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San Siro
25/01/2015
h.15.00
INTER - TORINO 0-1 (0-0)
Inter
: Handanovic, D'Ambrosio (al 56' Shaqiri), Vidic, Andreolli (al 45' Ranocchia), Obi, Guarin, Kuzmanovic, Podolski (al 62' Donkor), Kovacic, Palacio, Icardi. A disposizione: Carrizo, Berni, Dodó, Puscas, Khrin, Hernanes, Bonazzoli. All.: Mancini.
Torino: Padelli, Maksimovic (all'81' Bovo), Glik, Moretti, Darmian, Benassi, Gazzi, Farnerud (al 62' El Kaddouri), Molinaro, Martinez (al 58' Maxi Lopez), Quagliarella. A disposizione: Gillet, Castellazzi, Jansson, Vives, Silva, Amauri, Masiello. All.: Ventura.
Arbitro: Irrati di Pistoia.
Reti: Moretti 94'.
Spettatori: 34.209, paganti e abbonati non comunicati, l'Inter comunica solo il dato complessivo.
Note: Ammoniti D'Ambrosio, Gazzi, Darmian e Icardi tutti per gioco scorretto. Recupero 3' pt, 4' st, calci d'angolo 8-5 per l'Inter. Pomerigio soleggiato, terreno in buone condizioni anche se leggermente scivoloso, presenti a San Siro circa 700 sostenitori del Torino, assiepati nella piccionaia del terzo anello. Prima rete stagionale per Moretti; il Toro torna a vincere a San Siro contro l'Inter dopo 27 anni di attesa: l'ultimo successo era datato 14 febbraio 1988, Inter-Torino 0-1 con rete di Cravero su rigore dopo 13 minuti.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica online del 25 gennaio 2015]
L'ultima volta, Moretti aveva solo sette anni. E Ranocchia, che gli lascia la mattonella libera, era appena nato. Era dal 1988 che il Toro non incornava l'Inter a San Siro. Anche allora era stato un difensore, Cravero, su rigore, a decidere. Anche allora era finita 1 a 0. Stavolta però è una corrida alla rovescia, eldescabello lo dà il toro al torero. Il calcio è crudele, dice Mancini. Ha ragione lui. Giampiero Ventura apparecchia all'ultimo secondo la cena delle beffe, l'Inter finisce spennata dalla sua unica amnesia, in un match dominato dalle difese. Handanovic fa lo spettatore aggiunto o quasi. Come uno spettatore nerazzurro esce deluso dallo stadio. Questo perché l'Inter fa la partita, subisce le ripartenze granata solo quando Mancini è costretto a inventarsi una difesa. Traditi da infortunio muscolari lasciano anzitempo il match Andreolli e D'Ambrosio. Se il mercato offre a Mancini un'abbondanza di soluzioni offensive - c'è anche Brozovic in tribuna - in difesa è emergenza perenne. Fin dal 1', l'Inter si riversa subito nella metacampo granata, ma è un infinito giro palla, da D'Ambrosio a Obi, passando per la circonvallazione senza riuscire a violare la zona a traffico limitato. I vigili torinesi infatti fanno buona guardia e nessun nerazzurro rischia la multa. Mancini vorrebbe che fosse Kovacic, ma anche il croato non gode di permessi particolari, anzi. Gazzi e Benassi, a turno, prendono con attenzione la targa al numero dieci interista, a un certo punto persino redarguito. "Sei troppo statico" gli grida il Mancio. Non sono da meno gli attaccanti. La pressione nerazzurra è sterile, c'è solo un tiro di Podolski, dal limite, sul solo efficace taglio da sinistra al centro di Palacio. Ma Padelli non ha soverchie difficoltà. Dalla parte opposta - di tanto in tanto - l'ospite prova a far galoppare nelle immense prateria il "cavallo di Agnano" Quagliarella, o il puledro selvaggio Martinez. Ma se si eccettua un'uscita fuori area, in anticipo, di piede, da parte di Handanovic, non c'è un solo pericolo per la Beneamata. Nei secondi finali, un brivido lo dà un erroraccio di Maksimovic che offre una chance a Podolski al limite dell'area, con un terribile appoggio orizzontale. Ecco la differenza tra Liga e Serie A: l'altra sera Grietzmann, innescato due volte dalla difesa del Rayo, ne segna due; il tedesco venuto da Londra si addormenta e si fa murare dal recupero di Glik. E' ciò che Mancini imputa alla fine ai suoi, la mancanza di dinamismo, di "fame" negli ultimi metri. Da raccontare ancora, nella prima frazione, solo l'infortunio muscolare occorso ad Andreolli che costringe Mancini a far entrare Ranocchia. C'è bisogno di iniziative, di un pizzico di genialità. Mancini strofina sulla lanterna ed entra Shaqiri. Ma le cose non cambiano molto. Il match, anzi, sembra perdere la discreta tensione dinamica della prima parte, e vive nella sua fase centrale, di giocate estemporanee più che di schemi o di azioni preparate a tavolino. Il Torino cresce con l'ingresso di Maxi Lopez nella capacità di tenere palla e di far salire la difesa, ma è sempre l'Inter a tenere il pallino del gioco, senza riuscire tuttavia a concretizzare negli ultimi metri il grande lavoro di preparazione svolto, soprattutto, dai mediani. Guarin e Kuzmanovic sono probabilmente i migliori in campo. Ogni azione, da una parte e dall'altra, disperde idee e geometrie davanti alla porta dove Icardi non trova il tocco decisivo o, dall'altra parte, Lopez fallisce la rifinitura vincente per Quagliarella. Lo zero a zero pare scritto. Ventura ha gioca la sua ultima carta, il "killer istinct" dei suoi sulle cosiddette palle inattive. Non segna Glik, ma El Kaddouri crossa, Lopez spizzica e Moretti segna un gol che entra nella storia granata.