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| Filadelfia |
| 04/03/1934 |
| h.15.00 |
| TORINO - CASALE 5-2 (4-0) Torino: Bosia, Zanello, Martin II, Mongero, Janni, Bertini, Bo, Libonatti, Amadesi, Prato, Silano. All.: Payer. Casale: Provera, Roggero, Mazzucco, Ferrero, Castello, Caimmi, Schiavetta, Peternel, Ferrari, Celoria, Autelli. All.: Czeizler. Arbitro: Mazzarino di Roma. Reti: Silano 5' (T), Prato 12', 51' (T), Libonatti 29' (T), Bo 31' (T), Autelli 76' (C), Ferrero 85' (C). Cronaca [Tratto da La Stampa del 5 marzo 1934] Finalmente una bella giornata di sole, un terreno in condizioni perfette, un avversario da poter battere agevolmente. C'erano, per il Torino, gli auspici migliori. Tuttavia l'incontro cominciò male per i granata con un colpo di sfortuna indice della mala sorte che perseguita la squadra concittadina. Il gioco s'era appena iniziato con un'avanzata dei torinesi ed il giovane centrattacco granata scattava nell'area casalese per entrare in possesso della palla quando Mazzucco con uno sgambetto lo faceva cadere malamente a terra. Amadesi si rialzò tosto, ma con in volto l'espressione del più acuto dolore. Lo si vide serrare contro il petto il braccio sinistro ed avviarsi verso il sottopassaggio, di dove raggiunse gli spogliatoi. Cinque minuti dopo già si sapeva che i dottori gli avevano riscontrato la frattura della clavicola, sì che lo sfortunato esordiente doveva senz'altro rinunciare a tornare in campo. Quattro goals in mezz'ora. Ridotto così a dieci uomini sin dalla primissima fase di giuoco, il Torino non si sgomentò e prese anzi ad attaccare con veemenza senza cincischiamenti fra gli avanti, costretti, in quattro a manovrare su di un fronte insolitamente largo. Al 4' minuto Mazzucco ripeteva ai danni dì Prato la precedente scorrettezza e la punizione veniva eseguita da Silano, proprio dal limitare dell'area di rigore. Il tiro filò diritto in rete nonostante lo sbarramento difensivo dei nero-stellati, e Provera s'accorse d'essere stato battuto quando già la palla ebbe scossa la rete. In vantaggio di un punto, il Torino insistette all'offensiva coronandola, al 13', con un secondo goal, bello, manovrato, irresistibile. I quattro avanti granata stordirono letteralmente la difesa casalese e la palla, dopo aver viaggiato su tutto il fronte d'attacco, da Prato a Libonatti, a Bo, a Libonatti ancora, a Silano, fu spedita in porta da Prato, con un tiro secco e preciso. Dopo un quarto d'ora di giuoco il Torino era, quindi, virtualmente sicuro del successo e la folla, abbastanza numerosa in ogni ordine di posti, aveva smaltito il malumore causato dall'incidente iniziale. Palesemente inferiore in linea tecnica, il Casale ripiegò ancora nella sua metà campo e Provera vide passare alta di poco una bella rovesciate di Prato e senti la rete scossa.. ma esternamente, da un tiro che Silano, se sapesse calciare di destro, avrebbe avuto piena possibilità, così solo come era di fronte portiere, di trasformare nel terzo punto. Fu invece al 29' che Castello, nell'affanno di sbrogliare una difficile situazione creatasi in seguito ad un tiro di punizione, effettuò a Libonatti il più preciso passaggio che il granata potesse attendersi e fu senza difficoltà che ''Libo'', approfittando dell'occasione propizia, realizzò il terzo goal delia serie. Né tardò a giungere il quarto, ottenuto due minuti dopo da Bo, su di un giusto allungo di Silano. Quattro goals in mezz'ora, realizzati con un attacco deve erano le due mezz'ali ad improvvisarsi centro avanti a seconda delle circostanze, costituirono un bottino più che sufficiente per permettere ai granata di allentare la stretta ed al Casale di giungere al riposo senza altri dispiaceri. La situazione cambia. La musica accennò ad essere quella del primo tempo anche all'inizio della ripresa, perché dopo sei minuti di giuoco Prato, riprendendo la palla, fermata ma non bloccata da Provera su di un precedente tiro di Bo, portò il punteggio alla cifra tonda di 5 a 0. Si delineava veramente una strepitosa vittoria del Torino ed il Casale pareva più che mai in procinto di arrendersi, ma fu proprio allora che la situazione mutò