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Filadelfia
17/03/1957
h.15.00
TORINO - JUVENTUS 4-1 (2-0)
Torino
: Rigamonti, Grava, Cuscela, Rimbaldo, Bodi, Fogli, Armano, Jeppson, Ricagni, Arce, Tacchi. All.: Marjanovic.
Juventus: Viola, Corradi, Garzena, Emoli, Nay, Montico, Hamrin, Boniperti, Antoniotti, Conti, Stivanello. All.: Puppo.
Arbitro: Bernardi di Bologna.
Reti: Armano 19' (T), Jeppson 33', 86' (T), Tacchi 54' (T), Montico 88' rig. (J).
Spettatori: 36.000 circa.
Note: Giornata calda, terreno in buone condizioni, ammoniti Cuscela, Arce, Emoli e Nay, calci d'angolo 5-2 per la Juventus. Stadio Filadelfia esaurito in ogni ordine di posti: si calcola che circa 8.000 persone siano rimaste fuori senza biglietto.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 18 marzo 1957]
Nel derby torinese l'equilibrio e durato una decina di minuti. Giusto il tempo per vedere una uscita coraggiosa di Viola su Jeppson ed un centro di Hamrin deviato di testa da Conti. Centro preciso, deviazione acrobatica e bersaglio mancato. A questo punto i granata hanno ritrovato il ritmo sorprendente, che caratterizza ti loro girone di ritorno. Nella prima metà del campionato ogni partita del Torino finiva in un vicolo cieco: nella seconda tutte le gare terminano bene. La ''ex-squadra in crisi'' ha ottenuto due pareggi, si è fermata, battuta solo per uno a zero di fronte ai campioni d'Italia della Fiorentina, ed ha infilato poi quattro vittorie consecutive. Non si tratta di prodigi. Nel calcio non ne esistono specialmente in serie: si tratta - riteniamo - di buona preparazione e di accorte disposizioni tattiche. Dai punto di vista tecnico la marcia verso la salvezza è stata guidata da due persone: Amandola, preparatore ginnico, e, più tardi, Marjanovic, trainer di valore. E' stato appunto l'attaccante di metà campo ''inventato'' dal jugoslavo a dare ieri il la all'offensiva granata. Assente Grosso, causa il noto malanno al ginocchio, non era facile trovare il sostituto. Marjanovic ha affidato l'incarico a Ricagni e questi l'ha svolto con intelligente disciplina. L'italo-americano nella zona centrale del campo, Bodi per la prima volta in vita sua centromediano, Fogli un giovane sicuro di sé e Jeppson, ritornato in forma fisica soddisfacente, sono stati gli elementi su cui si è basata la vittoria del Torino. L'undici granata ha preso a girare in modo continuo spinto appunto da questi giocatori, mentre quello avversario tradiva nell'affanno i suoi difetti di funzionamento. Non è stato sufficiente ai bianconeri riavere Viola, Boniperti, Emoli, Hamrin, Conti e Antoniotti. I calciatori che rientrano devono gradatamente riabituarsi al gioco da campionato. E poi qualcosa non andava nel gioco slegato dei juventini; lo si è visto presto. Al nono minuto Viola ha potuto parare una punizione tirata a tutta forza da Arce, ma al 12' non è riuscito, nonostante la sua bravura, ad evitare il goal. Arce ha passato a Jeppson che, in piena corsa, con un intelligente tocco all'indietro, ha spiazzato la difesa bianconera. Armano si è trovato solo e libero di calciare. Il sinistro non è il suo piede preferito, ma nell'occasione l'alessandrino non ha esitato: colpo preciso e palla in rete. In gare dall'andamento tutto particolare quali i derby il primo goal produce due effetti: o suscita la reazione impetuosa dei battuti o rende più tranquilli i vincitori. La Juventus ha provato a rimontare lo svantaggio. Una sola volta ha sfiorato il successo, quando Conti ha servito Stivanello e questi, nell'effettuare una difficile girata, è scivolato. Poco dopo i juventini subivano una seconda e praticamente decisiva segnatura. Il derby si tingeva in granata. La palla filava da Arce spostatosi alla sinistra a Jeppson e questi con una stangata di sinistro spediva la sfera a battere sotto la traversa e oltre la linea bianca. Due a zero: a meno di capovolgimenti imprevedibili la Juventus di ieri non poteva certo risalire simile svantaggio; difatti non c'è riuscita. Tuttavia ha sempre lottato a viso aperto. Dopo un battibecco Cuscela-Emoli (nulla di grave) al 39' Corradi lanciava Boniperti, che veniva fermato bruscamente da Bodi in area. L'arbitro non fischiava il penalty, anche perché aveva visto Antoniotti completamente libero impossessarsi del pallone. Il fortissimo tiro del numero 9 juventino veniva bloccato da Rigamonti. Jeppson e Viola, a parti invertite, rispondevano a questa doppia prodezza: puntata dell'attaccante in maglia granata; parata in due tempi del bianconero. Intervallo. La folla ondeggia sulle gradinate. Ha seguito con tanta passiono il derby da non accorgersi quasi di essere pigiata in moda pauroso. Ora ciascuno cerca di farai largo, vana impresa: ogni centimetro quadrato dello stadio di via Filadelfia è esaurito. I più fortunati sono coloro che hanno trovato posto sui balconi delle case di fronte. Si riprende e Tacchi, su passaggio di Arce, mette l'alt alle ultimissima speranze juventine. Il suo tiro potente scuote con violenza la rete. E' il nono minuto; i bianconeri reclamano il fuori gioco, ma l'arbitro convalida. La cronaca può ora essere ridotta a pochi spunti essenziali. Tra questi, spiacevole l'intervento falloso di Arce, ad azione ormai ferma per fuori gioco, su Viola, che aveva parato a terra, Jeppson nella stessa offensiva aveva saltato il portiere: il ''guarany'' inutilmente ha giocato deciso e si è preso una salva di fischi. Protestavano perfino i granata. A sollevare il tono della gara provvede al 41' proprio Jeppson, un Jeppson tipo ''signor 105 milioni'' come era chiamato tempo fa a Napoli, quando, in grandi condizioni, entusiasmava i partenopei che appunto l'avevano acquistato per tale cifra. L'attaccante granata, ricevuto un passaggio da Armano, scarta in velocità Garzena, Nay e Viola e accompagna la sfera nella porta vuota. La formazione bianconera non cede ed a tre minuti dal termine ottiene il premio della sua tenacia. Cuscela commette in area un mani. Montico realizza il penalty. Magra consolazione in una partita nella quale il Torino è stato un grande Torino e la Juventus una ''mezza Juventus'', Così, con felice sintesi e con sportività, ha commentato l'incontro un dirigente bianconero.