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Comunale
28/10/1956
h.15.00
JUVENTUS - TORINO 1-1 (0-1)
Juventus
: Viola, Corradi, Garzena, Emoli, Nay, Oppezzo, Hamrin, Corti, Antoniotti, Colombo, Stivanello. All.: Puppo.
Torino: Rigamonti, Grava, Brancaleoni, Rimbaldo, Grosso, Ganzer, Armano, Bodi, Arce, Ricagni, Tacchi. All.: Baldi.
Arbitro: Righi di Milano.
Reti: Arce 7' (T), Conti 86' (J).
Spettatori: 53.000 circa.
Note: Tempo buono, giornata di sole, campo in ottime condizioni, calci d'angolo 7-0 per la Juventus. In tribuna è presente il D.T. della Nazionale, Pasquali.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 29 ottobre 1956]
Quello stato di parità fra i due contendenti che aveva fatto da substrato all'incontro, ha finito per trovare rispondenza anche nel risultato. Il quale è equo, e non dice menzogne. Ma, sotto ogni altro aspetto, la sola persona che abbia diritto a dichiararsi contenta di come siano andate le cose, è il cassiere della Juventus: il quale ha portato nelle casse della sua società, un bel gruzzolo. Non ha soddisfatte l'arbitro, che si è dimostrato, in modo anche notevole, insufficiente alla bisogna. E sono mancate alla prova ambe le squadre in fatto di lavoro costruttivo: l'una per rinuncia, l'altra per incapacità. Ed il giuoco è stato di bassa e povera qualità, anche se di tono vivace, e non è piaciuto a nessuno. La giornata, inaspettatamente bella come tempo e come clima, è stata una cosa da poco come tecnica in specie e come sport in genere. La partita, in complesso, non merita i voti della sufficienza. Il giuoco ha fatto perno su una rete segnata di sorpresa ed in inizio di partita, dall'undici che aveva veste di ospite, il granata. Un tocco dell'ala sinistra Tacchi, venuto verso il centro, a Ricagni, un pronto e preciso passaggio raso terra di questi ad Arce, che si era portato sulla sinistra, ed una immediata risposta del ''guarani'' a mezzo di un tiro di destro, dal basso in alto, violento, improvviso e preciso all'estremo. Volando trasversalmente da sinistra verso destra, la palla è andata ad insaccarsi nell'angolo alto della rete dietro la schiena di Viola, che non ha potuto nemmeno accennare ad un tentativo di parata. Un punto ottimo come azione e come conclusione. Una specie di sprazzo luminoso nel grigiore che doveva seguire. Subito, il Torino si dedicava alla difesa del vantaggio conseguito. Già in apertura di incontro, aveva fatto abbandonare alla mezz'ala destra Badi il compito di attaccante, allineandolo in posizione arretrata come un centro mediano metodista. Ora, cercava di rinforzare ancora il suo settore di retroguardia, chiamando indietro anche l'ala destra Armano. Così, dopo qualche ulteriore sprazzo di Arce e di Ricagni, la prima linea del Torino si svuotava di mezzi e di possibilità. Ed il giuoco prendeva a gravitare verso l'area di rigore degli ospiti, Muro difensivo granata contro disordinate ed inconcludenti ondate offensive bianconere. Al 20° minuto, partiva eccezionalmente dal piede di Conti un gran tiro a mezza altezza. Nella ressa, Ganzer, che si trovava sulla traiettoria deviava nettamente col gomito, e Rigamonti poteva finalmente allontanare il pericolo. I giuocatori della Juventus reclamavano ad alta voce ed insistentemente la punizione massima, ma l'arbitro faceva orecchie da mercante. Ed allora si prendeva a giuocare schiettamente male, da una parte badando essenzialmente a rompere e ad arginare, e dall'altra premendo sull'avversario in modo convulso e privo di costrutta. Diventavano frequenti i ripicchi, ed il giuoco si infiorava di una quantità di falli e scorrettezze. L'arbitro lasciava fare: in tutto e per tutto richiamava all'ordine un paio di volte il granata Bodi che di complimenti proprio non ne faceva con nessuno. Il Torino in testa per una lunghezza al riposo di metà tempo. Alla ripresa, il tono del giuoco di cui si è detto, si accentuava maggiormente ancora. Schieramento irriduicibilmente chiuso da parte del Torino, che dalla sua arca di rigore non si muove ed a mala pena di tanto in tanto scaglia in avanti come aculei o Arce o Ricagni o Tacchi, o tutti tre. In due di queste occasioni però, per un soffio non aumenta il suo vantaggio. E' prima Ricagni, che, ricevendo un centro da Tacchi colpisce male la palla a pochi metri dilla rete. E' Arce poi - che fermato una quantità di volte per ''fuori giuoco'' reali od inesistenti - riesce a filare via da solo, e viene bloccato fortunosamente da una precipitosa uscita di Viola. Per tutto il rimanente del tempo è la Juventus che domina. Ad un certo punto la pressione esercitata dai bianconeri sulla rocca granata prende forma di un vero assedio, con tiri da tutte le parti. Tiri in maggioranza sbagliati però. Oppezzo ne manca uno in modo madornale, e Hamrin, che, in cerca di lavoro, si intrufola prevalentemente al centro, colpisce un montante da posizione difficilissima. A voco a poco, coll'intenso e duro lavoro a cui è chiamata, la difesa del Torino comincia a dare segni di nervosismo, e si sconnette: stretto fra due avversari. Conti viene malamente atterrato in area. Grosso e Grava reggono ancora magistralmente però, ed i minuti passano senza che il risultato subisca modificazioni. Finché, quasi inaspettatamente, a tre minuti dal termine, e quasi di prepotenza, la Juventus sfonda e pareggia, All'altezza del montante sulla sinistra di Rigamonti, Hamrin coglie in titubanza due avversari e serve di precisione Conti. Questi sgattaiola avanti e rabbiosamente e dal basso in alto spara diritto davanti a sé. Nulla da fare per il portiere, così a bruciapelo. Uno a uno. Con Antoniotti che sfiora la vittoria proprio negli istanti finali. Meglio così. Che la vittoria piena con una partita simile non la meritava né l'una squadra né l'altra. E la gran folla.. Sfolla: non malcontenta del risultato che non danneggia nessuno, ma col muso lungo per il giuoco a cui ha assistito. Un derby di bassa lega: con tre giuocatori per parte, di rilievo su tutti: Grosso, Grava e Ricagni di qua, Conti, Emoli e Corradi di là.