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Zini
22/12/1929
h.14.30
CREMONESE - TORINO 0-1 (0-0)
Cremonese
: Ferrazzi, Pollastri, Bodini II, Mondini, Balestreri, Sbalzarini, Santopaolo, Serdoz I, Subinaghi, Gabriele, Cabrini. All.: Ludwig.
Torino: Bosia, Monti III, Martin II, Mongero, Colombari, Aliberti, Casaro, Baloncieri, Martin III, Rossetti II, Silano. All.: Sturmer.
Arbitro: Rovida di Milano.
Reti: Aut.Ferrazzi 60'.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 23 dicembre 1929]
L'unico punto a favore dell'undici grasnata torinese non rispecchia il valore delle due compagini incontratesi ieri sul campo Giovanni Zini, rigurgitante di appassionati che l'eccezionale incontro aveva richiamato. Le squadre sono entrate in campo salutando romanamente. Cognme ognuno vede, la squadra grigiorossa è scesa in campo con una formazione nuova nel settore di attacco; quel settore che da più tempo costituisce il travaglio settimanale dei dirigenti, preoccupati di giungere ad una sistemazione definitiva di esso. Ma se la Cremonese è ancora alla ricerca di quella compagine che per affiatamento dia i migliori affidamenti, il Torino è giunto questa volta a Cremona non nella sua solita efficienza, e mancava di parecchi di quegli atleti che facevano dell'undici di Baloncieri quanto di più bello, di più stilisticamente perfetto abbia avuto il football italiano in cinque lustri di non ingloriosa attività. L'ultima partita del Torino a Cremona à stata quella del Natale 1927. Si ricorda come in quella partita indimenticabile dei grigio rossi, in vena di grandi cose, sorprendevano due volte l'attiva vigilanza di Bacigalupo, che sostituiva Bosia alla guardia della rete, ed assumevano magnificamente il comando delle operazioni; occorse in quel giorno tutta la classe di Libonatti, la consumata astuzia di Baloncieri, l'ardore veemente di Rossetti, i centri superiori di Carerra e Franzoni per strapaper in un duello emozionante ai concittadini al divisione dei punti. Le attuali lacune del Torino avevano fatto sperare in un match pari: ma la speranza è andata delusa. La tradizione vuole che la Cremonese non riesca a spuntarla sui granata con il succedersi delle stagioni e con il mutare degli uomni. La partita ha avuto un ritmo velocissimo sin dall'inizio; ritmo che sarà la caratteristica dominante dell'incontro. L'attacco torinese dà le prime noie a Ferrazzi, e Silano comincia la serie delle sue fughe. Subinaghi a sua volta fa viaggiare Santopaolo e Cabrini. Le azioni si alternano vivacissime e la rete cremonese corre seri pericoli; gli avanti granata però indugiano troppo in passaggi e tiri da lontano sono sicuramente bloccati dal guardiano concittadino. Verso la metà del tempo Dario Martin pe poco non segna di testa su crosso di Casaro. Poco dopo Cabrini evita Mongero e Monti, ma a due passi dalla porta tira fiaccamente nelle braccia accoglienti di Bosia. Una puntata improvvisa do Rossetti da un brivido alla folla, ma il tiro viene deviato in un tuffo da Ferrazzi, ed il pallone schizza sul palo e va fuori. A pochi minuti dal tempo Cabrini manca per precipitazione una favorevole occasione; poi Santopaolo scende velocissimo ed obbliga Aliberti a salvare in corner. Sull'azione che nasce dal calcio d'angolo, Serdoz in posizione arretrata spara in un angolo alto e Bosia devia con le dita, provocando un nuovo corner. Alla ripresa il Torino tenta di passare d'autorità. Rossetti da una posizione impossibile manda un pallone a sfiorare un palo. La pressione dei granata si acuisce e la difesa cremonese si libera con fatica. Un poderoso tiro di Silano viene parato da Ferrazzi fortunosamente con la mano. Il pallone sale e perpendicolo, ricade sull'asta trasversale e viene ricacciato in un tumultuare di uomini. Poco dopo il 15.0 minuto Colombari e Serdoz si incontrano in corsa e l'arbitro accorda un calcio di punizione ai torinesi. Monti III spedisce il pallone nell'area cremonese, e dalla confusione dell'azione nasce un corner; Martin III eseguisce un tiro a fil di palo e Ferrazzi nel tentativo di parata lo devia in rete. Su quest'episodio si è decisa la partita, che fino allora si era mantenuta incertissima La reazione cremonese è furibonda e Santopaolo viene atterrato a due passi da Bosia. Monti III, contuso, passa all'ala destra e il concittadino Sbalzarini va estrem sinistro. La pressione dei grigiorossi si fa sempre più intensa; Subinaghi scarta due uomini, è solo davanti a Bosia; invece di avanzare, libero com'è, tira nell'angolo di destra raso terra, ma Bosia con un tuffo meravigiloso lascia in gola alla folla l'urlo che stava per irrompere. Il giuoco si è fatto intanto più vivace e l'arbitro fischia falli senza remissione. Baloncieri tiene sempre saldamente le redini dell'attacco ed un suo lungio passaggio viene raccolto da Silano che manda sul paletto della porta di Ferrazzi un tiro insidiosissimo. Gli ultimo tentativi dei cremonesi per pareggiare sono rabbiosi: ma la "cranerie" di Dario Martin e l'accortezza di Aliberti e di Rossetti, retrocessi in difesa, permettono ai granata d conservare il prezioso vantaggio. Siamo ormai alla fine. Il Torino ha colto un'altra vittoria sul campo cremonese per un autogoal. Corretto è stato il comportamento dei giuocatori, anche quando la partita si è fatta aspra. L'arbitraggio dell'ing. Rovida di Milano è stato in complesso lodevole. Il Torino non ha certamente demeritato la vittoria anche se l'ha conquistata in modo fortunoso. Priova di Vezzani, Janni e Libonatti, la squadra dei granata non ha più il tono di giuoco autorevole che la rese famosa, ma si batte con gran cuore. La difesa è sempre salda: potente e sicura. Bosia è stato forse il migliore artefice del suiccesso, bloccand due tiri pericolosissimi. Il quadrato Martin e l'elastico Monti hanno dominato di forze e di stile, risolvendo parecchie critiche situazioni. Buona la partita di Aliberti che, pure opposto ad un'ala irruente e velocissima, ha fatto valere l'autorità del suo giuoco tecnico ed intelliegente: Aliberti si può veamente dire gentleman del football. In ombra Colombari, onesto il lavoro svolto dal giovane Mongero. L'attacco ha assunto un tono nuovo che è una via di mezzo tra la classicità e l'improvvisazione. Di qui uno squilibrio che porta dritto alla sterilità. Baloncieri, che ha la funzione di raccordo e d'intesa, ha cercato di trovare la formula efficac e allargando sulle ali e operando fulmineamente spostamenti di fronte; c'è in parte riuscito perchè è proprio dal giovane Silano che sono venuti i tri e le azioni più pericolose per i granata. Rossetti, che va evidentemente riprendendo la sua forma migliore, si è sobbarcato dl canto suo ad un lavoro enorme; ma la tendenza a fare troppo l'ha trascinato in inutili e dannosi duelli. Martin III, centro avanti ha fatto con disinvoltura giuoco con Baloncieri ed ha consentito anche alle bizzarrie del compagno di sinistra, emozionanti ed insidiose. Certo che la mancanza di Janni lascia i granata un poco disorientati.