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| Comunale |
| 05/10/1958 |
| h.15.30 |
| TALMONE TORINO - L.R.VICENZA 1-1 (0-1) Talmone Torino: Rigamonti V, Cancian, Farina, Bearzot, Tarabbia, Bonifaci, Armano, Arce, Mazzero, Marchi, Crippa. All.: Allasio. L.R.Vicenza: Battara, Zoppelletto, Capucci, De Marchi, Lancioni, Burelli, Menti IV, Agnoletto, Campana, Larini, Savoini. All.: Lerici. Arbitro: Lo Bello di Siracusa. Reti: Larini 13' (V), Arce 81' (T). Spettatori: 13.000 circa. Note: Cielo poco nuvoloso, temperatura mite, terreno soffice e leggero vento, calci d'angolo 7-4 per il Torino. Il Torino scende in campo con una maglia azzurra con bordi rossi e T granata sul petto. Presenza numero 100 in maglia granata per il portiere V.Rigamonti. Cronaca [Tratto da La Stampa del 6 ottobre 1958] Il Lanerossi Vicenza ha messo in campo a Torino tutti i terzini che aveva a disposizione. Uno indossava la maglia numero 6 di mediano, un altro quella numero 11 di ala, ma a dispetto delle apparenze, sia Burelli che Savioni, facevano effettivamente i difensori accanto a Zoppelletto, Capucci, Lancioni ed ai laterali arretrati. Giocando in stretta copertura, il Lanerossi, per un assurdo che non è del resto molto infrequente sul campi di calcio, ha rischiato di vincere. Infatti nel primo tempo ha colpito un palo e nella ripresa ha segnato per primo. Con tutto ciò, non si vuol dire che la squadra vicentina avrebbe meritato il successo. L'incontro è stato monotono come una partita di tennis, disputato da un solo giocatore contro un muro. Il Torino attaccava, la palla rimbalzava sulla schiera compatta delle maglie biancorosse e ritornava ad un granata che la rispediva avanti. Cosi di seguito per un'infinità di volte. Se il Torino avesse saputo allargare il gioco sulle ali, se Crippa fosse stato più esperto ed Armano avesse sempre tenuto il suo posto, l'incontro avrebbe preso una piega più favorevole anche dal punto di vista delle segnature, invece l'attacco torinese si è lasciato invischiare dall'affollamento del difensori vicentini in area. Nel piano tattico del Torino, la mezz'ala Mazzero figurava come centravanti, con il compito di tenere impegnato e disturbare il ''difensore volante'' dei vicentini, Capucci per l'occasione. Mazzero è forte, robusto, buon palleggiatore, ma non è un centravanti. Il suo esordio in serie A non ha dato quindi gli effetti sperati, anche se individualmente Mazzero è piaciuto. Arce, a cui va il merito di aver segnato il punto del pareggio granata, ha insistito troppo nei palleggi finendo per rallentare eccessivamente la azione. In definitiva sono stati i mediani Bonifaci, come regista, e Bearzot, come punta avanzata, a creare le occasioni migliori, aiutati talvolta da Toni Marchi che sapeva se non altro smarcarsi con prontezza e portarsi nella zona migliore per ricevere e sfruttare i passaggi. La cronaca inizia con una nota di colore. Il Torino, per non confondersi con i biancorossi vicentini, si presentava con maglie azzurre con bordo rosso e T pure rossa, calzoncini bianchi e calzettoni rossi. Un magnifico colpo d'occhio. Sarà, quella delle maglie, una delle novità più interessanti se non la più interessante di una gara, che non ha offerto molti spunti vivaci. Al 10' su punizione di Arce, Crippa stava per battere il portiere Battara il giovane torinese che aveva già giocato in serie A lo scorso anno, nella partita Juventus-Lanerossi. Un terzino vicentino riusciva però a salvare. Al 14', per il solito paradosso, un tiro sbagliato di Larini, il più insidioso degli attaccanti veneti, si trasformava in un passaggio a Menti. Questi avanzava tutto solo e per poco non segnava. Al 16', Arce passava a Mazzero, Burelli, mentre stava per intervenire) scivolava. Mazzero avanzava di corsa, ma.. Poi calciava sopra la traversa. Su punizione tirata da Larini, al 17', De Marchi si trovava completamente smarcato. Di testa colpiva la palla con sicurezza ma la traversa respingeva questa insidia per i granata. Il Talmone Torino ritornava all'attacco; tiro distante di Arce al 18', poi una doppia minaccia al 23', con tocchi di Arce e di Armano, respinti dapprima dal portiere e poi da Savioni, l'estrema sinistra del Lanerossi trasformata in terzino. La ripresa era ancor più monotona, ma a ravvivarla venivano le reti. Due strane reti. Al 14', su un corner calciato da Agnoletto, Larini saltava più alto di tutti e di testa batteva irrimediabilmente Rigamonti. Il portiere granata ha disputato ieri la sua centesima partita, ed a causa di questo goal non a lui imputabile, ha corso il rischio di avere un pessimo ricordo dell'avvenimento. Per fortuna Arce, tanto volonteroso quanto irruente, riusciva a riportare l'equilibrio nel punteggio. Trentacinquesimo minuto, punizione per fallo del centromediano biancorosso su Mazzero. In area vicentina sostano esattamente dieci giocatori (solamente Campana si trova fuori del rettangolo, ma a non più di un metro). Anche i granata sono davanti alla porta Arce intravvede in questa massa di uomini uno spiraglio e con un secco tiro a mezza altezza spedisce il pallone in rete. Il Torino avrebbe potuto vincere a cinque minuti dalla fine, quando, su una delle migliori azioni granata, la palla è pervenuta a Marchi, in posi zione di mezzo sinistro avanzato. L'inglese, tutto solo, ha eseguito uno stop con calma, poi ha calciato. Battara respingeva alla meno peggio, Marchi riprendeva e tirava con sicurezza ancor maggiore, Capucci (ci è parso) saltava sulla linea bianca e rinviava a portiere battuto. Dall'uno a uno non ci si muoveva più. Il Lanerossi Vicenza era privo di parecchi titolari, quali Conti, Fusato, Dell'Innocenti e Bazzoni: ha cercato un punto, quello del pareggio, e l'ha ottenuto. Nel Torino sono emersi Bonifaci, per la sua accortezza nel settore difensivo. Arce per la abilità e la tenacia che talvolta però l'hanno portato ad interventi troppo impulsivi. Gli altri hanno lottato come hanno potuto contro il catenaccio avversario, ma giocando contro un muro è difficile offrire un grande spettacolo. |
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