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Olimpico
13/10/2010
h.20.45
TORINO - VICENZA 2-1 (0-1)
Torino
: Rubinho, D'Ambrosio, Di Cesare, Pratali, Garofalo, De Vezze, Zanetti (al 62' Obodo), Lazarevic, Iunco (al 70' Pellicori), Stevanovic (al 53' Gasbarroni), Bianchi. A disposizione: Bassi, Filipe, Ogbonna, Scaglia. All.: Lerda.
Vicenza: Russo, Martinelli, Schiavi, Giani, Bastrini, Di Matteo (al 68' Minesso), Paro (al 61' Soligo), Botta, Oliveira (al 77' Rossi), Abbruscato, Baclet. A disposizione: Acerbis, Minieri, Alemao, Tulli. All.: Maran.
Arbitro: Pinzani di Empoli.
Reti: Aut.De Vezze 19' (V), Bianchi 83' rig., 92' (T).
Spettatori: 9.268 di cui 4.005 paganti per un incasso di 51.449 € più 5.263 abbonati per una quota partita di 46.209 €.
Note: Espulso Bastrini all'83' per doppia ammonizione, nell'occasione per un fallo su Lazarevic che ha decretato il primo calcio di rigore a favore in questo campionato. Ammoniti D'Ambrosio, Oliveira, Bastrini, De Vezze, Garofalo e Martinelli tutti per gioco falloso. Calci d'angolo 7-1 per il Torino, recupero 1' pt, 4' st.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica del 14 ottobre 2010]
Rolando Bianchi segna la svolta del Toro. In sette minuti il capitano strega Russo, ribalta il risultato e regala tre punti fondamentali ad un Toro che fino a metà ripresa aveva patito le pene dell'inferno. Ieri sera contro il Vicenza il Toro che doveva vincere (Lerda dixit) e ce l'ha fatta proprio sul filo di lana. Una vittoria per 2-1 che porta la firma di Bianchi, il punto di riferimento che sale così a quota quattro nella classifica marcatori. Aveva dormicchiato per ottanta minuti, ma gli son bastati gli ultimi dieci per rivitalizzare un ambiente ai minimi storici. E dire che il Vicenza fino a sette minuti sembrava addirittura aver messo le mani sulla partita capitalizzando al massimo il gol regalato da De Vezze. E' il 20', la punizione di Paro è calciata malissimo, ma De Vezze spazza nella propria porta. E com'è lontana la prosopopea del primo giorno, quando con un po' di spocchia tirò in ballo il curriculum per presentarsi. Dopo aver segnato nella porta sbagliata, il mediano- fino a ieri sera spesso fra i migliori - va completamente in affanno: errori su errori conditi dall'ammonizione che lascerà orfana la squadra a Livorno. E visto che piove sul bagnato, Lerda perde anche D'Ambrosio: altro diffidato ammonito, si fermerà anche lui per il pit-stop spalancando la strada a Filipe, inadeguato per fare il terzino. Il Toro del primo tempo esiste solo sulla destra grazie alla spinta di Lazarevic; dalla parte opposta, invece, Stevanovic non ha lo spirito del debuttante dal primo minuto: sonnecchia e fatica ad entrare in partita. E non è un caso se la prima occasione limpida del Toro nasce proprio da una puntata dello sloveno scuola Genoa: slalom sulla destra al 15' da cui nasce la punizione che Garofalo stampa sulla traversa. Da un palo ad un altro, al 33' Lazarevic serve Stevanovic: il primo tiro lo respinge il portiere Russo, il secondo si stampa sul palo. Un film già visto. Squadra terrorizzata, in stato confusionale, che si affloscia alla prima difficoltà e non sa reagire. I tentativi granata sono frutto dell'orgoglio personale; nulla a che vedere con quello che dovrebbe essere lo spirito di squadra. Nella ripresa il Vicenza controlla il gioco, mentre i granata sprofondano con le gambe svuotate dai fischi, quelli arbitrali discutibili e quelli avviliti del pubblico. Stadio semivuoto anche stavolta, e aumentano gli abbonati che preferiscono evitare l'umidità notturna e uno spettacolo che spesso non è all'altezza. E visto che il Vicenza ha al seguito quattro tifosi, a cantare resta solo la Maratona, che appoggia la squadra molto più di quanto contesti il presidente. Dopo meno di dieci minuti Lerda chiude la mediocre parentesi di Stevanovic e chiede al miracolo a Gasbarroni. La mezzala si danna l'anima sulla sinistra. La sua verve è decisiva nel dare la scossa e cambiare la partita: sulla barricata veneta impattano nell'ordine Di Cesare, Iunco, Gasbarroni e gli ultimi entrati Obodo e Pellicori. La Maratona si rianima, ma la porta di Russo resta immacolata, fino al 38', fino al fallo di Bastrini (espulso) su Pratali: rigore di Bianchi e 1-1. Finita qui? Per nulla: Pellicori per Bianchi e arriva anche il gol della vittoria. Giusto così: il Toro - che domani celebra il 43 anniversario della morte di Gigi Meroni - lo ha meritato per la grinta e la volontà che ha messo sul campo.