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| Filadelfia |
| 20/10/1957 |
| h.15.00 |
| TORINO - UDINESE 6-2 (1-1) Torino: Rigamonti V, Grava, Bertoloni, Bearzot, Ganzer, Fogli, Armano, Arce, Bonifaci, Bacci, Ricagni. All.: Marjanovic. Udinese: Cudicini, Cardarelli, Valenti, Piqué, Di Giovanni, Sassi, Manente, Pantaleoni, Pentrelli, Lindskog, Fontanesi. All.: Bigogno. Arbitro: Adami di Roma. Reti: Bacci 4' (T), Pantaleoni 28' (U), Armano 51' (T), Arce 58' (T), Bonifaci 67' (T), Bertoloni 74' (T), Lindskog 87' (U), Fogli 92' (T). Spettatori: 10.000 circa. Note: Cielo coperto e minaccia di pioggia, temperatura fresca, terreno soffice, calci d'angolo 10-4 per il Torino. Cronaca [Tratto da La Stampa del 21 ottobre 1957] Il Torino ha vinto. Aspettava questo successo da sei domeniche. L'ha ottenuto alla settima in modo clamoroso e meritato. La precisazione serve a dissipare ogni equivoco. Sul 6-2 inflitto all'Udinese grava l'ombra degli incidenti toccati al portiere ed all'ala sinistra dei bianconeri. Nessun granata ha colpa dell'accaduto, ma non si può impedire agli sportivi friulani di pensare da quando la radio ha trasmesso il risultato: ''Certo che se la nostra squadra avesse avuto Cudicini e Fontanesi perfettamente a posto, la gara sarebbe stata diversa''. Il punteggio, forse, poteva mutare, l'esito finale no. La vittoria del Torino è una frase fatta, ma rende l'idea dello stato d'animo dei giocatori era nell'aria. Si intuiva già negli spogliatoi mentre Ricagni, cambiandosi, raccontava ai suoi compagni: ''Qui in Italia la maglia numero 11 sulle mie spalle rappresenta una novità. In Argentina, invece, ho disputato una dozzina di partite in questo insolito ruolo vincendo o pareggiando sempre salvo poche eccezioni''. Arce, Armano e tutti gli altri ascoltavano sorridendo. Il Torino, con Ricagni ala, Bonifici centravanti, Bertoloni terzino e Tacchi in tribuna a far da spettatore, non si presentava certo nella sua formazione-tipo: tuttavia ha attaccato con spavalderia. Dava l'impressione di essere sicuro del fatto suo. E' impossibile avanzare nel campo delle ipotesi fino a raggiungere la certezza assoluta: diciamo dunque che anche contro una Udinese tutta a posto granata si sarebbero imposti quasi certamente. Il ''quasi'' sta ad indicare un 90 per cento di possibilità favorevoli al Torino contro dieci per i suoi avversari. Del resto anche la compagine di casa hai incassato una disavventura. Merito suo - e del coraggioso Ganzer - se l'ha superata bene. Nel respingere una punizione calciata da Lindskog il centromediano che era schierato ''nella barriera'' riceveva sulla testa il bolide scagliato a tutta forza dallo svedese. Ganzer non cadde neppure per terra. Disputò, però, tutto il primo tempo con la vista annebbiata. Stringeva i denti, e si sentiva le forze mancare. Tra il primo ed il secondo tempo Cesare Cattaneo, nuovo medico sociale dei granata, dovette esordire nelle sue funzioni prendendo in cura l'atleta. Ganzer ritornò in campo e quasi nessuno si accorse delle sue condizioni. A fine partita, steso sul lettino dei massaggi, il centromediano denunciava un lieve stato di choc. Nulla di preoccupante, tuttavia è da far risaltare la prova generosa offerta dal calciatore. La grande abilità dei dirigenti granata è stata quella di ''mascherare'' la diminuita efficienza della difesa. Bigogno, l'allenatore dell'Udinese, non ha avuto per sua sfortuna questa possibilità. Al primo minuto di gara Cudicini si è scontrato con Bearzot, buscando un secco colpo alla gamba destra. Non ha potuto evitare di zoppicare. In quanto a Fontanesi, egli, al 5', e caduto insieme a Ganzer. Quando ha potuto rialzarsi, è stato costretto ad uscire dal campo comprimendosi un fianco. Lo stesso medico granata gli prestava le