completamente. Si passò, così, dalla metà campo casalese in quella dei torinesi, i due interni granata non retrocessero in difesa sia per non sguarnire del tutto l'attacco, sia anche perché il gran lavoro compiuto nel primo tempo li aveva affaticati ed allora il Casale, protendendosi animosamente all'offensiva, poté, con le sue più fresche energie e con la sua superiorità numerica, mettere nel più serio imbarazzo la retroguardia torinese. Janni si trovò senz'aiuto nel fronteggiare gli arruffoni ma insistenti attaccanti nero-stellati e non poté sempre sbarrar loro la via. Sulla destra Mongero, vhe neppure nel primo tempo aveva saputo svolgere un giuoco efficace, ma le cui manchevolezze erano state mascherate dal buon funzionamento complessivo della squadra, si trovò così scoppiato da passare da attore a spettatore della contesa. Autelli, del tutto incustodito, prese così a scorrazzare a suo piacere sin nell'area di Bosia, dove il portiere stesso e i due terzini rimediavano alla meno peggio all'insufficienza dei compagni. E neppure Bertini sulla sinistra aveva più fiato.. Da vendere. La situazione risultò quindi la seguente: a metà campo i quattro attaccanti lasciati senza aiuto; dietro di loro i tre mediani presi d'infilata e costretti a ballare: in ultimo terzini e portiere che s'arrangiavano. Il tutto mentre gli spettatori dapprima sorpresio e poi preoccupati, gridavano invano il loro incitamento. Se nel primo tempo il Casale era andato letteralmente K.O. nel secondo era il Torino, ''groggy'', a cedere sempre più. Gli attaccanti neri s'aggiudicarono sei calci d'angolo; infine al 31.o Autelli, che Mongero aveva definitivamente rinunciato a sorvegliare, s'appressò tanto alla porta che Bosia dovette darsi per vinto e raccogliere il pallone in fondo alla rete. Al 40.o, poi, continuando il Torino ad essere sulle ginocchia, su calcio d'angolo battuto da Autelli, Celoria impegnava Bosia in una parata e Ferrero riprendendo la debole respinta del portiere marcava il secondo punto. Gli ultimi cinque minuti ci offrivano lo spettacolo di un giuoco.. Col rallentatore ed il Torino evitava quei guai che sarebbero apparsi inevitabili se l'incontro si fosse protratto ancora. Il buono ed il cattivo. Il giuoco della squadra granata nel secondo tempo ha gettato molta acqua sul fuoco dell'entusiasmo divampato irrefrenabile nel periodo di piena prevalenza dell'unità torinese. Davvero e stato impressionante il rilassamento di energie da parte del Torino ma in parte lo si può spiegare con la temperatura primaverile, che ha certo influito sulle forze dei giuocatori, con il gran prodigarsi nei primi quarantacinque minuti, scontato alla distanza, con l'insufficienza riserva di fiato di qualche elemento. Ma se nei momenti meno felici, l'unità ha mostrato tante pecche da sbigottire i suoi sostenitori, quando viceversa ha marciato ha svolto un giuoco chiaro, lineare, redditizio. Allora è piaciuto Prato, cui riuscivano quelle prodezze che solo sa sfoggiare quando è in forma; allora Libonatti e Bo hanno mostrato intelligenza, praticità, e hanno disorientato, da soli la difesa casalese. Ed ha fatto bene Janni, che è sempre un bel combattente; e si è distinto Bertini, misurato, tempestivo, efficace. Insomma dieci con lode prima e zero poi.. Se la media non è tuttavia del tutto soddisfacente non c'è che da sperare che con un uomo in più e distribuendo meglio le forze la squadra tutta possa far meglio. Castello fu, nel primo tempo, tutto il Casale, poiché davanti a lui gli attaccanti non imbroccavano tre passaggi giusti ed alle spalle non altrimenti chd con dei falli si riusciva a rompere l'offensiva granata. Nella ripresa la squadra apparve trasformata, ma non aveva più avversari.. Comunque fu bello il suo lottare sino all'ultimo, il suo prodigarsi per evitare un disastro. Nella lotta l'unità mise anzi in mostra se non doti generali di abilità, il valore di pochi singoli che seppero distinguersi: Castello, Caimmi, Autelli, Celoria, Schiavetta. Elementi che lavorano e che rendono. Giuocatori che innestati più robusti tronchi, darebbero certo frutti migliori. |
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