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| Filadelfia |
| 24/01/1932 |
| h.14.30 |
| TORINO - ALESSANDRIA 1-3 (0-1) Torino: Maina, Monti III, Martin II, Martin III, Giudicelli, Janni, Prato, Vezzani, Libonatti, Bo, Silano. All.: Aliberti. Alessandria: Mosele, Lombardo, Borelli, Avalle, Costenaro, Barale, Cattaneo, Scagliotti, Cornara, Marchina, Perazzo. All.: Sturmer. Arbitro: Caironi di Milano. Reti: Marchina 43' (A), Scagliotti 59' (A), Giudicelli 68' (T), Perazzo 83' (A). Spettatori: 16.000 circa. Note: Giornata serena, terreno pessimo, angoli 9-2 per il Torino, sugli spalti presente una folta rappresentanza alessandrina. Cronaca [Tratto da La Stampa del 25 gennaio 1932] Nel corso di una competizione lunga ed estenuante quale è il campionato di calcio, ogni squadra, presto o tardi, ha il suo momento di vena ed il suo periodo di crisi. Sono gli alti e bassi che generano le sorprese, che provocano sbalzi nella classifica, che esaltano o prostrano i supporters. Si veda il caso del Torino e quello dell'Alessandria. L'undici granata, che pareva lanciato irresistibilmente verso le prime posizioni, è fermo da quattro domeniche: cominciò col pareggiare a Casale dove era sceso sicuro di vincere, divise i punti con il Milan nell'incontro successivo che avrebbe dovuto permettergli di riprendersi prontamente, perdette a Trieste dove pure erano stati in parecchi a passare e ieri, con un ultimo tonfo, ha perso male sul proprio campo, giocando una brutta partita, apparendo slegato in ogni reparto. Dell'Alessandria, sino a qualche domenica fa, si parlava come di una compagine incapace di realizzare, di tramutare in punti quel suo gioco chiaro e piacente che naufragava costantemente nell'area avversaria. Venne la partita di Bologna a rianimare i grigi. Essi perdettero al Littoriale, ma la sconfitta fu di quelle che onorano i soccombenti e che lasciano capire che il giorno della resurrezione non è lontano. Otto giorni dopo, l'Alessandria regolava il Modena con cinque goals a zero; ieri ha piegato il Torino con uno scarto di punti che i granata non sono usi conoscere sul proprio terreno. C'è chi scende e c'è chi sale.. Nel gioco come nella vita, la verità dell'adagio è lampante. Scende il Torino, e la folla ha assistito ieri, incredula e non rassegnata sino all'ultimo minuto, al crollo delle sue speranze. Sino a che l'attacco alessandrino non ha mandato per la terza volta la palla a rotolare nella porta difesa da Maina, la folla ha sperato che il miracolo si producesse, che il rabbioso assedio posto alla rete di Mosele portasse i frutti sperati. Poi si arrese all'evidenza dei fatti e dagli spalti più non s'udì che il grido cadenzato: ''Forza grigi!'' lanciato dai sostenitori alessandrini, scesi in buon numero a Torino e festanti per l'insperato, clamoroso successo. S'arrese anche il Torino, e l'Alessandria mancò per un soffio il quarto goal, tanto in rotta era la squadra avversaria. Che abbiano vinto i più meritevoli non v'è dubbio. Se una squadra ha giocato con ordine, con entusiasmo, con valentia, questa è stata l'Alessandria, ma non si può tacere che l'arbitro è stato il primo a dare il colpo di grazia al già traballante undici granata. Può parer poco opportuno tirare in ballo l'arbitro quando una squadra perde sul proprio terreno, ed invero sono state tante per il passato le volte nelle quali si è ingiustamente criticato l'uomo che ha nelle proprie mani le redini della partita, ché lo sportivo difficilmente crede giusta la critica, anche quando questa è serena e giusta. Tuttavia, dato come sono andate ieri le cose, non si può non incolpare Caironi di aver influito nettamente sul risultato della gara. Si era all'8' della ripresa ed il Torino, che aveva chiuso la prima parte dell'incontro con un goal al passivo, attaccava, disordinatamente magari, ma con veemenza. V'era della precipitazione nello slancio offensivo degli avanti e gli errori frustravano gli sforzi dei singoli, ma comunque la palla permaneva nell'area dei grigi e la difesa alessandrina doveva battersi senza tregua per difendere il vantaggio. Se il Torino avesse pareggiato, la partita avrebbe probabilmente mutato aspetto, poiché non v'è di peggio per una