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Grande Torino
22/07/2020
h.21.45
TORINO - HELLAS VERONA 1-1 (0-0)
Torino
: Sirigu, Lyanco (al 66' Berenguer), Nkoulou, Bremer, De Silvestri (al 14' Aina), Rincon, Meite, Ansaldi, Verdi, Zaza, Belotti. A disposizione: Ujkani, Rosati, Adopo, Celesia, Edera, Ghazoini, Greco, Millico, Singo. All.: Longo.
Hellas Verona: Silvestri, Rrahmani, Gunter, Empereur, Faraoni, Veloso, Pessina, Lazovic (all'80' Dimarco), Verre (al 51' Eysseric), Salcedo (al 64' Zaccagni), Borini (al 79' Stepinski). A disposizione: Radunovic, Badu, Berardi, Bocchetti, Di Carmine, Felippe, Lovato, Terracciano. All.: Juric.
Arbitro: Valeri di Roma.
Reti: Borini 56' rig. (H), Zaza 67' (T).
Spettatori: 0, giocata a porte chiuse.
Note: Ammoniti Empereur, Lyanco, Nkoulou e Zaza per gioco falloso, Verdi per proteste; recupero 2' pt, 5' st, calci d'angolo 5-4 per il Torino; per De Silvestri, uscito in seguito ad una brutta caduta, si sospetta la lussazione della spalla.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica online del 22 luglio 2020]
Un altro pareggio tra Toro e Verona: uno a uno dopo il pirotecnico tre a tre dell'andata. Il Torino, prossimo alla trasferta di Ferrara, difende i sei punti scavati tra sé e il baratro. Il Verona conferma di avere la "faccia da schiaffi" che serve per giocarsela con chiunque. All'andata fu come.. entrare in un luna park, sei gol, colpi di scena, triplo vantaggio granata, tripla rimonta veronese. E oggi che Torino e Verona, agli sgoccioli di questa atipica stagione di serie A, sono arrivati alla fine con reciproca, o quasi, soddisfazione, fanno per quasi un'ora esercizio di astinenza. Autoscontro: De Silvestri subito ko - Atteggiamento tattico speculare, difesa a tre, centrocampo a quattro, finti rifinitori che spesso si allargano per attaccare col tridente, Torino e Verona stavolta al Luna Park della serie A scelgono l'autoscontro. Fin da subito: Rahmani-Belotti, contuso il granata, Empereur-De Silvestri, fuori l'esterno romano, portato in ospedale dopo essere ricaduto male su una spalla. Dentro Ola Aina. Insomma.. non c'è male. Per tutto il primo tempo i tamponamenti si susseguono, ma sia Juric che Longo sposano la scelta dell'amichevole constatazione. Con la benedizione di Valeri che ignora una spintona galeotta di Rahmani su Belotti in piena area. Gialloblu, il piacere della manovra - Il piacere della manovra, in quella che Juric considera una confusione organizzata, dice che la prima parte è soprattutto di marca scaligera. Sì, giocano meglio i giovani veneti, che offrono alla partita alcuni dei valori che l'hanno contraddistinta, specie con quel Lazovic che da oggetto misterioso a Genova è diventato ala spesso incontenibile con il suo Pigmalione croato. Borini, Pessina, Verre, il mare gialloblu è in continuo movimento, uno va dentro e l'altro fuori: stantuffi. Bremer attutisce un tentativo ravvicinato di Verre, e Pessina si accartoccia su un pallone servitogli da Borini. Un piacere vedere i centrocampisti che si inseriscono quando le ali coprono, e viceversa. La corsa, l'energia, le idee, non manca nulla, fino agli ultimi metri. E il Toro? Ormai è risaputo: senza un centrocampo che faccia filtro, stavolta manca anche Lukic, oltre al lungodegente Baselli, la scelta è quella di affidare al piedino di fata di Verdi vigorose fondate in campo aperto, dove l'ariete Belotti si esalta, alternandosi con la combattività naturale di Zaza. Ma stasera non è cosa, Rahmani ed Empereur tengono bene, con Gunter a dirigere le operazioni e l'intera squadra a fare da velo. Non c'è polpa. Silvestri non deve mai sporcarsi i guanti. La ripresa, ci si chiede, sarà più emozionante? Diciamo di sì. L'episodio stappa il match - Ci vuole l'episodio che stappi la partita. E arriva, quando Valeri va al Var a rivedere un contatto in area tra Nkoulou e Borini. Il senegalese conferma la tendenza a commettere falli inutili (vedi rigore decisivo a Cagliari) e Borini spiazza Sirigu dagli undici metri. Il Torino sembra shoccato, il Verona continua a fare meglio, ma Longo predica di avere fiducia. Cambia il suo modulo, passa a quattro, togliendo Lyanco e inserendo Berenguer. Longo, Zaza e Ansaldi la raddrizzano - Subito raccoglie i dividendi perché dal piede fatato di Ansaldi parte un missile telecomandato per lo splendido stacco di Zaza che prende bene il tempo e batte Silvestri. Uno a uno. Ora è il Verona a sentire il pugno e a barcollare. Il Torino insiste, e quasi va vicino a completare l'impresa quando Belotti stacca benissimo su cross dalla bandierina dello specialista Verdi. Il gallo trova bene il tempo e ci mette forza, la traversa salva Silvestri. Finisce uno a uno: ed è giusto così.