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| Filadelfia |
| 03/02/1952 |
| h.15.00 |
| TORINO - COMO 4-0 (2-0) Torino: Romano, Grava, Farina, Giuliano, Nay, Pozzi, Motta, Amalfi, Florio, Hjalmarsson, Carapellese. All.: Sperone. Como: Visintin, Boniardi, Gatti, Bergamaschi, Pedroni, Pinardi, Turconi, Rabitti, Baldini, Giovetti, Lipizer. All.: Mazzani. Arbitro: Bernardi di Bologna. Reti: Hjalmarsson 17' rig., 45', Florio 58', Motta 70'. Spettatori: 11.000 circa. Note: Terreno lievemente allentato dal disgelo, ma nel complesso buono, cielo sereno e temperatura fredda, calci d'angolo 7-2 per il Torino. Prima dell'incontro il capitano granata Carapellese ha deposto un mazzo di fiori sotto la lapide in tribuna alla memoria dei caduti di Superga. Espulso Pinardi al 65' per grave fallo di gioco. Cronaca [Tratto da La Stampa del 4 febbraio 1952] Al Torino hanno giovato i quindici giorni di riposo, dovuti alla gara rinviata di Udine. La squadra sembrava un impiegato di buona volontà, rientrato fresco fresco dalle ferie: idee chiare, nervi a posto e molta serenità di spirito. Di questa, soprattutto, ha bisogno il Torino, poiché il suo problema non è tanto tecnico quanto psicologico. Gli uomini di classe discreta, i mezzi per lottare li ha. Talvolta gli manca una chiara visione della situazione e spesso viene afferrato dall'ansia di vincere subito e allora sente esageratamente pesare su di se ogni difficoltà ed ogni disavventura come il segno di un destino contrario. Il pubblico, in certi casi, incitando con esagerata passione, l'aiuta a sbagliare. Ed allora capitano le partite nervose, le gare predestinate in cui, a forza di muoversi come se tutto dovesse andare alla rovescia, anche il risultato finisce per andarsi a far benedire. Ieri i granata non hanno mai dubitato delle loro forze e si sono trovati in tasca la più sonante vittoria di questo campionato con una facilità che è segno del loro valore. Il Como era reduce da un significativo successo sulla Juventus; non ha nascosto i suoi propositi, chiaramente difensivi, utilizzando Turconi in funzione di ala arretrata ed ha avuto un inizio brillante. Niente da fare: Nay, Carapellese, Hjalmarsson e Giuliano - citiamo subito i migliori - hanno insistito nel loro gioco efficace e la meta è stata inesorabilmente raggiunta. Bisogna aggiungere che si è fatto sentire tra i granata il rientro di uomini preziosi come Carapellese, Nay e dello stesso Florio e che Giuliano, esordendo anche nel ruolo di mediano destro, ha continuato ad essere tecnico ed utile come nelle altre sue svariate posizioni. Un giovane che va crescendo, questo Giuliano, un ragazzo che ha trovato la sua autoritaria linea di condotta e che, nel maturarsi, rivela qualità positive. Con una formazione completa e con atleti al posto giusto, il Torino ha controbattuto facilmente i pochi spunti offensivi del Como. Il pericolo maggiore è stato corso da Romano dopo soli trenta secondi di gara su azione di Pinardi finita in calco d'angolo e su susseguente girata di Turconi, poi Pozzi e Amalfi hanno ''telefonato'' alcuni tiri da distante ed una cordiale risata ha sottolineato un calcione del sudamericano che al volo ha spedito la palla addirittura fuori dello Stadio. Amalfi, con una serie di finte e di eleganze da campione (perfino eccessive poiché possono irritare l'avversario), si è poi rifatto, tanto più che al quarto d'ora Pedroni doveva salvare una sua precisa puntata. Poco dopo un pallone fintato da Baldini e colpito a tutta forza da Rabitti urtava contro un braccio di Giuliano ai limiti dell'area. L'arbitro non considerava il fallo e con questo episodio si chiudeva il capitolo attività del Como. La parola è ora al Torino, che colpisce tre pali (una volta con Carapellese e due su tiri di Carapellese e di Amalfi, deviati da Visintin contro la traversa) e finalmente realizza. Nel tabellino sotto le formazioni il goal di apertura è indicato come frutto di un rigore, ma in realtà è stato realizzato da Carapellese che ha girato di testa un calcio d'angolo battuto da Florio. Turconi, sulla linea di porta, aveva cacciato via con un schiaffo la palla, come si fa con un ragazzino impertinente e Bernardi, nel dubbio, aveva preferito concedere il penalty. Tiro di Hjalmarsson, preceduto da una finta e sfera questa volta, inesorabilmente in rete. Allo scadere del tempo un nuovo punto metteva i granata al riparo dal rischi. L'azione partiva ancora da Carapellese, apparso ieri attivo e insidioso come nei suoi momentti migliori (presentiva la chiamata in nazionale?). L'ala, spostata indietro, toccava ad Amalfi il quale subito serviva Pozzi avanzato alla estrema sinistra. Su centro di questo tipico mediano d'attacco, Hjalmarsson giungeva preciso. Due a zero e fischio per il riposo. Nella ripresa i goals mancati per un soffio sono stati più numerosi delle segnature autentiche. Ha incominciato il Como quando Lipizer è scivolato su un pallone sfuggito a Romano e quando, a portiere battuto, due tiri consecutivi dello stesso Lipizer e di Baldini sono stati respinti sulla linea da un difensore granata, poi il pollice verso della fortuna l'ha avuto il Torino, Su contrattacco - 10° minuto - Visintin deve gettarsi in i tuffo ai piedi di Florio. Interviene Carapellese che però è preso in contropiede dal rimbalzo del pallone; accorre Motta e tira, ma Gatti di testa alza in corner. La barriera imperforabile cade solo con questo calcio d'angolo che Florio sfrutta egregiamente, segnando pure lui di testa. Giuliano e Gatti, salvano ancora le rispettive porte in due occasioni disperate, quindi al 21', Bernardi punisce con estreme energia un ripicco a terra tra Carapellese e Pinardi, mandando fuori campo il mediano. L'ultima emozione viene fornita da Motta che conclude una testarda serpentina di Hjalmarsson con un colpo preciso preciso nell'angolo basso alla sinistra del portiere. ''Il quattro a zero è un punteggio troppo severo, ma il risultato è giusto'', ha dichiarato con obbiettività un dirigente del Como. I lariani avevano puntato tutte le loro energie su una solida difesa. Saltata questa, non hanno avuto altre carte da giocare poiché l'attacco si è rivelato pressoché nullo, tanto più che Turconi invece che schierarsi tra gli avanti ha continuato ad avere il suo bravo da fare nel lavoro di copertura. Al contrario è stata proprio la prima linea del Torino, ieri particolarmente in vena, a dare lo smalto e la lucentezza al successo. Ottimi Carapellese e Hjalmarsson, brillante come sempre Amalfi e attivi Florio e Motta. La partita è stata ''seguita'' con un particolare interesse da Roberto Copernico. Si dice che l'ex-tecnico degli azzurri, prenderà nuovamente a cura le sorti dei granata, riformando con Sperone un tandem che aveva già funzionato con sue cesso alcuni anni or sono, alla direzione tecnica della squadra granata. La coppia di dirigenti prende l'avvio da un vittoria. E' un buon augurio. |
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