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Filadelfia
29/09/1957
h.16.00
TORINO - ROMA 0-0
Torino
: Rigamonti V, Grava, Bertoloni, Bearzot, Ganzer, Fogli, Armano, Bonifaci, Ricagni, Santelli, Russi. All.: Marjanovic.
Roma: Panetti, Griffith, Corsini, Guliano, Stucchi, Magli, Ghiggia, Menegotti, Secchi, Da Costa, Morbello. All.: Busini e Stock.
Arbitro: Pieri di Trieste.
Reti: -
Spettatori: 17.000 circa.
Note: Tempo coperto, cielo grigio e temperatura mite, terreno in uone condizioni, calci d'angolo angoli 8-5 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 30 settembre 1957]
Zero a zero anche contro la Roma. E' il terzo punteggio del genere ottenuto dal Torino in quattro giornate di campionato. L'assenza di Arce, Bacci e Tacchi spiega la mancanza di goals all'attivo. All'attacco che non realizza non si può chiedere di più. Ieri, per esempio, con elementi in prima linea più positivi dei giovani Santelli e Russi la formazione varata da Marjanovic avrebbe superato una Roma stranamente incerta e disordinata. E' vero che la colonna delle occasioni sfuggite ai granata si bilancia con quelle che Da Costa e Secchi hanno perso, ma il particolare, se mai, rappresenta la controprova del fatto che il Torino 1957 è (anzi sarà), un'ottima squadra non appena potrà scendere in gara al completo. La stessa Roma lo ha dimostrato attenendosi fin dal fischio d'inizio ad un inatteso schieramento prudenziale, Menegotti era quasi sempre al centro del campo, i laterali restavano arretrati; soltanto Da Costa e Secchi puntavano a rete. Delle ali, Ghiggia appariva l'ombra sbiadita dì se stesso e Morbello riceveva tanta considerazione quanta ne era riservata alla bandierina del corner. L'ex alessandrino, scattante e ansioso di esordirò bene in serie A, avrebbe meritato una maggior attenzione. Con un simile attacco l'undici romano non poteva certo infastidire i torinesi. Questi d'altra parte, hanno accettato come un regalo lo stile difensivo tanto più che il loro esordiente tandem di sinistra aveva chiaramente bisogno di tempo per vincere l'emozione dell'esordio. Prima metà gara, dunque, incolore. Non è più interessante una pista di bob in pieno agosto, quando il ghiaccio e i bolidi lanciati in velocità, sono un ricordo. Soltanto Fogli, che emergeva su tutti per classe sicura e autorità indiscutibile dava vita a fasi apprezzabili. Da segnalare pure, anche se non è una novità in senso assoluto, la buona prova dell'ala sinistra Bertoloni nel ruolo di terzino. A Milano, nella prima partita di campionato l'estroso toscano aveva fatto addirittura il portiere per una decina di minuti salvando la rete con una parata sorprendente. Come difensore d'ala Bertoloni aveva già giocato in passato e sempre contro avversari di nome quali Julinho, Ghiggia, Cervellati e Muccinelli. Il suo brillante comportamento non ha quindi stupito. Ha meravigliato invece l'assoluta sicurezza con cui ha dominato un Ghiggia. Il romano, appannato nello scatto e non troppo servito era un avversario sonnecchiante, ma non si poteva prenderlo alla leggera. Bertoloni ha gettato sul tappeto esperienza, senso della posizione e piazzamento. Ha vinto il suo duello, senza discussioni La prontezza dell'ala-terzino ha saldato l'unico punto su cui era logico avere dubbi. Per il resto Rigamonti, Grava e Bearzot sono stati pienamente all'altezza della situazione. Di Fogli si è detto. Per Ganzer merita sottolineare che in novanta minuti ha commesso un solo errore. In tutti gli altri interventi è stato stupendo. Merito suo e merito delle disposizioni tattiche che gli concedevano l'appoggio di Bearzot o di Fogli a seconda delle circostanze. (L'allenatore Marjanovic si conferma sempre più il ''numero uno'' del Torino data la saggezza con cui dirige la squadra). Della cronaca del primo tempo nulla di notevole da segnalare. Sola nota di colore quella portata da Pieri, giunto da Trieste appena in tempo per cambiarsi e fischiare il via con sei minuti di ritardo. Il contrattempo dell'arbitro, per poco, non faceva terminare l'incontro al buio, poiché il cielo si è oscurato di colpo. La partita tuttavia è terminata regolarmente, sebbene qualcuno temesse un rinvio per oscurità come era avvenuto sabato nei campionati di tennis. In quanto a spettacolo la ripresa è stata in contrasto con l'aspetto meteorologico. Chiara, vivace, interessante. Roma e Torino si sono dati battaglia e le occasioni da rete si sono alternate. Ha dato il via alle emozioni la squadra diretta da Busini-Stock ed a quanto si è visto dalle tribune anche da Menegotti e dal medico sociale, che pure impartivano ordini. Al 2' Magli e Giuliano impegnati in uno strano calcio di punizione - tiri tu o tiro io? - davano l'impressione di non essere d'accordo. Non appena Bonifaci ha voltato loro le spalle i due hanno ritrovato una fulminea intesa ed il risultato della scenetta, evidentemente studiata in precedenza, è stato un tocco del numero 6 al numero 4 ed una staffilata che l'ex-ragazzo granata e attuale capitano della Roma ha lasciato partire. Rigamonti si è salvato in angolo. Da Costa, al 10', si è infiltrato tra Ganzer e Bearzot e in piena corsa ha calciato, ha ripreso la palla rimbalzata sul corpo del portiere e, di sinistro, l'ha spedita sul montante. Il Torino, aiutato dalla sorte, ha ristabilito l'equilibrio in questo campo, quando Armano lasciato libero da un grosso errore di Corsini ha tirato a fil di palo. Stucchi salvava. Poi un centro di Ricagni metteva di precisione la palla sulla testa di Bonifaci. Colpo secco con la fronte e Panetti devia di pugno. E ancora, al 25', Bertoloni si accorge che il mite Ghiggia non merita poi tutta quella attenzione che gli ha dedicato; avanza fin nel suo settore di ala e serve Ricagni. Il primo tiro del Petisso finisce sul portiere, il secondo anche. Una mischia e molti brividi per i giallorossi concludono questa sfuriata granata. Al 30' le reclute si fanno luce. Russi, il quale per verità ha già disputato una parte del confronto con l'Alessandria, spara per due volte consecutive sul bersaglio, ma un difensore rimanda. Entra allora di scena Santelli e la sfera calciata quasi con rabbia dell'ex-romanista si perde a fil di palo. Il Torino sente di controllare la situazione e si fa audace: anche troppo. Difatti al 37' sfiora il guaio in contropiede. Sul lungo rinvio, Da Costa sfugge a Ganzer. Per fortuna dei granata, Rigamonti ha un intuito fulmineo. Scatta dalla porta fin al limite dell'area e riceve sulla spalla il tiro del sud-americano. Il resto dell'incontro vede tutta la Roma chiusa in difesa: con tanti uomini in area il Torino non riesce a passare anche se Griffith in un fortuito scontro con Russi riporta la sospetta frattura del medio della mano destra. Il nullo del resto è tutt'altro che disprezzabile. Non cancella completamente il ricordo della disillusione di Napoli, ma permette di sperare bene per l'avvenire. Domenica - pare - rientreranno Arce, Bacci e Tacchi e si potrà schierare la prima linea titolare. Il campionato, per l'attacco granata, incomincerà tra sette giorni.