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Filadelfia
23/02/1958
h.15.00
TORINO - BOLOGNA 0-0
Torino
: Rigamonti V, Grava, Brancaleoni, Bearzot, Ganzer, Fogli, Santelli, Armano, Bonifaci, Bertoloni, Tacchi. All.: Marjanovic.
Bologna: Santarelli, Capra, Pavinato, Bodi, Greco I, Pilmark, Randon, Maschio, Bonafin, Vukas, Pascutti. All.: Sarosi.
Arbitro: Marangio di Roma.
Reti: -
Spettatori: 17.000 circa.
Note: Tempo splendido, terreno in ottime condizioni, calci d'angolo 6-4. Al termine della partita una bordata di fischi ha salutato le squadre dopo una partita veramente modesta.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 24 febbraio 1958]
Una gran bella partita vista nel suo aspetto esteriore e coreografico; brutta a guardarci dentro ed a considerarla sotto l'aspetto tecnico. Il Torino ha attaccato almeno per quattro quinti del tempo, ha effettuato, a dir poco, una dozzina di tiri, si è mosso con uno slancio e una volontà degni sempre di ammirazione, ma non è riuscito a costruire un'azione da cui potesse nascere legittimamente, diciamo col diritto che può dare una manifesta superiorità di gioco, cioè di ordine tattico e di prevalenza tecnica, un gol. Bei tiri quasi sempre, ma troppo puliti, troppo centrati, troppo prevedibili. Santarelli non si è lasciato sorprendere e ha potuto fare una figurona, pur senza meriti eccelsi. La difesa bolognese ha dovuto affrontare più una disordinata valanga che un vero attacco. Lavorando di posizione ha intercettato tutto, ha spezzato tutta. La ressa che si creava davanti alla porta bolognese per effuso dell'attacca in massa dei granata veniva a risolversi inevitabilmente a favore della difesa, aiutata ora dalla inesperienza, di Santelli ora dalla cocciutaggine di Tacchi, ostinato nel fare ciò che mai gli riusciva, ora da quel senso di approssimativo che c'era nel gioco, da quel tanto dì generico e di convenzionale che i vecchi lupi rossoblu, abituati a navigare in ben altre tempeste, non duravano fatica ad intuire ed a bloccare. Tutta la partita del Torino è stata uno slancio generoso, esaltante come dimostrazione di grandi doti morali, ma purtroppo non disciplinata da una logica di gioco che quelle doti sfruttasse. Una partita giocata tutta a passo di carica, come sotto lo stimolo di una fanfara incalzante, avvincente e disordinata, di forte presa sul pubblico per il quasi costante arrembaggio dei granata tuffati in una mischia in cui non riuscivano più a raccapezzarsi, dieci volte sulla soglia della vittoria e dieci volte respinti, avvinti in un corpo a corpo in cui finivano sempre con l'aver la peggio. Un solo nome da fare: Fogli, il quale ha dato ieri una ammirata dimostrazione di maturità tecnica, di senso tattico del gioco e di capacità agonistica quale nessun altro giovane della sua generazione (e, purtroppo, anche molti anziani) sarebbe in grado di fornire. Per il resto gran lavoro di Bonifaci e di Armano, spirito di sacrificio di Bertoloni al quale si chiede spesso anche troppo e che ad ogni modo starebbe meglio alla estrema, buono Bearzot al quale va con Fogli e Bonifaci il merito di aver rifornito con grande abnegazione l'offensiva dei granata, modesto impegno dei terzini che non hanno avuto certo un lavoro massacrante ma che hanno però dovuto affrontare delle azioni di contropiede bolognesi assai pericolose e attento sempre Ganzer sul quale raramente l'ha potuta spuntare Bonafin. Nel Bologna, forte, attenta, imbattibile la difesa, ma pressoché inesistente l'attacco. Leggete i nomi che compongono questo quintetto, nomi di assi e di uomini già ripetutamente affermatisi. Uno schieramento magnifico sulla carta e quasi nullo in campo. I tre uomini di mezzo si sono baloccati a centro campo, ma non sono mai riusciti, non diciamo a filtrare, ma