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| Comunale |
| 19/10/1958 |
| h.15.00 |
| TALMONE TORINO - TRIESTINA 1-0 (0-0) Talmone Torino: Vieri, Tarabbia, Cancian, Bonifaci, Ganzer, Marchi, Armano, Arce, Virgili, Mazzero, Cella. All.: Allasio. Triestina: Bandini, Brach, Brunazzi, Tulissi, Bernardis, Degrassi, Rigonat, Massei, Comiso, Rimbaldo, Santelli. All.: Olivieri. Arbitro: Campanati di Milano. Reti: Armano 85'. Spettatori: 16.000 circa. Note: Cielo sereno, temperatura fresca, terreno in ottime condizioni; calci d'angolo 8-2 per il Torino che è sceso in campo con la divisa bianca per dovere di ospitalità. Cronaca [Tratto da La Stampa del 20 ottobre 1958] A cinque minuti dalla fine la squadra granata ha trovalo il gol che aveva fino a quel momento cercato invano attraverso un gioco che può essere definito una tumultuosa galoppata senza ordine, senza orientamento, senza direzione. Non si ricorda un Torino così mal conciato. Queste cose è meglio dirle per il rispetto che è dovuto ai lettori e anche perché sarebbe da parte nostra una colpa se cercassimo di mascherare con banali frasi e giudizi menzogneri una realtà che deve preoccupare tutti, giocatori, tifosi e dirigenti. Non c'è stata una sola azione in tutta la partita che meriti di essere descritta e commentata. Unica azione, quella del gol, scaturita da un calcio d'angolo, l'ottavo che era stato tirato contro la porta della Triestina nella ripresa. Ormai tutti erano convinti che nemmeno se avessero giocato altre due ore le due squadre sarebbero riuscite a segnare. La loro manovra confusionaria, condotta senza criterio, improvvisata alla meglio, sembrava escludere, già in partenza ogni possibilità di mandare il pallone nella rete. Grosso lavoro i due portieri non ne avevano avuto. Le due situazioni che Bandini aveva visto crearsi pericolosamente davanti ai suoi pali erano state provocate non da azioni che avessero avuto tatticamente il sopravvento sulla difesa ma dall'accentrarsi del trambusto per l'improvviso affollamento di attaccanti e difensori in zona ristretta ove gli errori si alternavano alle incertezze facendo più chiasso che danno. Resta il gol sul quale occorre soffermarsi un istante. La Triestina ricorreva con una certa facilità alla difesa in corner perché pareva la più comoda. L'ultimo doveva essere quello buono per i granata. Lo tirava Cella dalla destra. La palla spioveva davanti alla porta ove si addensavano i giocatori a un metro circa dai pali. Bandini ebbe, a nostro avviso, un momento di incertezza prima di scattare verso la sfera, e fu il momento che gli è costato il gol. Quando si mosse, già Mazzero l'aveva preceduto sfiorando la palla con la nuca e deviandola alle sue spalle, poiché in quel momento egli, facendo fronte alla direzione della traiettoria, aveva il fianco sinistro verso la porta. La palla cadde in piccolo spazio del tutto sprovvisto di difensori ma dove però c'era Armano. Forse sarebbe entrata egualmente in rete, ma Armano poiché se la trovò tra i piedi le diede il colpo di grazia. Il dono, come piovuto dal cielo, rianimò i granata ed inviperì i triestini. Gli ultimi cinque minuti videro l'assalto vigoroso, disperato degli ospiti che già si erano cullati nella speranza di portare a casa un punto in ogni modo prezioso: L'offensiva venne lanciata da tutta la squadra in blocco, si vide anche Bernardin scendere nella zona calda del gioco, la difesa granata venne impegnata a fondo, spesso sballottata, l'affanno aggravava le situazioni che si creavano davanti a Vieri, talvolta due difensori si intralciavano nella foga di respingere, un paio di volte lo stesso Vieri salvò in tuffo rimediando alle conseguenze della paura di cui i suoi compagni parevano invasi; furono insomma cinque minuti di grande allarme per i torinesi, ma sullo spirare del tempo essi ebbero finalmente un po' di respiro, un contrattacco fece guadagnar tempo e la fine giunse, dopo tanto orgasmo, con la vittoria salva. Non si può dire che sia stata una vittoria immeritata perché nel calcio ha ragione chi segna, ma vista questa vittoria attraverso il gioco essa non può inorgoglire, e nemmeno può tranquillizzare. La situazione del Talmone Torino è seria e speriamo che dirigenti e tecnici se ne rendano conto. La squadra non ha gioco, non ha assieme, non ha ritmo, quel ritmo che un tempo era la sua forza, che rimediava sempre a tutto, anche quando tecnicamente la compagine zoppicava, che aveva qualcosa di trascinante e di esaltante, e che era diventato il carattere tipico del suo gioco. Abbiamo visto una squadra scialba, disarticolata, arruffona. Bisogna porre rimedio. Se non migliora non sappiamo dove la troveremo alla fine del campionato. Sullo stesso piano del Talmone Torino dobbiamo porre anche la Triestina. Due uomini possiamo stoccare dal resto: Bernardin e Comisso. Il primo ò già un anziano giocatore, centromediano di vasta esperienza che anche ieri è stato la colonna più salda della difesa. Il secondo è una recluta, proviene dalle serie minori e giocava ieri la sua prima partita nel massimo campionato. La sua preparazione tecnica è buona, il senso del gioco non gli fa difetto anche se è ancora, immaturo, è attivo, sbrigliato e ha idee. Lavorato da Olivieri può riuscire. Nel complesso la squadra si è battuta bene, ma è sembrato che riposasse troppo sulla certa divisione dei punti. Il gol l'ha sorpresa quando era troppo tardi per rimediarvi. |
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