WWW.ARCHIVIOTORO.IT
info@archiviotoro.it
errori@archiviotoro.it
Filadelfia
05/01/1958
h.14.30
TORINO - VERONA 0-0
Torino
: Rigamonti V, Grava, Brancaleoni, Bearzot, Ganzer, Fogli, Arce, Armano, Bonifaci, Ricagni, Tacchi. All.: Marjanovic.
Verona: Servida, Basiliani, Cuttica, Tesconi, Larini, Stefanini, Bagnoli, Del Vecchio, Maccararo, Ghiandi, Gundersen. All.: Piccioli.
Arbitro: Angelini di Firenze.
Reti: -
Spettatori.: 12.000 circa.
Note.: Cielo coperto, temperatura fredda, terreno pesante in superficie a causa del disgelo, calci d'angolo 7-4 per il Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 6 gennaio 1958]
E' stata una brutta partita, che e finita come doveva fluire, cioè senza un vincitore. Hanno sbagliato tutti: di più i granata che sono stati con maggiore frequenza all'attacco, meno gli ospiti i quali non avendo tirato quasi mai a rete si sono messi più al coperto dagli sbagli. Ma è mancato il gioco, come costruzione, come idea, come esecuzione. La partita è stata un gran correre di tutti, ma non erano la mobilità e la velocità che avrebbero potuto renderla interessante perché nulla può sostituire il gioco. Il Torino ha attaccalo di più, ma, si è sempre trovato di fronte uno sbarramento compatto, elastico e solido, pronto nei ricuperi, e nemmeno ha avuto fortuna nei rari momenti in cui poté sembrare che il varco fosse stato trovato. Salomonicamente il destino ha diviso il bottino, ed è stata una decisione saggia perché il torto è di chi sbaglia. Dovendo sostituire Bertoloni, il Torino ha richiamato Ricagni, palleggiatore esperto e tattico accorto, ma bisogna dire che è stato un ritorno poco brillante. Ricagni ha perduto la scioltezza del palleggio, è anche più lento di prima, ha idee tattiche confuse. Non è mai stato, in nessun momento della partita, un organizzatore di gioco, ha indugiato più di quanto convenisse, ha tenuto la palla più del necessario. Il terreno pesante non gli giovava, per quanto proprio i lenti dovrebbero trovarsi bene sul fondo molle. Una delusione Tacchi. Ha perduto lo scatto d'un tempo, difficilmente il suo palleggio va oltre la seconda battuta, il gran tiro della passata stagione è svanito. Non è un combattivo, non si piazza mai per richiamare il passaggio, si ferma se l'azione gli fallisce, non ricupera, non reagisce. Restano gli altri tre, volonterosi, sgobboni, sempre sotto le stanghe a tirare, ma Bonifaci, per la caratteristiche del suo ruolo di centravanti, si manteneva prevalentemente arretrato anche per coprire la difesa dalle veloci incursioni degli avversari, Arce giocava come un isolato prodigandosi in un palleggio che in quel labirinto non poteva avere fortuna e Armano era forse il più lucido dei cinque ma ha avuto il torto di fallire la più facile occasione della giornata. Per la difesa non ci sono appunti, dal momento che non ha subito nemmeno una rete, e se in alcuni istanti ha dato l'impressione di qualche incertezza, ciò deve essere attribuito alla qualità del gioco che doveva affrontare, un gioco tutto in contropiede, scatenato da pochi uomini ma veloci e decisi che si giovavano del fattore sorpresa e della situazione particolare dei difensori forzatamente lenti a girarsi, su quel fondo pesante e sdrucciolevole, allorquando falliva l'intervento di prima intenzione. All'inizio del secondo tempo infatti uno scivolone di Ganzer per poco non è stato pagato caro. Verso il 20' della ripresa lo stesso Ganzer, per una contusione ad un piede, era costretto a lasciare il suo posto di centromediano a Bearzot ed a trasferirsi all'attacco mentre retrocedeva Bonifaci il quale, del resto, ha sempre giocato arretrato. Anche questo incidente ha contribuito a confondere il gioco del Torino, a proprio nel periodo in cui fattasi meno energica la reazione avversaria per via della stanchezza, la squadra granata si era tutta protesa all'attacco. La dote più evidente della squadra veronese è stata la mobilità impressionante di tutti i suoi uomini, una mobilità che consentiva ad essi di coprire le zone vuote del campo e le falle del loro gioco, intesa questa mobilità non tanto come potenziamento