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| Comunale |
| 04/03/1956 |
| h.15.00 |
| JUVENTUS - TORINO 0-2 (0-1) Juventus: Viola, Corradi, Oppezzo, Frateschi, Nay, Emoli, Colella, Bartolini, Caroli, Boniperti, Praest. All.: Puppo. Torino: Rigamonti, Padulazzi, Brancaleoni, Bearzot, Grosso, Rimbaldo, Antoniotti, Sentimenti III, Bacci, Buhtz, Bertoloni. All.: Frossi. Arbitro: Marchetti di Milano. Reti: Bertoloni 36', Buhtz 87'. Spettatori: 25 mila circa di cui 23.360 paganti per un incasso di poco superiore ai 10 milioni. Note: Giornata di sole, leggero vento, lieve incidente a Bartolini. Calci d'angolo 6-3 per la Juventus. Dopo 7 anni di astinenza il Torino si aggiudica il derby della Mole. Cronaca [Tratto da La Stampa del 5 marzo 1956] Il Torino non era più riuscito a battere la Juventus da quando era scomparsa la grande squadra nella tragedia di Superga. Ieri i pronostici non gli erano nel complesso favorevoli perché veniva da una serie di prove negative che avevano denunciato nei suoi ranghi una crisi di gioco con una conseguente, almeno in apparenza, crisi morale. Sembrava che il meglio la squadra granata l'avesse fatto e che andasse incontro ad un periodo oscuro. Ieri, improvvisamente, è venuto un nuovo raggio di luce. Essa ha vinto bene, la Juventus ha dominato ma questo era forse già nei calcoli del Torino, il gioco è stato pulito, corretto il comportamento degli atleti. La vittoria non offre quindi il fianco ad una limitazione critica, le due squadre hanno manovrato come i loro mezzi consentivano e come le circostanze imponevano, e se alla fine è stato il Torino ad aver la meglio, la ragione va ricercata nel suo gioco meglio proporzionato alle possibilità della squadra e al miglior impiego degli uomini in ogni settore. Questo vuol dire che il Torino è tornato ai suoi schemi tradizionali e alle sue vere dimensioni di gioco. Ha tenuto Bearzot su Boniperti e Sentimenti III in posizione arretrata per assicurarsi la prevalenza al centro campo. Grosso è rimasto costantemente su Caroli, ed era il suo compito naturale, mentre i terzini si sono limitati alla marcatura delle ali. Quindi, nemmeno l'ombra del catenaccio ma un centro campo nutrito di maglie granata e povero di maglie bianconere. Mentre la Juventus è andata a testa bassa incontro al suo destino, il Torino, trovando sovente nel contrattacco il terreno libero, ha avuto possibilità di manovra che all'avversaria non erano consentite dalla ressa. La cattiva giornata di Boniperti, aggravata dalla marcatura di Bearzot, ha tolto poi all'attacco bianconero la spinta e l'ispirazione per un gioco migliore. Nel secondo tempo Frossi si è limitato a portare Sentimenti III su Praest che si era spostato al centro nell'intento di dare maggior impeto e maggior peso alla cadenza degli attacchi. La buona giornata dei due nuovi terzini Padulazzi e Brancaleoni, favori il lavoro di centro, nel senso che non richiese nuovi spostamenti di uomini per turare eventuali falle. Esaurito l'assalto, gli avanti bianconeri trovavano generalmente alle loro spalle il vuoto; un vuoto per modo di dire perché lo presidiavano gli attaccanti granata i quali, arretrando a contrattacco fallito, venivano al centro campo a ricevere il passaggio dai compagni per muovere una nuova offensiva. Va rilevato che il Torino non ha effettuato solamente delle puntate offensive a scopo di alleggerimento. Erano sempre quattro gli avanti che attaccavano in fase di controffensiva; niente assalti disperati, ma una manovra piena che si allargava da Bertoloni ad Antoniotti. Le due reti sono state infatti frutto di una manovra che ha battuto tatticamente la difesa avversaria prima del tiro conclusivo. E' stata insomma una partita chiara in cui erano evidenti gli errori da una parte ed i meriti dall'altra. Partita condotta spesso a ritmo modesto, senza situazioni drammatiche, poche le parate di rilievo; partita sciupata dalla Juventus che vi ha arrancato con energia ma confusamente, e controllata quasi in ogni battuta dai granata che non hanno perduto d'occhio un solo uomo ne trascurato alcun passaggio. Il risultato costituisce la sintesi giusta di questo diverso lavoro delle due squadre, una delle quali ha misurato, per così dire, i suoi passi in modo di sbagliarne il meno possibile e l'altra ha accumulato un lavoro almeno doppio senza tuttavia' dare mai l'impressione di poter dominare il gioco. Questa la visione generale della partita. Il Torino, dopo il dannoso sconfinamento delle ultime provo, è rientralo nel solco della sua manovra che è anche la sola che gli sia possibile, come lo è pure per altre squadre perché lo