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Filadelfia
17/11/1957
h.14.30
TORINO - S.P.A.L. 0-1 (0-1)
Torino
: Rigamonti V, Grava, Bertoloni, Bearzot, Ganzer, Bonifaci, Armano, Arce, Ricagni, Bacci, Tacchi. All.: Marjanovic.
S.P.A.L.: Bertocchi, Lucchi, Costantini, Zaglio, Ferraro, Dal Pos, Vitali, Sandell, Rozzoni, Broccini, Macor. All.: Tabanelli.
Arbitro: Marchese di Napoli.
Reti: Rozzoni 27'.
Spettatori: 14.000 circa.
Note: Cielo sereno, temperatura mite, terreno soffice, gioco privo di scorrettezze. Calci d'angolo 7-3 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 18 novembre 1957]
I giocatori del Torino, già prima dei via, temevamo stranamente questo incontro. Ganzer ripeteva di essersi spesso trovato a disagio affrontando Bozzoni e Bertoloni ha detto addirittura: ''Qui in via Filadelfia, abbiamo battuto il Milan. Tutti ora ci credono torti come i campioni d'Italia. Io invece non sono tranquillo. Attaccheremo all'inizio e speriamo di segnare, altrimenti.. ''. Sfortunatamente per il Torino tutto si è svolto nel modo pronosticato dai due. I granata hanno esercitato per un quarto d'ora una vana pressione, ed è stato perfino Rozzoni l'attaccante che ha realizzato per la Spal la rete della vittoria. A riportare nel giusto valore l'attuale mania delle varianti tattiche, è curioso notare, a questo proposito, che la squadra ferrarese era partita con uno schieramento favorevole agli avversari. Sandelli, pur indossando la maglia numero 8, faceva il centravanti mentre il numero 9 Rozzoni manovrava nella zona della mezz'ala ben lontano dal suo facile antagonista Ganzer. L'attento allenatore della Spal, Tabanelli, si è però accorto che la manovra non era bene impostala, anche se Sandelli è migliore come uomo di punta. Ha rimesso al loro posto naturale i due e la sua squadra ha cambiato ritmo. In definitiva il Torino ha giocato secondo le sue possibilità per un quarto d'ora o poco più. In questo periodo Tacchi ha avuto modo di spedire un pallone a rimbalzare sopra la traversa, ''sopra'' non ''contro''. Il tiro in realtà non è stato molto pericoloso Arce dopo una galoppata sulla destra ha attirato addosso a sé mezza difesa biancoazzurra ed ha centrato. Sul traversone, Bacci si è gettato in tuffo a pesce giungendo con un decimo di secondo di ritardo e Tacchi, di piede, ha impegnato in modo non pericoloso il portiere. Ancora Tacchi, messosi caparbiamente di impegno nel far passare la palla tra le gambe di Lucchi è riuscito nell'intento ed ha avuto la fortuna di rimetterci solo mezzo calzettone buscandosi un colpo ai polpaccio. Sulla conseguente punizione Bearzot spingeva il compagno di squadra Bacci, nell'ansia di arrivare sul pallone ed il centroavanti granata levava le braccia in alto invocando.. un fallo in favore. Segno di nervosismo. Il Torino premeva molto ma non passava: la squadra perdeva compattenza. Intanto la Spal, che continuava a tenere l'ala sinistra Macor leggermente arretrata, prendeva a farsi minacciosa. Rozzoni, tornato al comando della prima linea, sbagliava la mira al 21', ma poco dopo offriva a Braccini un passaggio veloce e ben dosato. Rigamonti si salvava con un tuffo. Su azione Macor-Rozzoni quest'ultimo effettuava poi un traversone che spiazzava tutta la retroguardia granata. Sandelli, libero e solo, calciava subito, sbagliando il bersaglio. Avrebbe avuto il tempo d'eseguire lo stop e di effettuare un tiro più preciso. La porta del Torino diventava sempre meno sicura. La marcatura dei mediani laterali sui rispettivi avversari non ci è parsa molto accurata. Bonifaci badava soprattutto a non oltrepassare la metà