squadra che si difende di ritrovarsi alla pari di fronte ad un avversario lanciato e reso ancor più pericoloso dal successo conseguito. Si era dunque all'8' della ripresa allorché, per fermare un'azione del Torino sorta sulla destra del fronte d'attacco, Borelli non faceva altro che intercettare nettamente la palla con una mano. Che il fallo fosse volontario o meno, che il giocatore abbia dimenticato di trovarsi in piena area di rigore, che nella precipitazione si commettano inutili sciocchezze, tutto può essere vero, ma il fatto si è che il fallo era di quelli che nessun arbitro esita a punire con il calcio di rigore. I difensori alessandrini e gli attaccanti granata si fermarono di colpo e gli occhi di tutti si posarono sull'arbitro che, trovandosi abbastanza vicino, non doveva non aver visto il fallo marchiano. Nessuno degli alessandrini avrebbe reclamato se Caironi avesse indicato il punto bianco del penalty. Invece, come se nulla fosse accaduto, l'arbitro lasciò che il gioco procedesse e furono inutili le proteste dei giocatori ed i fischi della folla. Quello che tutti avevano chiaramente visto a Caironi era passato inosservato, sì che, grazie a lui, l'Alessandria poteva evitare la punizione che molto probabilmente l'avrebbe privata del vantaggio. Una svista del genere pare fatta apposta per demoralizzare la squadra che già sta perdendo e per rianimare gli avversari suoi. Successe infatti che, dopo un momento di confusione generale, i grigi si rinfrancarono e passarono alla loro volta all'offensiva, sì che sei minuti dopo Marchina, nettamente in posizione di fuori gioco, poteva ricevere la palla, sparare in porta e permettere a Scagliotti, sopraggiunto velocemente dalla destra, di cacciare definitivamente il pallone in rete. Dopo di ciò il Torino era battuto, senza scampo. Chiusa la parentesi per quanto riguarda Caironi, possiamo tornare alle due squadre. Il Torino è l'ombra del grande Torino. I continui, forzati rimaneggiamenti hanno indebolito la squadra sino a ridurne enormemente l'efficienza. Ieri mancavano Bosia e Rossetti e, se Maina ha fatto il suo dovere, l'assenza di Rosetti si è sentita. E' questo un giocatore che può essere discusso e criticato, lodato o biasimato, che può stupire per l'eccellenza del suo gioco o innervosire per la sua cocciutaggine, ma che indubbiamente ha nell'attacco del Torino una parte importantissima. Ieri, assente Rossetti, l'attacco non ha funzionato mai a ritmo pieno e, pur premendo per lunghi periodi nell'area alessandrina, non ha dato mai l'impressione di poter passare irresistibilmente. C'è parecchio da dire su questa linea, che pure conta su uomini di valore. C'è da dire che Libonatti è troppo solo fra due mezze ali che non lo sanno servire al momento opportuno, che Prato ha perso quella che era l'unica sua cosa buona, il tiro in porta, che Bo non ha più la lucidità di idee sfoggiata al suo debutto in squadra, che Silano, a furia di voler fare, strafare, finisce con non concludere più nulla. Il ragazzo ha ora la tendenza a voler segnare a tutti i costi, dal le posizioni più impossibili, quando un passaggio dosato al centro permetterebbe invece a compagni meglio piazzati di tentare la via del goal. Succede quindi che dal piede di Silano partono palloni che non possono venir sfruttati e che il portiere avversario para agevolmente. Silano deve tornare ad essere un collaboratore dei compagni di centro, e non lo stoccatore della linea. Vezzani ha fatto la sua rentrée in squadra in una partita sfortunata. Sempre in possesso di una chiara intelligenza di gioco, Vezzani ha avuto momenti felici, ma la pesantezza del terreno costituì per lui, non ancora assuefatto allo sforzo violento e continuo di un match contrastato, un handicap dei più gravi. Comunque, c'è da esser lieti che la sua guarigione sia ormai un fatto compiuto. Il ritorno al miglior grado di forma potrà esser cosa di qualche tempo, ma il giocatore ha puntiglio e capacità e si riprenderà: c'è da esserne certi. Con una prima linea assolutamente sregistrata, anche la mediana non ha potuto ben figurare. Dei tre, Martin III soltanto ha giocato bene, con coraggio, con regolarità. Giudicelli fu assai meno bravo di altre volte