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Filadelfia
20/01/1957
h.14.30
TORINO - LAZIO 0-1 (0-1)
Torino
: Rigamonti, Cuscela, Brancaleoni, Ganzer, Grosso, Rimbaldo, Arce, Armano, Jeppson, Ricagni, Tacchi. All.: Liberti e Ussello.
Lazio: Lovati, Molino, Eufemi, Carradori, Pinardi, Moltrasio, Muccinelli, Tozzi, Vivolo, Burini, Selmosson. All.: Carver.
Arbitro: R.Pieri di Trieste.
Reti: Selmosson 17'.
Spettatori: 15.000 circa.
Note: Terreno gelato, cielo sereno, temperatura freddissima, calci d'angolo 8-3 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 21 gennaio 1957]
Battuto sul proprio campo dalla Lazio il Torino è ora ultimo in classifica (alla pari con la Spal). Risultato dell'incontro e posizione in graduatoria sono però in contrasto con il comportamento della squadra granata. Ieri il Torino avrebbe meritato il pareggio: non ha sfigurato di fronte alla compagine miliardaria, si è visto negare un goal che parecchi hanno giudicato buono e soprattutto ha lottato con slancio, terminando con un crescendo quasi commovente per la volontà dimostrata da tutti. Perfino i difensori Grosso e Cuscela erano avanzati tra gli attaccanti, alla ricerca del pareggio. La rete granata sembrava sempre essere a portata di piede: all'ultimo momento un falso rimbalzo, una prodezza di Molino e del sorprendente Eufemi, l'indugio di une maglia rossa facevano sfumare l'occasione. Il risultato è rimasto così negativo: 0-1. Ha deciso l'incontro un goal realizzato da Selmosson dopo un quarto d'ora o poco più di gioco. E' stato un goal complicato, nato da un indugio dei difensori granata. Certe volte un bel rimando alla provinciale, un calcione che fa volare la palla da un'area all'altra, vale più dei passaggi ultra-precisi. Cuscela e Armano hanno invece preferito lavorare in finezza. Un tocco qui, un tocco là. E' andato a finire che Vivolo, centravanti arretrato e regista abilissimo, si è visto arrivare la sfera, proprio sul piedi. L'ex-juventino e attuale capitano della Lazio si è messo allora a scartare un avversario dopo l'altro. Il terreno era gelato. Vivolo pareva un pattinatore. Giunto in area, l'asso del dribblino ha servito Selmosson ed il tiro dello svedese è stato immediato ed efficace, Con la palla in fondo alla rete non termina però la descrizione del goal. Occorre aggiungere che - secondo molti spettatori, noi compresi - la sfera ha urtato contro una gamba, rallentando la traiettoria ed ingannando così il portiere, il quale si è visto infatti passare il pallone sotto il corpo. Va detto inoltre che lo stesso Rigamonti non è in condizioni fisiche perfette. Secondo notizie non proprio ufficiali ma di ottima fonte, l'estremo difensore del Torino lamenta da tempo un indolenzimento al ginocchio. Scatta quasi soltanto con la gamba destra. In simili circostanze i tuffi risultano imperfetti. Cosi è avvenuto ieri ed il Torino ha pagato cara la disavventura, anche se dopo di essa ha attaccato a lungo. Al trentesimo minuto Arce avrebbe potuto pareggiare, ma il suo tiro è terminato alto; al 33' si è visto Muccinelii (sempre attiva e preziosa la minuscola ala destra!) diventare all'improvviso terzino e salvare su Jeppson. Poco dopo Ricagni, lanciato da Tacchi ha avuto tempo di fermarsi, di prendere la mira e di vedere lo scattante Lovati fermare il bolide. La Lazio dominava a metà campo, ma le maglie rosse insistevano all'attacco. Al 40' si è verificato ''forse'' il pareggio. Diciamo forse perché il goal non è stato convalidato dal direttore di gara e dalla tribuna nessuno e in grado di dire, in certe occasioni, se la palla ha varcato o no la linea bianca. Già una volta abbiamo fatto rilevare la necessità dei giudici di goal nelle partite, specie in quelle di serie A. Tale istituzione è però ben lontana da essere realizzata. Slamo