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Filadelfia
15/09/1957
h.16.00
TORINO - ALESSANDRIA 0-0
Torino
: Rigamonti V., Grava, Brancaleoni, Bonifaci, Ganzer, Bearzot, Armano, Fogli, Ricagni, Russi, Bertoloni. All.: Marjanovic.
Alessandria: Stefani, Nardi, Giacomazzi, Marcellini, Pedroni, Traverso, Castaldo, Vitali, Vonlanthen, Tagnin, Savoini. All.: Robotti.
Arbitro: Famulari di Messina.
Reti: -
Spettatori: 20.000 circa.
Note: Al 36' espulsi Nardi, Giacomazzi e Russi dopo una furibonda rissa che ha visto coinvolti quasi tutti i giocatori in campo.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 16 settembre 1957]
Se, su una partita dei tipo di quella alla quale si è assistito ieri sul campo del Torino, fosse possibile di riferire con un resoconto di poche linee - poche linee, in cui si dicesse che il risultato e stato nullo, ed il contenuto tecnico meno ancora che nullo, tanto che è bene non parlarne affatto - sarebbe una gran bella cosa: forse la migliore che al riguardo si potrebbe fare. Ma il lettore ha pure i suoi diritti; e fra questi sta quello di apprendere come si sia giunti al nulla. Ed allora bisogna ripetergli schietto che il giuoco svolto dalle due squadre è stato peggiore ancora - e peggiore di molto - di quanto non dica il risultato. In tutto il senso del termine il giuoco esso è stato brutto, specialmente in quello del comportamento morale e disciplinare dei giuocatori. La storia, dell'incontro si potrebbe condensare in poche espressioni: si è incominciato così così, senza infamia e senza lode, poi, ad un dato punto, si è passati direttamente alle scorrettezze. Ad una decina di minuti dalla fine del primo tempo, si è incorsi senz'altro alle vie di fatto: calci e pugni fra gli uomini delle due parti in causa. Come conseguenza, tre espulsi dal campo, due dell'Alessandria ed uno del Torino. Alla ripresa ogni cosa è andata tecnicamente a scatafascio: il Torino ha attaccato nel modo più disordinato e cervellotico che immaginare si possa, di modo che, pur giuocando con dieci uomini contro nove, non è riuscito a far maturare una - diciamo una nel senso assoluto della parola - situazione da rete. E l'Alessandria, contrattaccando con due uomini soli - il centravanti e la mezz'ala destra - ogni volta, che ha potuto, qualche grattacapo, che poteva anche diventare grosso, a Rigamonti e compagni ha finito per darlo. Di particolari degni di rilievo, la partita, se si eccettuano gli incidenti, non ne ha avuto. Il suo periodo di giuoco meno scadente, il Torino lo ha avuto nei minuti iniziali della gara. Allora esso avrebbe potuto anche segnare, o su qualcuno degli spunti individuali, o su quella lunga mischia avvenuta in piena area di rigore a seguito di un centro che mobilitò mezza dozzina di uomini per parte. Non ne fece nulla. Il granata avevano creduto di rimediare all'assenza di Bacci, feritosi in allenamento, chiamando in campo il giovane Russi come mezz'ala sinistra Bisogna dire che il nuovo venuto ha messo in mostra ben poco all'infuori della sua struttura atletica. Non ne ha azzeccata una, confermando che la atmosfera di un incontro di campionato è ben diversa da quella di una partitella di preparazione. Si tirò avanti alla belle meglio fino ad una decina di minuti dal riposo di metà tempo. Fu allora che avvenne il fattaccio. Il Russi aveva cercato di farsi luce sulla sinistra, in un'azione che poco aveva di corretto da una parte e dall'altra. Rimasto tagliato fuori per un'istante dall'azione stessa, il terzino destro alessandrino, Nardi, rincorreva il granata, e gli sferrava: un gran calcio: così, a gamba tesa, apertamente, in vista di tutti. Immediato comizio di giuocatori granata e grigi, nel vivo dei quale piombava, dopo di avere attraversato di corsa metà della larghezza del campo, l'altro terzino alessandrino, Giacomazzi. Senza per tempo in mezzo l'ex-internazionalista sferrava un pugno in viso a Bertoloni. E questi, per completare la scena pugilistica, si gettava a terra quando poteva benissimo rimanersene in piedi. Un pandemonio che durava qualche minuto, fra botte vere e lesioni finte. L'arbitro risolveva la intricata situazione facendo rientrare negli spogliatoi Russi da una parte e Nardi e Giacomazzi dall'altra. Ed il primo tempo terminava con un altro alessandrino che sferrava un gran colpo di testa nello stomaco a Ricagni, proprio sulla linea del fallo. Quando il giuoco ricominciava, l'Alessandria chiamava un po' tutti, ma principalmente i due mediani laterali a riempire il vuoto lasciato dall'espulsione dei suoi due terzini. Come già nel primo tempo, i grigi giuocavano con un difensore volante, ma essenzialmente coll'area di rigore piena zeppa di uomini, nei momenti del pericolo. In prima linea non rimanevano che due elementi, Vonlanthen e Vitali. Col Torino tutto proteso in avanti, a maglie della difesa allentate ed allargate, lo svizzero, che ha bisogno di spazio in cui muoversi, si trovava a suo agio, ed effettivamente diventava l'autore dell'unica occasione da rete presentatasi alle due squadre in tutta la partita: un bel colpo di testa, su centro dell'ala destra, che mandava la palla a finire a filo del montante, fuori bersaglio. Minuti appresso Vonlanthen ancora veniva atterrato un paio di metri fuori area, mentre stava piombando su Rigamonti a grandi falcate. Questo, mentre i granata premevano convulsamente e non riuscivano a sferrare nemmeno un tiro che veramente meritasse la qualifica di pericoloso. E così, il misero spettacolo terminava senza vincitori né vinti. Cioè, un mezzo vincitore c'era, come sempre avviene in simili casi. La squadra ospite, che aveva giocato più di metà del tempo con nove uomini contro dieci, e che aveva fatto quanto di più brutto, moralmente, l'incontro aveva prodotto, e, nello stesso tempo quanto di meno scadente tecnicamente, esso aveva fornito. Da mesi - dai momenti del pericolo della scorsa stagione - non avevamo più visto un Torino così disordinato e scombussolato. Molto dì meglio di quanto ha ottenuto, esso non meritava. E la gara in sé è stata una cosa da fare pietà, senza che una ragione al mondo spieghi il perché di tanto nervosismo in campo ed attorno al campo.