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| Filadelfia |
| 03/11/1957 |
| h.14.30 |
| TORINO - MILAN 3-2 (2-1) Torino: Rigamonti V, Grava, Bertoloni, Bonifaci, Ganzer, Fogli, Armano, Santelli, Ricagni, Bacci, Tacchi. All.: Marjanovic. Milan: Soldan, Maldini, Zagatti, Fontana, Zannier, Bergamaschi, Mariani, Schiaffino, Bean, Grillo, Cucchiaroni. All.: Viani. Arbitro: Pieri di Trieste. Reti: Aut.Zannier 33' (T), Ricagni 37' (T), Bean 43' (M), Bacci 53' (T), Zannier 54' (M). Spettatori: 30.000 circa. Note: Giornata grigia, fattasi ancora più buia nella ripresa quando ha cominciato a piovere, terreno comunque in buone condizioni, angoli 7-4 a favore del Milan. Cronaca [Tratto da La Stampa del 4 novembre 1957] Il Torino ha vinto la sua seconda partita, la più aspra, per la decisione della lotta, la più difficile sul piano tecnico, la più, importante per i fattori psicologici e morali che vi erano in gioco. E' andato in vantaggio per due a zero dopo 36 minuti, ha chiuso il primo tempo ancora in vantaggio di due a uno, ha ristabilito la distanza nei primi dieci minuti della ripresa e di contro il Milan ha ancora accorciato. Sul risultato di tre a due, la partita è rimasta bloccata. La lunga offensiva dei rossoneri che hanno quasi ininterrottamente dominato nel secondo tempo, non ha avuto un esito concreto ma bisogna dire che era una giornata buona per il Torino, le decisioni dell'arbitro gli sono state favorevoli nei momenti cruciali del gioco, situazioni da far trattenere il fiato ai tifosi sono svanite come si dissolve una nuvola, momenti di tensione si sono succeduti davanti alla porta di Rigamonti, nel buio in cui era piombata la partita nel secondo tempo, e tutto è finito nel grande applauso che ha accolto, alla chiusura, la vittoria da parte dei tifosi, i quali erano finalmente, ripagati delle ansie e delle delusioni patite e tornavano ad aver fede nella loro squadra. I milanesi lamentavano la mancata concessione di due rigori per falli verificatisi nei momenti in cui il gioco avrebbe potuto prendere una svolta decisiva. E' necessario esaminare subito i due episodi. Il primo era stato un fallo di Ganzer quando ancora le due squadre erano senza reti. La palla era scivolata sul braccio disteso del granata, il quale non avrebbe potuto deviaria senza quell'arto disposto orizzontalmente. Il fallo c'era, restava da stabilirne la intenzionalità e questa può essere più un'impressione che un dato di fatto. In simili casi il giudizio è sempre soggettivo. Abbiamo atteso il fischio dell'arbitro, non tanto per la certezza del fallo quanto per un controllo della nostra valutazione con la sua, e il fischio non è venuto. Poco dopo il Torino segnava la prima rete. Il secondo si è verificato ne gli ultimi minuti, quando il risultato si era già stabilizzato. Per interrompere un palleggio, Ganzer agganciava il piede di Cucchiaroni un metro dentro l'area, ma questa volta la reazione dell'arbitro alle proteste dei rossoneri che reclamavano il rigore, è stata così decisa ed energica che ci è venuto il sospetto che data l'incombente oscurità l'errore di valutazione fosse nostro e non suo. A dire il vero i milanesi ne reclamavano un terzo rigore per un atterramento di Bean da parte di Bertoloni verificatosi poco prima dell'episodio or ora accennato, e questo dimostra quanto fosse dura la lotta nell'estrema area granata sempre affollatissima nella ripresa, e come non avesse torto il afflati di lamentare a fine gara le sue disavventure. Se si aggiunge che il primo goal subito dai rossoneri è stato un po' un infortunio di Zannier il quale ha deviato il tiro di Tacchi mettendo fuori causa il portiere, si può concludere che la vittoria del Torino è stata un po' fortunosa, anche se col suo gioco e col suo slancio se n'è dimostrato meritevole. Perché i suoi tre goals, segnati tutti su azione manovrata, sono stati belli, indiscutibili nella loro validità e nella loro fattura, conquistati si può dire d'assalto, mentre altri ne sono stati sciupati a colpo quasi sicuro. E questo dimostra che la difesa del Milan, ieri al completo, come al completo erano del resto gli altri reparti della squadra, non è così solida da garantire una copertura valida davanti al portiere; ed è appunto la difesa che ha perduto la partita. Il Milan migliore lo si è visto nel secondo tempo dopo il terzo goal granata. La squadra si è distesa all'offensiva sfoggiando una superiorità di manovra che creava ingorghi paurosi davanti all'area di Rigamonti. Troppi