e Janni finì in crescendo, ma ebbe momenti di smarrimento di fronte al gioco spigliato e veloce degli attaccanti alessandrini. La difesa, quando la squadra si trovò in svantaggio, commise un mucchio di errori; Martin II soltanto seppe conservare la calma necessaria per evitare guai peggiori. Questo è tutto. In complesso, un brutto match del Torino, una prova inferiore ad ogni altra precedente. La squadra deve trovare la forza per rialzarsi se ancora vuole essere sostenuta dalla sua folla, da quella folla che ieri ha deluso nel peggiore dei modi. L'Alessandria non è più quella della prima parte del girone d'andata. Gioca bene, con intesa, con cuore, con slancio. Vi sono, fra i ragazzi grigi, delle autentiche promesse del calcio nazionale, ma è tale e tanta la fusione in ogni linea che non è il singolo che impressiona, ma la squadra in blocco. Aver battuto nettamente il Torino è un titolo di merito per i grigi, ma si può esser certi che, nel corso di questo campionato, l'Alessandria riuscirà a realizzare altre imprese del genere di quella compiuta ieri. La difesa ebbe in Mosele un portiere veramente bravo, in Lombardo il miglior uomo, in Borelli un combattente intrepido. La mediana lavorò incessantemente e bene, sostenendo con mirabile continuità l'attacco. La prima linea seppe creare occasioni su occasioni per segnare e, pur ottenendo tre goals, parecchi altri ne mancò per un soffio. L'ala sinistra Perazzo, una recluta, giocò con lo stile di un campione, Cornara è un centro intelligente ed accorto, Scagliotti un elemento ottimo, Marchina il ben noto sgobbone della linea. Il reparto è completato da Cattaneo, che riesce sempre a gettar lo scompiglio fra i difensori avversari sia quando tenta personalmente la via del goal, sia quando eseguisce traversoni al centro. L'Alessandria è senza dubbio la più bella delle nostre squadre di provincia e s'è fabbricata anche quest'anno una squadra per la quale non si può avere che ammirazione. I giovani, cresciuti alla scuola di anziani che furono ''assi'', hanno uno stile di giuoco che è quello inconfondibile della squadra grigia, uno stile di giuoco che piace, che avvince, che convince. Alla partita ha assistito un pubblico discretamente numeroso. Molti i supporters alessandrini che.. si son fatti sentire allorché la loro squadra ha avuta spianata la via alla vittoria. Giornata splendida di sole; campo in cattive condizioni in più di un punto. La cronaca. Azioni alterne. La base di un montante respinge all'8' un tiro di Marchina e, subito dopo, Mosele si salva nello stesso modo da una cannonata di Silano. Il Torino attacca in prevalenza, ma le azioni più pericolose sono condotte dai grigi tanto che al 36', su centro eseguito da Perazzo, Scagliotti riprende in corsa e costringe Maina ad una difficile parata in tuffo. Al 43', su cross di Scagliotti, Marchina di testa segna imparabilmente. All'8' della ripresa si ha la madornale svista di Caironi, ed al 14' Marchina, avuta la palla in posizione di fuori giuoco, la invia forte a colpire la base del montante sinistro; sopraggiunge rapidissimo Scagliotti, che mette in rete, Caironi convalida il punto. Violenta reazione del Torino, che sbaglia buon numero di occasioni. Al 23' Giudicelli, postato alle spalle dell'attacco, riceve la palla su di una debole respinta di un difensore grigio e la scaraventa in rete. Il goal pare rianimare il Torino ed i granata sono, attaccanti e mediani, nell'area avversaria. Sguerniti in difesa, i torinesi si trovano in imbarazzo quando l'Alessandria riesce a contrattaccare e succede così che, al 38', Cattaneo centra: interviene Cornara, che rimanda a Cattaneo; nuovo centro, basso, raccolto da Perazzo. La palla fila in rete. Gli ultimi minuti vedono i grigi in difesa resistere brillantemente al disperato tentativo di riscossa dei granata. Nel complesso, nove corners contro l'Alessandria, due contro il Torino. La partita è stata preceduta da un incontro fra la squadra riserve del Torino e quella dell'Alba: i torinesi vinsero per 16 a 0, dominando a piacer loro. Una volta tanto, le riserve hanno.. Esagerato in un senso, e la prima squadra in quello opposto. |
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