schieramento siste7tiista classico, lo abbiamo detto più volte, non è sostenibile ove l'avversario non sia nettamente inferiore di classe. L'errore della Juventus è stato di non aver saputo trovare la contromisura allo schieramento tattico avversario. Boniperti ha subito dall'inizio alla fine il controllo di Bearzot e non ha potuto far molto per imbeccare il suo attacco. Senza la sua guida preziosa, gli altri avanti hanno lavorato come degli sbandati, pieni di fervore ma come lanciati a caso. La sola situazione che essi abbiano saputo creare veramente pericolosa si è verificata al 3' del primo tempo dopo una veloce discesa di Bartolini e Caroli, conclusa con un tiro di quest'ultimo in area, tiro che ha provocato da parte di Rigamonti la più bella parata di tutto l'incontro con una deviazione volante del bolide in angolo. Rigamonti ha forse salvato con questa parata la partita perché certo è più difficile ricuperare. che segnare per primi. Due minuti dopo questo episodio il Torino è andato in vantaggio, e qui sta il destino della giornata. Nel complesso la Juventus ha denunciato una evidente magra di gioco, una frenesia non frenata dal calcolo, una gran volontà di fare sema sapere esattamente cosa. Lo spostamento al centro di Praest nella ripresa non ha giovato. Al centro c'era già ressa di uomini, mancava lo spazio per un lancio efficace, e un uomo appunto come Praest, virtuoso del palleggio ma non portato a semplificare, non poteva dimostrarsi il più adatto nella situazione. Avrebbe servito sempre di più all'estrema. Alle due estreme non ha rinunciato invece il Torino, che pure attaccava a campo generalmente scoperto, o poco sorvegliato. Antoniotti nessuno è stato in grado di controllarlo ed ha fatto quello che ha voluto. Bertoloni, correggendo nella ripresa gli errori di posizione del primo tempo e che erano contrari alle norme dell'ala tornante, ha effettuato discese velocissime; e questo allargamento costante della manovra, pur nell'azione di contrattacco che tenderebbe invece a restringerla, è stata la premessa del raddoppio granata nella ripresa. Va ancora aggiunto, prima di passare alle due fasi decisive dell'incontro che, contrariamente al passato e alla tradizione, la squadra granata è stata delle due la più calma e la più calcolatrice. Più impeto nella Juventus e più controllo nel Torino. Pareva che è e a quest'ultimo cercasse continuamente di limitare la tensione del gioco, di smorzarne gli impulsi, di eliminare i motivi di attrito. C'era una volontà scardinatrice nella Juventus, aizzata dalla resistenza avversaria, e c'era per contrasto nei granata un'attenzione, portata più sul gioco che sugli uomini, una volontà di moderazione, di l'ambiente della per questo che il Torino è riuscito a non perdere mai d'occhio la mèta e ad adeguare sempre il suo gioco allo scopo che si proponeva ed ai mezzi tattici che intendeva impiegare. Come è stato detto, la partita è stata relativamente povera di gioco, abbastanza equilibrata nel primo tempo e di netto prevalenza juventino nella ripresa. Dopo l'azione ricordata del primo tempo, è maturato al 36' il primo gol dei granata. L'azione partiva da Antoniotti sulla destra, Sentimenti III, al limite dell'area, avuta la palla la passava a Buhtz che si era spostato all'estrema sinistra, mentre Bertoloni piegava al centro. Buhtz arrivava fin sulla linea di fondo, a tre o quattro metri dal montante, affiancato da un difensore. Qui egli riusciva a centrare indietro rasoterra Viola mancava uscendo l'intercettamento della palla e Bertoloni segnava a porta vuota. Nella ripresa grande offensiva juventina, discese intermittenti di Corradi, tutti affastellati contro il baluardo difensivo. A tratti controffensive granata, condotte a ritmo moderato, con l'intenzione di guadagnar tempo e di non sprecar nulla. Al 35' bella parata di Viola su tiro di Bacci. Dalla parte opposta situazioni talvolta confuse, proprie dell'arrembaggio, interventi volanti di Rigamonti, troppi uomini per trovare lo spiraglio Antoniotti, Bacci, Buhtz tenevano le fila del contrattacco, mai puntate individuali, sempre la tendenza a tener collegati gli uomini del reparto. Al 42' Colella sbagliava una rimessa laterale sulla sinistra dell'attacco granita. La ripeteva Sentimenti III, la palla andava a Antoniotti, il gioco si allargava, Buhtz appariva solo e smarcato al limite dell'area e subito la palla lo raggiungeva. Fatti due o tre passi, il granata sferrava il tiro rasoterra, Viola era preso di contropiede, la palla batteva ai piedi del montante alla sua sinistra ed entrava nella rete. |
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