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Filadelfia
16/10/1955
h.15.00
TORINO - L.R.VICENZA 0-0
Torino
: Rigamonti, Grava, Cuscela, Bearzot, Grosso, Moltrasio, Cazzaniga, Buhtz, Pellis, Bacci, Bertoloni. All.: Frossi.
L.R.Vicenza: Sentimenti IV, Giaroli, Pavinato, David, Lancioni, Vicini, Manzardo, Manente, Hofling, Murolo, Motta. All.: Guttmann.
Arbitro: Grillo di Napoli.
Reti: -
Spettatori: 9.000 circa.
Note: Tempo coperto e brumoso, terreno in buone condizioni. Al 35' Moltrasio fallisce un calcio di rigore, parato dal vicentino Sentimenti IV.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 17 ottobre 1955]
Si può giocar male anche senna il catenaccio. Torino e Vicenza l'hanno dimostrato, il Torino soprattutto. La squadra granata scesa in gara priva dell'indisposto Antoniotti, ha adottato ancora una volta la tattica di Cazzaniga coordinatore al centro del campo. Cazzaniga si è spremuto i polmoni nel primo tempo. Nella ripresa, con le idee annebbiate e le gambe stanche, non ha più indovinato un passaggio. Il pubblico se l'è presa con lui, dimenticando - poco generosamente - che la ''finta ala destra'' aveva compiuto un meraviglioso lavoro nella prima parte dell'incontro. Non è di un uomo solo la colpa del pareggio, ma - se mai - del Lanerossi che ha imbrigliato i granatla, riuscendo a difendersi con prudenza, pur mantenendo ogni atleta nel ruolo indicato dal numero della maglia. Il terzino Manente, ad esempio, aveva l'otto, ed appunto è stato una mezz'ala sia pure una mezz'ala che controllava Moltrasio anziché esserne controllato. La squadra di Guttmann, grazie al suo schieramento conservatore non ha perso le possibilità di fare gioco. Prova ne sia che le maggiori azioni da goal sono state sue. Al Torino e rimasta soltanto l'amara soddisfazione di aver avuto l'occasione-principe e di averla sciupata. Si tratta di un rigore: un rigore a sorpresa fischiato dall'arbitro subito dopo aver sorvolato su un'entrata altrettanto energica di Grava su Motta. ''A che gioco giochiamo? ''- deve esserti chiesto Lanciotti, l'autore dell'atterramento di Bertoloni. - Un attimo fa valeva la legge del ''lasciar correre'' ora si applica la legge.. marziale. Come può un onesto difensore mandare con tranquillità all'aria il suo diretto antagonista?''. E protestava. Sentimenti IV, un portiere che si avvia in splendida forma alla quattrocentesima partita di campionato, ha calmato il suo bollente compagno di squadra. Sentiva forse di avere l'asso nella manica. Difatti, ecco la scena del penalty parato: Moltrasio avanza per calciare la punizione dagli undici metri. Prende la mira e lascia partire una stangata fortissima, a mezz'altezza, di sinistro. Sentimenti scatta sulla destra e para. Intervento pronto. Sembra un giochetto. ''Il mio segreto è semplice - ha detto poi l'anziano difensore bianco rosso, - Alcune stagioni orsono, essendo stato squalificato per una domenica, ho assistito come spettatore ad una partita Roma-Torino. In quella occasione Moltrasio realizzò un penalty, scagliando il pallone proprio dove oggi mi sono gettato io. Questo il motivo della mia impassibilità''. Molta esperienza, buona memoria e, bene inteso, autentica classe: questa una ricetta sicura per parare i rigori. La descrizione dell'incontro finito zero a zero, - il secondo consecutivo sul campo granata: immaginate l'allegria degli spettatori! - fa perno sull'episodio del penalty. Per il resto la cronaca a pochi episodi di risalto. Una girata di Bacci finita di poco a lato (1° minuto) e stata l'avvisaglia di una più seria minaccia per Sentimenti IV. Per fallo di Pavinato sullo stesso Bocci, l'arbitro concedeva la punizione dal limite, Moltrasio calciava e Sentimenti IV riusciva ancora a bloccare, nonostante l'involontaria ed improvvisa deviazione inflitta al pallone da un difensore (10° minuto). Seguiva una solenne testata tra Bacci e Manente. Il granata usciva dal campo e ritornava bendato al capo, il che non gli impediva di rientrare e tenere bene il posto. Al 36' il rigore neutralizzato da Sentimenti IV, di cui si è detto, poi le due squadre rinviavano al secondo tempo i più impennativi tentativi di recarsi reciproca offesa. Si ricomincia infatti con vivacità e tra l'undicesimo ed il dodicesimo minuto di questo secondo tempo si ha un'appassionante botta e risposta. Un passaggio corto di Lanciotti al portiere obbliga Sentimenti IV ad un'uscita precipitosa su Pellis. Calcio di rinvio e, su tocco di Hoffling, Murolo dall'altra parte del campo, calcia alto. Altra doppietta verso il 25° minuto. Manente ne è protagonista principale. Il terzino-attaccante dapprima sciupa un passaggio perfetto di Murolo, indugiando finché Grava riesce a salvare, poi si ricorda di essere soprattutto difensore e con una acrobatica rovesciata porta via dalla testa di Bearzot un pallone che il bravo mediana stava per deviare in rete. Buhtz al 32' insistendo nel rincorrere la sfera riesce ad allungarla a Bacci, il quale tira a lato di poco. Lo zero viene così praticamente sanzionato. Il pareggio rappresenta un buon risultato per la squadra di Guttmann. Il Lanerossi ha pochi uomini di classe ma ha fuso bene l'esperienza degli anziani con la buona volontà dei giovani. Manca di intesa all'attacco, dove Motta, Murolo e Hoffling dimostrano di avere ottimi numeri individuali, ma scarsa conoscenza reciproca. Tolto che in questo reparto, l'undici vicentino svolge con calma ed ordine il suo lavoro. Situazione diversa e più complicata per il Torino. I suoi sostenitori - sempre ammirevoli per lo slancio con cui prodigano incitamenti in ogni situazione favorevole - lo ritengono uno squadrone. Troppo onore (e troppe pretese) per l'undici che ha conservato su per giù il valore dello scorso anno. Ieri per di più l'attacco granata mancava di Antoniotti e si sa quanto l'intelligenza di questo avanti sia preziosa per il funzionamento della compagine. L'onesta prestazione dell'insieme ha avuto dal pubblico un verdetto più severo del meritato. Gli spettatori non erano soddisfatti dello spettacolo. La tattica-Frossi questa volta non è piaciuta. Ogni sistema di gioco ha i suoi pro ed i suoi contro. Nelle prove casalinghe (ed il Torino ne ha avute due di seguito) i lati negativi del sistema-Frossi sono maggiormente visibili. In trasferta il contropiede è più redditizio. Domenica prossima sarà addirittura la capolista Inter a sperimentarlo e si sa che i granata possono sbagliare le partite facili, come quella.. contro il Lanerossi, ma moltiplicano il loro rendimento nelle occasioni ardue.