in regime di libertà (per l'arbitro) e le discussioni che avvengono almeno in una gara su tre a proposito delle reti o non reti convalidate servono a mantenere vivacità nell'ambiente del calcio, non ad altro. Nel caso del Torino, ad ogni modo, i fotografi che erano seduti a pochi metri dalla porta sono tutti concordi nell'affermare che il goal si è verificato. Questo, però, non conta assolutamente nulla. L'arbitro ha sentenziato no e per regolamento sul campo egli solo vede bene. Ed ecco come è avvenuta questa complicata e discussa azione. Quarantesimo minuto: su corner, Ricagni centra dalla bandierina, Rimbaldo devia di testa, Lovati para, ma pressato da Armano, finisce a terra e perde la palla. In una confusione indescrivibile di maglie azzurre e granata arriva di corsa Eufemi a dare il primo colpetto salvatore. Carradori rinvia poi decisamente. A braccia alzate i granata reclamano la rete. Ganzer corre perfino a chiedere la testimonianza del segnalinee, ma questi si guarda bene.. dall'entrare in polemica con l'arbitro. Si continua, mentre i carabinieri corrono a far barriera, contro le palle di neve lanciate da qualcuno dei popolari. La bufera, per fortuna si placa ben presto. Nella ripresa, al primo minuto. Tacchi colpiva il palo, al secondo Lovati parava sullo stesso Tacchi (magnifico il senso della posizione del portiere laziale) e finalmente al 18' la Lazio conduceva un'azione veramente pericolosa. Muccinelli, che nel suo utile girovagare si era portato in quel momento al centro del campo, schizzava tra Cuscela e Brancaleoni. Rigamonti usciva e col piede poteva rinviare. La palla, però, giungeva a Tozzi completamente solo. Da questo asso del Palmeiras giunto in Italia preceduto da una grande fama ci si aspettava una partita spettacolare. Humerto è stato invece modesto. Forse non è abituato ai terreni gelati. Fatto sta che anche in questa occasione ha deluso. Il suo tiro precipitoso è finito su Grosso ed il centromediano ha potuto liberare. Al 28' si aveva l'unico episodio animato, quando Jeppson entrava duramente su Lovati ed il portiere reagiva. Moltrasio e Molino, entrambi ex-granata, erano i primi a calmare il compagno ed a riportare l'incontro nell'abituale clima di simpatica correttezza. Il Torino rispondeva con una volata di Tacchi il quale attirava su di sé due difensori e passava poi a Ricagni. Il Petisso saltava per colpire di testa ma sfiorava soltanto la sfera. Ricagni è alto 1,67. Se avesse avuto tre centimetri di più di statura avrebbe segnato senz'altro. Selmosson, nell'altra metà campo, riceveva un abbraccio da Cuscela che non voleva vedersi sfuggire l'avversario, poi tutti i granata si proiettavano in avanti per l'ultimo serrate. Tiri di Tacchi, una deviazione di Jeppson, un bel passaggio di Grosso e molte mischie in area laziale. Il pareggio non è venuto. Il Torino deve ora reagire alla brutta situazione in cui si trova, anche se ha davanti a sé un difficile calendario. Ieri, oltre a Grosso e Tacchi, hanno tenuto bene Arce (che però è troppo irruento e impreciso nella mira), Ganzer, e le due mezze ali. Jeppson è apparso in leggera ripresa e Cuscela, che rientrava dopo un anno di assenza, ha avuto un quarto d'ora di ambientamento poi ha formato con Brancaleoni una efficace coppia di terzini. Nella Lazio Molino, Lovati, il giovane Eufemi, Pinardi, Moltrasio, Vivolo, Selmosson, Muccinelii, hanno giostrato bene nel tourbillon imposto forse dall'allenatore Carver forse dalle circostanze. Come individualità, queste vecchie conoscenze del pubblico torinese - tolti Eufemi e Selmosson - hanno ormai un valore ben definito. Come insieme non si può dire invece, che essi riescano a produrre un gran gioco. Si ha l'impressione che la Lazio non abbia ancora raggiunto un rendimento pari alle sue possibilità.