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| Filadelfia |
| 13/07/1958 |
| h.18.00 |
| TORINO - JUVENTUS 1-2 (1-0) Torino: Vieri, Cancian, Ganzer, Bearzot, Varglien III, Bonifaci, Santelli, Mazzero, Arce, Petris, Bertoloni. All.: Baldi. Juventus: Mattrel, Corradi, Garzena, Montico, Ferrario, Turchi (al 46' Boldi II), Muccinelli, Boniperti, Charles, Sivori, Stacchini. All.: Brocic. Arbitro: Liverani di Torino. Reti: Petris 23' (T), Boniperti 46' (J), Montico 84' rig. (J). Spettatori: 18.000 circa. Note: Bella giornata di sole, terreno in ottime condizioni, calci d'angolo 5-1 per la Juventus. Ammonito Ganzer per gioco scorretto. Cronaca [Tratto da La Stampa del 14 luglio 1958] Altalena di gioco e altalena di risultato con vittoria della Juventus - che era andata al riposo in svantaggio per 0 a 1 - con 2 reti ad 1. Successo logico si potrebbe dire, in quanto i bianconeri, in aggiunta ad una certa superiorità tecnica, sono usciti alla distanza, confermando di essere come resistenza più a posto che non gli avversari. Nelle particolari condizioni al mosferiche in cui si è svolto l'incontro (un'afa tropicale con la colonnina del mercurio ben al di sopra dei trenta gradi) il fattore atletico ha avuto una notevole importanza, e i bianconeri, proprio nel periodo in cui la fatica si faceva più sentire, hanno potuto governare il gioco con autorità. I granata hanno sfruttato le loro doti di velocità ed intraprendenza nel primo tempo. Nessuna avventura per cercare a tutti i costi la vittoria, ma tattica prudenziale per evitare guai, con l'ala sinistra Bertoloni, costantemente arroccato in difesa assieme al compagni, con il compito di far da guardia a Muccinelli e permettere a Ganzer di operare in zona libera. E' questa la manovra che meglio s'addice al Torino attuale, specialmente perché all'attacco può contare su due elementi che sembrano nati apposta per il "contropiede". Arce e Petris si intendono già a meraviglia (peccato che l'ex-triestino debba andarsene) e la loro azione in projordità è sempre pericolosa. Proprio così è nato il goal dei torinesi. Interrotta una manovra juventina, la palla veniva manovrata da Bonifaci, che allungava ad Arce. Pronto il "guarany", gettava in avanti e Petris, anche se pressato da Corradi, faceva partire un tiro violento e preciso, che rendeva vano il tentativo di Mattrel: 1 a 0 al 23'. I bianconeri che fino a quel momento avevano collezionato soltanto alcuni calci d'angolo si impegnavano seriamente per superare lo svantaggio. La difesa chiusa del Torino però si faceva sempre più salda, ed in quel dedalo di maglie granata operavano male un po' tutti. Charles era isolato, Sivori si perdeva in giochetti da artista, tanto belli ma pochissimo pratici, Stacchini trovava in Cancian un controllore inflessibile, Boniperti non azzeccava la misura giusta nei passaggi, e Muccinelli si dava da fare molto, ma non combinava gran che sia per un po' di timore (emozionato il vecchio Muccinelli nel trovarsi nuovamente con i suoi compagni di un tempo), sia perché ben guardato da Bertoloni. Su azione di alleggerimento Arce partiva tutto solo e giunto in area tirava con violenza, Mattrel - ben degno del premio Combi assegnatogli recentemente - si tuffava con prontezza ma non riusciva a trattenere la palla; mentre questa stava per entrare in rete, soprovveniva in corsa Ferrario che con una rovesciata abilissima salvava la situazione ormai disperata. Verso la fine del tempo un'azione Boniperti-Stacchini ha portato Charles in condizioni di tirare a rete, il gallese ha anticipato Vieri, e la palla finiva a Sivori, che colpiva in pieno la traversa. Non c'era tempo per rammaricarsi della sfortuna, che Liverani mandava tutti ai riposo. Il goal del pareggio comunque era rinviato di poco. Iniziava la ripresa, e Muccinelli, palla al piede, caracollava lungo l'asse maggiore del campo, convergendo verso il centro per entrare in area; lo affrontava Ganzer, mandandolo a gambe levate: punizione. Il tiro di Boniperti sorprendeva tutti, era preciso, e si infilava in goal a filo d'erba: 1 a 1, erano passati appena trenta secondi di gioco. La mazzata a freddo portava un po' di scompiglio nelle file granata; gli attaccanti rimanevano troppo isolati in avanti e non potevano superare la retroguardia dei campioni, che pareva consolidata con le variazioni portate da Depetrini: Boldi terzino, Corradi mediano destro e Montico a sinistra. Quest'ultimo era sempre in movimento, sicuro appariva. Ferrario, e notevole anche la mole di lavoro svolta da Corradi. Iniziava così un periodo di vera superiorità juventina; non si può dire che fosse dominio, ma controllo certo e severo della situazione ad ogni momento. Muccinelli si spostava sovente a sinistra, Charles era assai più pronto, Sivori si esibiva - come al solito - in assoli di tutto riguardo. In breve la Juventus aveva superato lo scoramento dovuto al goal di Petris e giocava con una certa autorità. Charles sfiorava il successo un paio di volte, e Vieri aveva modo di esibirsi in parate da vero campione. Al 12' Sivori lanciato da Charles veniva affrontato da Varglien e Cancian; l'argentino cadeva, ma Liverani non ravvisava gli estremi della massima punizione. La partita si faceva un po' dura: Ganzer rincorreva Muccinelli e nell'entrata lo colpiva al ginocchio. Liverani ammoniva il granata. Sempre più rare le controffensive del Torino finché al 39' Charles veniva atterrato in piena area da un intervento falloso ancora ad opera di Ganzer. Liverani non aveva esitazione nell'indicare il dischetto degli undici metri, e Montico, specialista nei rigori, non falliva il bersaglio: al 40' Torino 1-Juventus 2. L'incontro era praticamente finito. Demoralizzati i torinesi, in euforia i bianconeri, che avevano conquistato il diritto di entrare nel girone finale della Coppa Italia. Malinconica chiusura al campo di via Filadelfia. I granata sconfitti nell'ultima partita disputata sul loro terreno, con il merito però d'aver tenuto testa ai campioni d'Italia. Una sconfitta in fondo che non deve demoralizzarli. Campo di via Filadelfia: quanti ricordi di un passato glorioso Qui ci verranno d'ora in poi i bambini a giocare al calcio, saranno radi gli spettatori, non ci saranno arbitri di grido. Soffermiamoci un momento a pensare.. |
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