semplicemente a tentare di filtrare nello schieramento difensivo granata, pur nella situazione favorevole che ad essi creava la tattica del contropiede. Bei tocchi, bei passaggi (ma non sempre) quando gli avversari erano lontani, ma nella fase decisiva mancanza di intuizione, di decisione, di capacità di manovra, di tiro. Rigamonti non ha avuto pressoché lavoro e la parata più difficile l'ha effettuata uscendo contro Bonafin fino al limite dell'area a tre minuti dalla fine. E' chiaro che con un attacco simile il Bologna non poteva svolgere un ordinato ed efficiente lavoro offensivo. Il suo gioco d'attacco è stato infatti un semplice diversivo, una operazione di alleggerimento e trovava spazio nei momenti di sosta della pressione granata, senza riuscire peraltro a restare mai più di un paio di minuti a contatto con la difesa del Torino. La mancanza di Pivatelli potrebbe spiegare la minore efficienza del gioco, non però la sua assoluta mancanza di organizzazione e di manovra. Quanto abbiamo or ora detto spiega, crediamo a sufficienza, l'andamento generale della partita, il Torino, iniziando contro sole, è scattato immediatamente all'offensiva. Subito la partita ha assunto quell'andamento un poco convulso che doveva conservare sino alla fine. Attacchi in massa dei granata e tentativi di contropiede degli avversari. Al 21' un tiro improvviso di Armano costringeva Santarelli ad una parata in angolo. Al era ancora Armano che, su passaggio di Bonifaci, obbligava il portiere ad un'altra difficile parata. Quando l'attacco granata giungeva nell'area di rigore bolognese il gioco diventava inevitabilmente mischia, i tiri venivano di solito effettuati da lontano data l'impossibilità di filtrare in quel labirinto, sgroppate inutili di Tacchi per aggirare lo schieramento difensivo sulla sinistra, arrivo dei laterali fin sul limite dell'area per accentuare la pressione; poi, finalmente, il pallone schizzava fuori dalla ressa e allora prendeva le mosse l'azione bolognese di contropiede, azione lenta, imprecisa, disorientata. Forse sarebbe stato meglio puntare maggiormente sulle ali, ma è un fattore il gioco segue sempre la suggestione dei nomi. Questo è stato l'immutabile aspetto del gioco in tutto il primo tempo, più ritmo che tecnica, più slancio che calcolo, dominato dal Torino fino a venti metri dalla rete e contenuto dalla difesa bolognese nell'area in cui avrebbe dovuto cercare la sua soluzione. Nella ripresa il Torino che aveva il sole alle spalle riprese i suoi assalti, dopo però che Bonafin, spostato sulla sinistra, ebbe fatto partire un tiro che sfiorando tutta la traversa andò a perdersi all'estrema opposta provocando l'unico momento di ansia per la difesa granata. Il ritmo del Torino dava ancora il tono al gioco. Un tiro di punizione di Tacchi, al 20', nettamente parato, poi al 29', su corner contro il Bologna, avveniva davanti alla porta di Santarelli una mischia serrata. Bonifaci piombava sulla palla rimettendola corto al centro e Bertoloni riprendendola effettuava una rovesciata che finiva a lato dei pali. Il gioco continuava a ritmo tambureggiante. Al 31' su un centro di Bearzot, Bertoloni tagliava la palla da pochi passi verso la rete ma Santarelli riusciva ancora a parare. La corsa affannosa aveva ormai sfibrato i giocatori e sembrò che tutti accettassero il risultato di parità, ma negli ultimi cinque minuti il Bologna ebbe come un soprassalto di gioco e furono questi i suoi momenti più efficaci. Due angoli contro il Torino. Venivano battuti al 40', poi al 42' Rigamonti, come abbiamo detto, era costretto ad uscire dai pali ed a buttarsi contro Bonafin fini sul limite dell'area. Il tiro del bolognese rimbalzò sul portiere e la palla fini poi lateralmente. E' stato un momento di spasimo. Poco dopo la partita finiva.