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Filadelfia
10/03/1957
h.15.00
TORINO - ROMA 1-0 (1-0)
Torino
: Rigamonti, Grava, Cuscela, Rimbaldo, Ganzer, Fogli, Armano, Jeppson, Ricagni, Bortoloni, Tacchi. All.: Marjanovic.
Roma: Tessari, Cardoni, Losi, Giuliano, Stucchi, Venturi, Ghiggia, Pistrin, Nordhal III, Da Costa, Lojodice. All.: Sarosi.
Arbitro: Rigato di Mestre.
Reti: Jeppson 28'.
Spettatori: 23.000 circa.
Note: Cielo coperto, temperatura mite, terreno in buone condizioni, calci d'angolo 4-2 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa dell' 11 marzo 1957]
Anche questa volta, come otto giorni fa, bisogna distinguere: il risultato è una cosa e il gioco un'altra. Come massa di manovra spiegata e come situazioni create, il Torino meritava una vittoria ben più larga.. E' stato all'attacco ottanta minuti su novanta, ha impresso al gioco un ritmo assillante e sfiancante, ha creato occasioni che né per numero né per pericolosità hanno avuto l'eguale da parte degli avversari. Pesano sul risultato, da parte della Roma, le due occasioni mancate in modo fenomenale da Nordahl solo davanti al portiere e quella mancata da Lojodice nel finale della partita; da parte del Torino pesano invece i due rigori negati e, come abbiamo detto, le occasioni mancate, o salvate, proprio sulla soglia della rete. Né si dica che i due rigori c'erano solamente nella nostra fantasia e che se l'arbitro non li ha concessi significa che gli estremi mancavano. Falli grossi così, chiari, assolutamente non contestabili. L'arbitro ha sorvolato. Ogni arbitro adotta un proprio criterio che non si richiama ad alcuna disposizione ma unicamente al suo giudizio personale. Bisogna aver fortuna anche nell'imbattersi nell'arbitro buono e questa volta il Torino non ha avuto fortuna. Questo diciamo unicamente per quanto riguarda i rigori, che per il resto, come nostra consuetudine, non facciamo obiezioni ritenendo ogni giudizio perfettamente inutile. La Roma è stata pericolosa solamente all'inizio dell'incontro, poi il suo gioco andò calando, o meglio si trasferì dall'attacco alla difesa che restò quasi continuamente sovraccarica di lavoro, salvo saltuarie reazioni e nella fase finale del gioco in cui, per merito principale di Ghiggia, sfiorò addirittura il pareggio. La squadra giallorossa ripiegò quando cominciò a lievitare il gioco dei granata, storditi un poco questi ultimi nei primi minuti no, ma poco c'è mancato. Si è battuto con slancio, tuttavia le due situazioni di cui ha potuto usufruire Nordahl e le incursioni di Ghiggia nel finale effettuate senza nemmeno unii parvenza di marcatura, stanno a denunciare sfasamenti difensivi che, per quanto occasionali, non sono stati per questo meno gravi. Per fortuna la Roma aveva ieri un attacco che cosi sommario non dev'essere stato mai, le cui virtù si fermavano al palleggio e che non aveva risorse nelle fasi conclusive, tanta che Rigamonti è stato sempre chiamato al lavoro su palloni lunghi, cioè in fasi tattiche di gioco non compiute, o nemmeno iniziate. E questo va anche a lode della difesa granata il cui non gravoso lavoro è stato generalmente sbrogliato quando una minaccia diretta non aveva ancora potuto profilarsi. Il numero uno, in campo granata, spetta di diritto a Ricagni per la mole e più ancora, per l'intelligenza del lavoro svolto, il numero due lo diamo a Fogli il quale ha rivelato un tempismo, una sicurezza di palleggio e un senso del gioco da suscitare l'ammirazione. Ottimo Ganzer, preciso negli interventi e pulito, ci pare che l'arbitro l'abbia ammonito per un abbraccio a Da Costa lanciato verso