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| Filadelfia |
| 16/03/1958 |
| h.15.00 |
| TORINO - PADOVA 2-0 (1-0) Torino: Rigamonti V, Grava, Bertoloni, Bearzot, Ganzer, Fogli, Armano, Arce, Bonifaci, Pelis, Tacchi. All.: Baldi. Padova: Pin, Blason, Scagnellato, Pison, Azzini, Moro, Hamrin, Rosa, Brighenti, Mari, Chiumento. All.: Rocco. Arbitro: Maurelli di Roma. Reti: Pellis 21', Arce 71'. Spettatori: 20.000 circa. Note: Terreno secco e spelacchiato, cielo velato. Espulsi Tacchi e Blason al 57' per reciproche scorrettezze, calci d'angolo 6-4 per il Torino. Cronaca [Tratto da La Stampa del 17 marzo 1958] ?Una bella, chiara, convincente vittoria e una splendida partita del Torino, disputata con impeto gagliardo e costante controllo del gioco; una partita dominata per almeno tre quarti della sua durata dai granata, i quali sono stati, fatta eccezione per un breve periodo all'inizio del secondo tempo, i più continui nell'iniziativa, i più decisi nelle fasi sotto rete, i più sicuri nei tiri. E' bello poter scrivere queste parole dopo tante giornate, non diciamo di delusioni, ma di amarezze e di malcontento. Ieri il Torino ha appagato la folla che l'ha applaudito e incoraggiato nella dura e rischiosa lotta contro il forte e temuto avversario; l'ha appagata dando a questa folla tutto quello che essa si attendeva: slancio, gioco, entusiasmo. Non si poteva chiedergli di più. La formazione presentata in campo ha rivelato il piano tattico dei granata: saldezza in difesa, copertura a centro campo, estro ed improvvisazione all'attacco. Tre uomini di punto: Arce, Pellis e Tacchi; un uomo di raccordo: Armano; un pilone di controllo a mezzo campo: Bonifaci. Raramente questo schieramento ha subito modificazioni in senso offensivo, anche perché il Torino non essendosi mai trovato in svantaggio non ha avuto obbligo di rischiaro troppo. Nel secondo tempo, anzi, il dispositivo ha accentuato le sue caratteristiche difensive, ed e stato in quel periodo a cui abbiamo già accennato, per riprendere poi negli ultimi venti minuti un atteggiamento più aggressivo, a ciò invitato dal minore ermetismo della difesa padovana costretta a scoprirsi a centro campo per dare maggior vigore all'attacco. E' venuto così nella ripresa il secondo gol che ha saldato la situazione già delineata dal gioco e che ha finito con l'allontanare del tutto il Padova da ogni speranza di pareggio. In questo dispositivo tattico, non nuovo ma difficile comunque da tenere registrato, il Torino ha gettato la scintilla, del suo estro semplice ed efficace. Il Padova è venuto a trovarsi di fronte ad un problema di gioco che non si attendeva. Aveva previsto forse un Torino aggressive, scatenato all'attacco con cinque o sette uomini, lanciato a testa bassa per segnare, e s'è trovato invece di fronte ad un avversario, prudente, attento a non scoprirsi, disposto a concedere poche pedine nella morsa della difesa padovana. Abituato ad affrontare avversari solitamente aggressivi ed a giocare di contrattacco, il Padova ha dovuto ieri affrontare una situazine inversa, il gioco di contrattacco lo faceva il Torino, lo schieramento prudente dei granata tendeva ad assorbire la manovra offensiva avversaria e pareva logico dover buttarsi in quello spazio semivuoto per forzare il gioco. Il Padova ha finito quindi col fare quello che non doveva, il Torino l'ha ripetutamente, specialmente nella ripresa, preso in contropiede, ed a salvare la squadra ospite da un punteggio più gravoso sono state due splendide parate di Pin, la prima su tiro di Arce danna quindicina di metri e la seconda su una stangata di Pellis a distanza anche più ravvicinata. Parate magnifiche (c'è sempre un po' di casualità anche nei salvataggi più ammirati e più lodati, tanto vero che i tiri che hanno originato le due reti torinesi non valevano quelli parati; ma, prodezze di Pin a parte, certo il fatto che tatticamente, in quei due momenti, la difesa padovana era già stata battuta. La manovra dei granata è stata quindi in certo modo una trappola per gli ospiti, i quali hanno riempito sollecitamente vuoti lasciati dai difensori avversari fino al limite in cui il dispositivo difensivo, rinsaldato dall'arretramento dei laterali e del finto centravanti, entrava decisamente in funzione. I sette attaccanti che di solito scatena il Torino erano ieri di parte padovana, mentre il Torino stava facendo.. il Padova. Qui è la spiegazione tattica del successo. C'è poi la parte che riguarda singolarmente i giocatori. Il nucleo difensivo originario formato