 5.131 abbonati per una quota partita di 44.870 € più 5.974 paganti per un incasso di 63.534 €.
Note: Ammoniti Gasbarroni per proteste e Napoli per gioco falloso. Recupero 1' pt, 3' st. Serata fresca, terreno in discrete condizioni. Il settore ospiti dell'Olimpico è desolatamente vuoto, mentre qualche sostenitore del Crotone, meno di una decina, si intravede nei distinti. Esordio in maglia granata per il portiere brasiliano Rubinho prelevato in settimana dal Palermo, e l'attaccante Pellicori in prestito dai cadetti inglesi del Queen's Park Rangers.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica del 5settembre 2010]
La luce, sul Toro, non si era mai accesa, d'accordo; ma ieri sera - per mezzora - si è spento anche il lumicino di speranza cui il popolo granata era rimasto ancora attaccato. Il gol di Cutolo aveva fatto accarezzare ai granata la terza sconfitta consecutiva su altrettante partite di campionato; e, soprattutto, avrebbe lasciato il Toro desolatamente all'ultimo posto in classifica, laggiù dove non era mai stato. Il gol di Iunco, se non altro, regala il primo punticino della speranza, anche se per i granata è il punto più basso di più di cento anni di storia. ''Presidente vaff, vendi il Torino'' urla la Maratona e si becca i fischi - ma anche qualche battimano - dal resto dello stadio. E' l'ultima crepa nel popolo granata, con la passione dilaniata da anni di sofferenze e amarezze. Nonostante ciò, a mettere tutti d'accordo, ci pensa un coro "Toro Toro" che si alza più forte di tutto il resto. Se non altro, però, ci si limita alle invettivee alle contestazioni vocali. I timori di incidenti - e le delusioni a raffica avevano però allontanato il popolo granata dallo stadio: solo 10 mila i presenti. E dire che alla fine in Maratona siè trovata la mediazione: la contestazione a Cairo prosegue - ed è proseguita tosta anche ieri sera - ma l'appoggio a Lerda e alla squadra è incondizionato. Il coro della curva è possente, non lo stempera neppure l'erroraccio della coppia Carrieri-Rivalta che dopo cento secondi liberano il solito Cutolo davanti a Rubinho, bravissimo a sventare. Lerda si gioca quattro jolly al debutto, uno per ruolo: Rubinho, Carrieri, Gasbarroni e Pellicori non avevano ancora giocato un minuto. Toro in versione gattopardesca, cambiar tutto per non cambiar nulla: con il rilancio a sorpresa di Gasbarroni, e con Zanetti capitano, anche Tomasi di Lampedusa ieri sera non avrebbe saputo far meglio di Lerda. Nonostante abbia cambiato una volta di più il proprio volto, il Toro stenta, è a lungo in difficoltà, viene pressato costantemente a centrocampo, ha poche idee e pure confuse. Insomma, la cura Lerda deve ancora iniziare. In difesa, poi, il Toro fa acqua da tutte le parti: davanti non c'è Ibra, ma l'abbinata Rivalta-Carrieri rappresenta il punto più basso di centoe più anni di storia. Risultato: il Crotone ha a lungo il pallino in mano e crea le occasioni migliori, anche se Rubinho viene raramente chiamato in causa. Come al 19', quando Beati si beve Garofalo ma il portiere brasiliano gli neutralizza il sinistro. Il Toro si rende pericoloso solo su palla inattiva (22' palo esterno di Gasbarroni su punizione) ma di gioco non se ne vede e troppo spesso i granata saltano il centrocampo cercando le punte con lanci lunghi e prevedibili. Nella ripresa arriva il gol di Cutolo, scoppia la contestazione e la reazione granata porta ad una pressione sterile. Ma Vid Belec, il portierino di belle speranze classe '90 schierato da Leonardo Menichini, non è mai chiamato ad una parata degna di questo nome. Fino al 31', quando Bianchi fa il "regista", Obodo serve Sgrigna che serve l'assist per Iunco: tocco sotto e il pareggio è servito. Nel finale Bianchi sfiora anche il gol della vittoria, ma francamente sarebbe stato davvero troppo.