cure necessarie. Fontanesi poteva ritornare al suo posto dopo una decina di minuti, ma il suo rendimento è stato nullo. Si parla di sospetta frattura di una costola. Queste disavventure fortuite hanno turbato una partita che avrebbe potuto essere ancor più interessante, di quanto lo sia stato. Il Torino ha iniziato d'impeto la serie dei suoi attacchi. L'azione da cui è scaturito il primo goal è una sintesi del modo di manovrare del granata. Bertoloni, schierato nel ruolo di terzino essendo indisponibile Brancaleoni, ritornava per un istante all'ala, mentre Fogli retrocedeva al suo posto. Dalla caratteristica zona accanto alla bandierina, Bertoloni serviva Ricagni che gli stava accanto. Il traversone del ''petisso'' giungeva ad Armano. L'estrema destra indugiava, attirando un paio di difensori, poi calciava verso l'area, Il Torino si schiera con il doppio centravanti. Difatti Bacci e Arce erano vicino al portiere per intervenire. Il toscano giungeva primo sulla palla e la spediva in rete. Se mai alle loro spalle ci sarebbe stato Bonifaci, centrattacco arretrato. Al quarto minuto di gioco il Torino si era dunque spiegato Con un esempio (e con un goal). Toccava ora all'Udinese mettere in atto le sue contromisure. Non poteva fare molto. Il bruno e piccolo argentino Pentrelli e il biondo e lunghissimo svedese Lindskog stavano in avanti, gli altri tre attaccanti erano di rincalzo, con l'ex-terzino Manente in azione a centro campo. I friulani non hanno esercitato una forte pressione per cercare il pareggio un po' causa l'incidente di Fontanesi, molto per la attenta difesa del Torino. Anche se Grava non appariva ieri nella miglior fase di rendimento, i granata opponevano uno sbarramento fermo alle azioni bianconere. Al 23' su questo sbarramento pioveva la mazzata della punizione di Lindskog. Ganzer, come si è detto, riceveva in testa il tiro e ne rimaneva scosso. Al 27' l'Udinese pareggiava. Pentrelli portava avanti l'azione, filtrando tra gli avversari con tipico stile sud-americano. Rigamonti compiva la prodezza, di fermare il tiro, ma non riusciva a trattenere la sfera. Pantaleoni riceveva il frutto del lavoro del compagno e da due passi metteva in rete. Il Torino avrebbe potuto riportarsi in vantaggio al 32', quando Ricagni, fuggito sulle, sinistra, serviva di precisione Armano. Lo zoppo Cudicini stendendo tutti i suol 1,91 di lunghezza, riusciva in tuffo a deviare con la punta delle dita un attimo prima che Armano fosse in grado, di intervenire. Forse i rimproveri fatti blandamente dai colleghi alla loro ala destra durante l'intervallo hanno giocato un brutto scherzo ad Armano. Fatto sta che appena incominciata la ripresa egli, trovandosi solo a pochi passi dal portiere, calciava a lato. Occasione d'oro sfumata. Invece ha reagito alla sfortuna (ed ai fischi della folla). Due minuti dopo l'episodio si ripeteva in modo pressoché identico, Arce calciava da distante la sfera sfiorata da Cudicini saltellava davanti all'ala. La posizione di tiro si presentava ben più difficile ma ''Gino'' trovava la via giusta. Con una secca girata, infilava un corridoio libero e segnava. Superato lo stato di parità, la gara non poteva infatti avere un esito incerto. I friulani cercavano un ''impossibile'' pareggio portandosi in avanti. Attraverso le maglie della difesa, il Torino passava ancora. Rete di Arce, su tiro fortissimo, al 9'. Gol di Bonifaci in seguito a colpo di testa su calcio d'angolo al 22'. Punto annullato ad Armano poco dopo (per un dubbio fuori gioco). Poi la serie riprendeva: segnavano ancora Bertoloni (33'), Lindskog (43', per l'Udinese) ed infine Fogli (44'). L'ultimo punto premiava il ragazzino che ancora una volta è' stato il migliore in campo. |
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