da Grava, Ganzer e Bertoloni ha lavorato con assoluta tempestività di movimenti. Bertoloni ha del tutto immobilizzato Hamrin, senza neppure una scorrettezza, giocando semplicemente sull'anticipo, ma è stato un anticipo modello che ha quasi sempre bloccato in partenza il temibile svedese. Daremo a Bertoloni la palma del migliore granata in campo, pur tenendo conto della grandiosa esibizione di Fogli, ancor tanto giovane e già così maestro di gioco, o dell'ammirevole apporto di Bonifaci, elemento tagliato su misura per il difficile e pesante lavoro di centro campo. All'attacco, Tacchi non ha avuto una buona giornata e s'è fatto poi espellere con Blason al 12' della ripresa per scambio di ingiurie, ma è sembrato tuttavia in leggera ripresa. Pellis ha fatto più di quanto da lui ci si attendeva ed ha finito letteralmente spremuto, il che è degno di lode. Arce è stata la spina nel fianco della difesa avversaria, insidioso, palleggiatore estroso e fuori da ogni consuetudine, finto lento, più sostanzioso che brillante ma pedina di enorme valore per l'attacco granata. Non ha commesso una scorrettezza, anzi talvolta le ha subite, senza reagire mai. Armano ha confermato di essere il saggio dell'attacco, non grandi voli ma sempre sul tiro, è l'uomo che vedete per primo negli spazi vuoti, che ritrovate al momento giusto nel posto giusto, un elemento d'ordine, un lavoratore attento, spesso un regolatore del gioco. Del Padova sono stati alla altezza della fama tre difensori, ma l'attacco ha deluso, i mediani si sono lasciati invischiare troppo spesso nel gioco offensivo, cannonieri hanno fallito pressoché tutti i tiri, principalmente Chiumento il quale ha avuto nel primo tempo due occasioni troppo malamente sciupate. L'errore in cui è caduto il Padova, e di cui abbiamo detto sopra, non è in fondo che la conseguenza a cui va incontro la squadra che, dovendo ricuperare, deve smantellare almeno in parte, il suo assestamento di impostazione difensiva. E' facile dire che ha sbagliato; è forse meglio riconoscere che non poteva non sbagliare. Aggiungete la sorpresa, o se meglio seconda rete di Arce, volete il disorientamento, provocato dallo schieramento del Torino, vicino parente di quello abituale del Padova, e avrete la giustificazione dell'andamento assunto dalla partita e la spiegazione del risultato. Questo, tracciato a sommi capi, il quadro della partita. Vogliamo ora riassumere le fasi più importanti per dare ragione delle reti segnate. Già nei primi minuti Rigamonti è costretto ad uscire dai pali per gettarsi in tuffo sui piedi di Brighenti. Il gioco non prende subito una flsonomia decisa, molto lavoro a mezzo campo, ma nessuna azione conclusa con un tiro degno di questo nome. Il gol del Torino al 22' sorprende la folla. Su azione di contrattacco Pellis a circa 25 metri dalla porta effettua improvvisamente un tiro di sinistro. La palla batte a terra un paio di metri davanti ai pali, nel rimbalzo inganna il portiere ed entra in porta sfiorando il montante. Pin restò con le mani protese, sbalordito. E' qui che il Padova deve cambiar rotta. Chiumento che già aveva sbagliato un'occasione d'oro prima del gol, sbaglia la seconda subito dopo il punto. Il Torino è rinfrancato, lancia delle puntate offensive ma essenzialmente bada a non scoprirsi. La reazione del Padova è confusa, ma il suo gioco offensivo è convenzionale, centri, allunghi in profondità, mai che riesca a cogliere un difensore spiazzato. La ripresa si inizia con un corner contro il Torino al 5', a cui risponde, di contrattacco, un bel tiro di Pellis deviato in angolo da Azzini. Poco dopo, un tiro di Rosa è respinto dal piede del montante. Tacchi e Blason vengono espulsi ed il conto torna a favore del Torino. Preme il Padova, vigoroso ma confuso. Dura una ventina di minuti l'offensiva degli ospiti ed il Torino lavora di contropiede. Una bella azione di Arce che sbilancia la difesa e tira, ma Pin blocca. L'offensiva del 'Padova dirada le maglie della difesa e lì si incuneano Arce e Pellis. Al 87' secondo gol. L'azione parte dall'estremo opposto del campo con una punizione. Il contrattacco si conclude in poche battute, Pellis dà la palla ad Arce e questi da una dozzina di metri infila nella rete. Il Torino ha ripreso ormai le redini del gioco. Scendono a tratti anche Grava e Bertoloni, segno che c'è respiro nella difesa. Ma non succederà più nulla. I giocatori sono sfiniti. Dopo un calcio d'angolo contro il Torino l'arbitro fischia la fine. |
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