forse erano i passaggi, intricata la tela del gioco, ma queste sono le situazioni fatali in cui viene a trovarsi una squadra che predomina. Le aperture si fanno a spazio libero, in fase di preparazione dell'azione, non quando si è in mischia, e il Milan in mischia lo era quasi sempre. In quel labirinto il Milan ha cercato per più di mezz'ora il corridoio libero e non l'ha trovato. Ma che la squadra abbia dimostrato una rinascente potenza è fuori di dubbio. La classe dei cinque attaccanti rossoneri ha dominato il gioco in tutta la ripresa, fatta eccezione per Mariani che granché non l'ha fatto, e sono sorte certe situazioni che, se ci ripensano, i difensori torinesi devono ancor ora provare un brivido. Ma è appunto la classe dell'avversario che fa grande la vittoria del Torino. La squadra granata si è battuta con un animo che ha commosso e esaltalo la folla. Non si è arrabattata alla meglio, ha ''giocato''. La sua manovra non è mai stata casuale, intelligenti gli spostamenti, slancio controllato, una intenzione di costruire che è sempre apparsa chiara anche in quelle folate di contrattacco che nel secondo tempo uscivano dalla stretta milanista. La squadra granata è stata al disotto dell'avversario come valore di gioco, ma l'ha superato come fervore agonistico, riuscendo a tirarsi fuori da un confronto che tutti pensavano dovesse sommergerla. Forse sta sorgendo un'alba nuova per il Torino, e non è certo male che abbia avuto un po' di fortuna, dopo il calvario delle precedenti giornate. L'uomo migliore della squadra è stato Fogli, giudicato tale anche dagli avversari, ma se il giovane ha dato una bella riconferma del suo valore, non si può dimenticare il pesante e intelligente lavoro di Ricagni, l'estrosa attività di Tacchi, l'opera un po' oscura ma altamente utile di Armano, l'impegno di Bacci, l'apporto prezioso di Bonifaci e il gravoso fardello di responsabilità che è gravato sulla difesa in quel corpo a corpo stretto e affannoso con gli a i avanti avversari che ha lasciato senza respiro la folla. Dopo quanto s'è detto già appare delineato l'andamento del gioco. Poco dopo la mezz'ora il Torino già era in vantaggio di due reti. Tiro di Bacci all'8'; uno fortissimo, improvviso e pericoloso di Grillo al 25' da venticinque metri, deviato in corner alto coi pugni da Rigamonti; un altro insidiosissimo di Bean al 84' che il portiere parava in tuffo coi pugni mandando la palla sui piedi di Ganzer che gliela rimetteva. Al 33' il primo goal. Passaggio di Armano a Tacchi spostatosi al centro e, dopo alcuni tentennamenti, tiro non forte dell'argentino: la palla urta il fianco di Zannier, devia la sua traiettoria ed entra in rete. Dopo il gol, il Torino ha una serie di azioni a catena, poi al 36' il secondo punto. L'azione nasce da un calcio di punizione, Tacchi lancia Armano e questi, dopo una schermaglia coi difensori, centra quasi dalla linea di fondo: Soldan para coi pugni, ri prende Ricagni e con un gran tiro al volo realizza la seconda rete. Allora reagisce il Milan. Al 43' su un contrattacco in risposta ad un fuga di Bertoloni, avviene un equivoco fra i difensori torinesi. Bonifaci tocca male un pallone già controllato da Ganzer a tre metri dalla porta, Bean ne approfitta e fulmina in rete mentre Rigamonti è fuori dai pali. Già ai primi minuti della ripresa, Rigamonti deve tuffarsi sui piedi di Bean lanciato verso la rete, ma la situazione volge ancora a favore del Torino. All'8' fuga di Tacchi sulla sinistra, lotta con Maldini, gli sfugge e centra dalla linea bianca, Soldan non esce, spicca il salto Bacci e la palla è deviata di testa nella rete. Passa appena un minuto e il Milan ottiene un corner che è battuto da Cucchiaroni. Zannier è venuto da lontano all'appuntamento, la sua testa incontra la traiettoria alta della palla e Rigamonti è battuto. Il risultato è bloccato a questo punto. Quello che avviene dopo lo abbiamo già detto. Lungo dominio del Milan, difesa energica dei granata, il goal continuamente sfiorato e mischie da non capirci più niente. Quasi allo scadere del tempo, fuga di Fogli e scontro con Zannier a pochi metri dalla porta. Il granata fa uno spettacolare capitombolo e riporterà una distorsione al polso sinistro. Lui stesso dirà poi che non è cosa grave, ma il riacutizzarsi di una vecchia distorsione già subita un paio di anni fa. L'arbitro ricupera tre minuti e affermerà dopo che l'ha fatto per gioco ostruzionistico del Torino. |
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