la rete; ma gli abbracci non sono calci e non fatino male a nessuno. Ottimo Grava, impegnato fino al collo Cuscela contro.. Ghiggia, ma che ha però avuto il torto nella ripresa di dar via libera al suo pericoloso avversario il quale avrebbe dovuto essere marcato in questo tempo da Fogli che ha però altro temperamento e altro, istinto. Morale: Ghiggia ha fatto nella ripresa quello che ha voluto e la fortuna è che la spinta aggressiva del Torino tenesse lontano l'attacco giallorosso il quale poté avanzare solo saltuariamente. In crescendo Armano, buono nel primo tempo ma stanco nella ripresa Jeppson, disorientato o in cattiva giornata o fuori posto Bertoloni, e saltuario Tacchi il quale entusiasma quando è in vena ma abdica facilmente e sciupa troppi palloni quando il gioco non gli va più o ha qualcosa di traverso. Abbiamo detto dell'inizio minaccioso della Roma. Era appena trascorso un minuto di gioco quando, su passaggio di Ghiggia, Nordahl veniva a trovarsi la via aperta verso la rete ad una trentina di metri. Giunto in area tirava mentre il portiere gli usciva incontro, ma fra la sorpresa generale la palla finiva lenta a lato rasoterra. L'offensiva dei giallorossi durava una decina di minuti, quindi il Torino cominciava a risalire. Al 19' punizione contro la Roma e, nel seguito dell'azione, tiro di Fogli respinto di testa da Stucchi a pochi metri dalla rete. Poi fuga di Ghiggia con alle costole Cuscela e tiro bloccato da Rigamonti. Il goal maturava al 28' con una azione di Tacchi il quale, anziché fuggire in profondità, piegava ad angolo retto al centro cedendo quindi la palla a Ricagni che si affrettava a passarla a Jeppson. A venti metri dalla porta avveniva un rapido scambio Jeppson-Armano, bello per rapidità di esecuzione, e il primo sbucato dalla cortina difensiva e raccolto il secondo passaggio di Armano, batteva Tessari con un tiro diagonale rasoterra. La reazione della Roma non fu cosi aggressiva come ci si attendeva. Gioco vibrante, interesse sempre teso, manovra fitta. Il goal di Jeppson può essere definito un goal storico perché è il primo che lo svedese segna in questo campionato. Al 24' su un errore di Cuscela, nuovamente Nordahl veniva a trovarsi lanciato verso la rete senza più alcun ostacolo di fronte. Si ripeté la scena di prima: Rigamonti si mosse per venirgli incontro, lo svedese tirò e la palla fini a lato. Nel secondo tempo il Torino riprese gli assalti con immutato vigore. Niente difesa della vittoria ma attacco a fondo. Al 9' un centro di Bertoloni era intercettato in area dal braccio alzato di Cordoni. Accenni di proteste, ma si era ancora nel vivo dell'azione e la foga della lotta fece sfumare la reazione. L'attacco insisteva. Al 14' gran mischia davanti alla porta di Tessari e salvataggi prima di Cardani, poi di Venturi. Cinque minuti dopo Ricagni filtrava in area ed era ormai a pochi metri dal goal quando Cordoni con una spinta da tergo lo mandava a rotolare a terra. Nella caduta finiva su Tessari che era uscito e restava malconcio, tanto che dopo essersi adagiato in fondo alla rete, doveva essere portato fuori. Naturalmente, l'arbitro non aveva visto niente. Tiro di Jeppson alto al 30', quindi al 36' incursione di Tacchi che serve Bertoloni ma l'azione svanisce. Parte ora Ghiggia per due volte nello spazio di pochi minuti: tiro alto nella prima e centro teso nella seconda. In quest'ultima azione rione pare debba tirare Nordahl ma egli cede la palla a Lojodice che è solo, ma il tiro sorvola la traversa. A due minuti dalla fine un'occasione e perduta da Armano e la partita finisce con i granata all'attacco.