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Olimpico di Roma
13/01/2026
h.21.00
ROMA - TORINO 2-3 (0-1)
Roma
: Svilar, Ghilardi, Ziolkowski (al 46' Hermoso), Celik, Rensch (al 46' Ndicka), Cristante, Pisilli (al 57' Kone), Wesley, Soule (al 57' Dybala), El Shaarawy, Bailey (all'80' Arena). A disposizione: Vasquez, Zelezny, Angelino, Tsimikas, Mirra, Lulli, Romano. All.: Gasperini.
Torino: Paleari, Coco, Ismajli (al 70' Maripan), Tameze, Lazaro, Ilkhan, Gineitis (al 70' Casadei), Vlasic, Aboukhlal (all'86' Dembele), Simeone (al 70' Njie), Adams (all'88' Ngonge). A disposizione: Popa, Israel, Anjorin, Pellini, Acquah, Zapata. All.: Baroni.
Arbitro: Bonacina di Lecco.
Reti: Adams 35', 52' (T), Hermoso 46' (R), Arena 81' (R), Ilkhan 90' (T).
Spettatori: 60.538 paganti, incasso non comunicato.
Note: Il Torino scende in campo con la terza divisa nera, Roma con il completo da trasferta bianco con inserti verdi. Cielo sereno, temperatura mite (circa 12 gradi), terreno in ottime condizioni, prima rete in maglia granata per Ilkhan. Ammoniti Rensch, Aboukhlal, Lazaro e Ghilardi, tutti per gioco falloso. Calci d'angolo 5-4 per il Torino, recupero 1' pt, 5' st. Nella Roma fa il suo esordio, con gol, il giovane Arena, classe 2009. Presenti circa 300 sostenitori granata nel settore ospiti. Con questo successo il Torino accede ai quarti di finali dove incontrerà l'Inter a San Siro.
Cronaca
[Tratto da La Gazzetta dello Sport online del 13 gennaio 2026]
Gasp, che Toro. La Roma saluta molto presto la Coppa Italia, sconfitta meritatamente dalla squadra di Baroni. I granata hanno interpretato meglio la gara fin dall'inizio e, particolare non secondario, sono tornati in vantaggio dopo essere stati raggiunti due volte. La voglia di vincere, però, non sarebbe bastata per centrare la qualificazione: c'è stato molto altro nella prestazione del Toro, mentre c'è stato molto poco in quella della Roma. E' vero che in qualche modo i giallorossi erano tornati a galla e i rigori sembravano ormai l'unica soluzione possibile per individuare l'avversaria dell'Inter nei quarti. Ma non è un caso se, al 90' con Ilkhan sugli sviluppi di un angolo, il Toro si è preso ciò che aveva inseguito con determinazione per tutta la sera. C'era una grande connessione in campo tra i granata, mentre la Roma è apparsa slegata e un po' vuota di energia. L'inserimento di quattro titolari nella ripresa (prima Ndicka e Hermoso, poi Kone e Dybala) aveva dato un piccolo impulso alla squadra, ma la scarica di adrenalina è durata poco. Roma spuntata - Nella buia notte giallorossa la rete del giovanissimo Antonio Arena (classe 2009) ha la stessa valenza di un fiammifero: illumina, sì, ma solo per pochi secondi. L'attacco ha urgentemente bisogno di un intervento sul mercato anche perché Soule accusa un po' di comprensibile stanchezza, Bailey non incide e Dybala passeggia. Paulo è talmente bravo che con un tocco può sempre mandare in porta un compagno, ma in questo momento è un problema perché il raggio d'azione è troppo limitato, così come la reattività sul breve. Dybala ha sempre avuto la capacità di prendere in controtempo i difensori perché in un attimo dribblava, caricava e tirava. Adesso è rallentato. Può succedere, nessuno deve essere costretto a fare la differenza sempre. Ma a causa dell'attacco, tra giocatori infortunati, altri non all'altezza e altri ancora che scelgono club diversi, la Roma rischia di ridimensionare gli obiettivi stagionali. La Coppa Italia era uno di questi ed è sfumato in una partita mal giocata e mal gestita. Gasperini ha costruito finora il suo campionato da zona Champions sul rendimento difensivo. L'inevitabile calo nella propria metà campo (anche contro il Sassuolo i giallorossi avevano rischiato molto) deve essere bilanciato da un miglioramento della fase offensiva. Per questo Gasp attende almeno un rinforzo di qualità. L'obiettivo granata - Il Toro può godersi la bella vittoria e adesso ha un dovere verso se stesso: vivere la seconda parte della stagione come la partita di ieri. Con lo stesso coraggio, la stessa intraprendenza, la stessa voglia di andare a stanare gli avversari. Si può vincere o perdere, ma non si deve fare un passo indietro sotto tanti altri aspetti. La crescita non è certificata solo dai punti e dalla posizione di classifica (cosa ovvia), ma anche dal modo in cui si matura gara dopo gara, affrontando imprevisti e ostacoli, trovando soluzioni, scoprendo nuove strade. Ilkhan ha portato freschezza, geometrie e personalità; Aboukhlal, per quanto sorpreso come Maripan dal cross del 2-2, si sta calando con impegno in un ruolo non suo; Casadei è stato prezioso anche giocando solo la fase finale della gara; Adams ha colpito due volte. Vlasic è di una dimensione superiore e anche all'Olimpico l'ha dimostrato con alcune giocate di grande livello oltre che con il solito carattere da leader. Baroni sta pian piano costruendo il Toro che vuole, fatto di incroci in avanti, di ricerca degli spazi, di movimenti ben studiati che consentono al portatore di avere due o tre soluzioni di scarico. Nel primo tempo, oltre al gol arrivato con un tiro da fuori di Adams, i granata hanno creato altre tre occasioni: prima Adams ha sprecato su Svilar una combinazione tra Simeone e Alboukhlal, poi Gineitis lanciato verso la porta è stato fallosamente fermato da Rensch, infine Simeone è stato schermato da Ghilardi dopo uno splendido lancio di Ilkhan. Anche la Roma aveva avuto due chance per il vantaggio (bravissimo Paleari su Pisilli dal limite, impreciso El Shaarawy davanti al portiere), ma la pericolosità dei giallorossi emergeva soprattutto nelle ripartenze mentre la circolazione granata era più convincente. Il gol del 2-1, siglato ancora da Adams, è nato da un filtrante di Ilkhan e da un triangolo tra Lazaro e Simeone. Insomma, il Toro ha costruito con discreta continuità. Leggerezza difensiva - Il problema è sempre lo stesso: la leggerezza difensiva. Le due reti della Roma (penetrazione palla al piede di Hermoso e testata di Arena) sono state favorite da disattenzioni soprattutto di Tameze e Maripan, ma in generale di tutto il pacchetto. Per colorare in modo diverso il resto della stagione, il Toro ha bisogno di equilibrio e di attenzione. Il paradosso dei 32 gol subiti in campionato nonostante gli 8 clean sheet spiega bene cosa sia mancato finora. Ma da qui a maggio c'è molto tempo e la vittoria di ieri trasmette grande fiducia.