campo e Bearzot rientrato, dopo una lunga assenza, non aveva il ritmo da campionato e forse sentiva gravare su di sé il peso del confronto indiretto con Fogli rimasto a riposo. Nell'attacco poi si era prodotta una inesplicabile frattura. Bocci, smontato dai fischi (ingiusti) era demoralizzato. Tacchi teneva troppo il pallone, Armano, laggiù sulla destra appariva talvolta trascurato e Arce e Ricagni pur lavorando molto mancavano di freschezza nello scatto quando si trattava di concludere. Nel Torino ognuno dava l'impressione di lavorare in proprio. E' bastato un contrattacco deciso per prendere di infilata questa squadra. Così una barca a vela va a picco se il vento l'investe mentre sbanda: una folata in direzione opposta la salverebbe. Al Torino la raffica è soffiata al 35'. Punizione battuta da Lucchi giunto al limite dell'area della Spal. Chi si preoccupa di un tiro che parte tanto lontano dalla rete di Rigamonti. Invece due sciabolate tagliano a metà il campo. Da Lucchi a Sandelli e da questi a Rozzoni. Il centravanti scatta, si svincola dalla morsa di Ganzer e Grava e scaraventa il pallone a mezz'altezza alle spalle del portiere, che non può neppure accennare ad una parata. Al Torino rimanevano esattamente cinquantacinque minuti per tentare il pareggio. Li ha trascorsi tutti all'attacco spingendo avanti anche Bearzot e Bertoloni. Quest'ultimo ha finito per rivelarsi uno dei migliori in gara nella sua duplice veste di terzino e di estrema sinistra. Per contro la Spal era tutta nella sua metà campo od eccezione di Rozzoni e Vitali. Nonostante la continua pressione, soltanto due volte i granata hanno sfiorato il traguardo, ma anche in questi casi sono stati bloccati dalla sfortuna. Undicesimo minuto della ripresa, Tacchi non si rassegna a perdere un pallone. Lo rincorre, se ne impadronisce, si butta col corpo davanti ad un difensore e avanza. Da un angolo difficile tira. Bertocchi, in tuffo, dà una leggera deviazione alla traiettoria. La palla arriva ad Armano che non se l'aspetta ed è sulla linea di porta. L'ala riesce a toccarla ma la spedisce alto. In simili condizioni sembra impossibile sbagliare. ''Difatti - ha affermato poi Armano - io non ho né sbagliato né fatto un tentativo giusto: è la sfera che per suo conto mi è finita sul piede''. La seconda occasione è sfumata verso la mezz'ora: centro di Grava dalla destra, Mucchio in area della Spal. Due maglie granata sono addossate al portiere. Si sente il fischio dell'arbitro un attimo prima che Tacchi spedisca di testa in rete. Bertocchi cade a terra. Tutto si è svolto in modo fulmineo. Tanto in fretta che i granata credono che il goal sia sanzionato e fanno salti di gioia. Poi corrono a reclamare verso l'arbitro e tentano di trascinarlo verso il guadialinee. Tutto inutile. Marchese aveva notato un ''gioco pericoloso'' ed era intervenuta. Irrevocabile la sua decisione. Se i torinesi si fossero mantenuti calmi avrebbero evitato di intervenire in due sull'estremo difensore ed il bel salto di Tacchi non sarebbe stato vano. L'ansia continua invece a tradire i granata. Si ammassano sempre più in una area dove sono rinchiusi perfino nove bianco-azzurri. Nessuna manovra avvolgente, nessun tiro da distante. La partita è segnata. La sconfitta cade in un momento delicato per la squadra e per la società. E' un duro colpo. I dirigenti cercheranno di trovare oggi e domani una sistemazione per le difficoltà economiche. I giocatori avranno avanti a sé un periodo di preparazione intensa, Per gli uni e gli altri sarà necessario ritrovare insieme all'entusiasmo uno spirito di amichevole collaborazione.