della manovra quanto come effettiva risorsa agonistica. Sostanzialmente la trama era fragile, essa non riusciva a dare una certa consistenza durata all'offensiva, ma gli attaccanti inseguivano sempre l'avversario che li aveva battuti, popolavano lo retrovie ove i difensori erano sempre in numero superiore ai granata che attaccavano, mai avveniva che un uomo del Torino trovasse via libera. Come potenza di rottura la squadra veronese era veramente formidabile, così da far apparire il gioco dei granata più una minaccia sommaria che un pericoli, vero. Ma, ripetiamo, la struttura della sua manovra era cosa di poco conto, azioni serrate e ben congegnate non se ne son viste, tiri quasi niente. Gli uomini di primo piano erano tutti a mezzo campo e nelle retrovie, a cominciare dai due laterali veramente fortissimi, in modo particolare Stefanini che può essere indicato come il miglior uomo in campo. Si tenga conto, infine, che noi vedevamo ieri il Verona per la prima volta, in un secondo esame alcune impressioni potrebbero forse venir corrette; a seguirlo sul suo campo tutto potrebbe cambiare, ma sembra tuttavia a noi che nell'attuale momento della stagione la sua forza sia più nel fattore atletico che in quello tecnico. Se l'allenatore riuscisse a sfruttare stabilmente sul piano tecnico la carica di energia e di volontà dei suoi uomini, le mire della squadra potrebbero farsi anche più ambiziose. Una partita senza reti offre generalmente pochi spunti di cronaca. Le azioni che falliscono si perdono persino nei ricordi. Il Torino ha attaccato di più nel primo tempo ed addirittura in modo schiacciante nella ripresa, ma messo il naso nel labirinto della difesa non è riuscito a trovare la via d'uscita. L'occasione più bella del primo tempo l'ha perduta Bonifaci al 20'. L'azione partita da Tacchi passava a Ricagni che allungava al centro a Bonifaci, ad una ventina di metri dalla porta. Il tiro del granata, effettuato a portiere spiazzato, rimbalzava sulla traversa. La seconda occasione, dopo fasi di gioco avvincenti per la velocità ma poco consistenti, la perdeva Ricagni al 34' su una azione partita da un rinvio di Rigamonti. La palla giunta a Armano era tagliata su Ricagni il quale usufruiva del rimbalzo della sfera che ingannava i difensori, piombava in area e benché ostacolato al fianco sferrava da pochi metri il tiro che rimbalzava sul portiere uscito. In questo caso non si può parlare di errore, è la sorte che determina la traiettoria del pallone. Al primo minuto della ripresa il Torino correva il più grosso rischio di tutta la partita. Nell'affrontare Ghiandi che aveva avuto la palla da Del Vecchio, Ganzer scivolava ed era tagliato fuori, il gol pareva inevitabile, ma il tiro di Ghiandi veniva parato in corner da Rigamonti. Il Torino prese progressivamente il sopravvento, le azioni si succedevano a ondate, a ritmo progressivo. Al 4' Ricagni nel tentare una rovesciata davanti alla porta avversaria, restava per qualche istante stordito a terra. All'8' occasione unica per Armano su lancio di Arce in profondità: Armano balzava alle spalle dei terzini, usciva il portiere, tocco leggero quasi a colpo sicuro del granata ma la palla usciva a lato dei pali. Le occasioni finirono qui. Al 20', come abbiamo detto, restò contuso Ganzer che passa all'attacco senza naturalmente poter dare un apporto consistente alla squadra. Le azioni presero un ritmo convulso, tentativi di uscire dal labirinto veronese, gioco talvolta duro mentre gli ospiti, non più in grado di mantenere la cadenza del primo tempo lasciavano ora massimo spazio alla pressione dei granata. Ma niente di veramente notevole: un tiro di Arce fuori di poco, una punizione di Tacchi a un metro dal limite e tentativo in extremis dei veronesi di sorprendere la difesa del Torino. Grava commise in questa azione l'unico errore della sua bella partita nel tentativo di passare di testa a Rigamonti a un paio di metri dai pali e benché pressato da Del Vecchio. Il passaggio riuscì male, Rigamonti restò sconcertato, ma per fortuna Del Vecchio mise fuori. Rimessa la palla in gioco l'arbitro fischiava la fine.