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Comunale
26/10/1958
h.15.00
JUVENTUS - TALMONE TORINO 4-3 (2-1)
Juventus
: Mattrel, Corradi, Boldi, Fuin, Ferrario, Colombo, Muccinelli, Boniperti, Nicolé, Sivori, Stacchini. All.: Brocic.
Talmone Torino: Vieri, Tarabbia, Cancian, Bearot, Ganzer, Bonifaci, Piaceri, Armano, Virgili, Arce, Mazzero. All.: Allasio.
Arbitro: Orlandini di Roma.
Reti: Sivori 7', 62' (J), Stacchini 40' (J), Virgili 44' (T), Nicolé 46' (J), Aut.Boldi 57' (T), Mazzero 73' (T).
Spettatori: 50.000 circa.
Note: Cielo sereno, temperatura mite, terreno in ottime condizioni; calci d'angolo 6-4 per il Talmone Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 27 ottobre 1958]
Nicole, giovane ''grande protagonista'' del derby calcistico torinese, si presenta al primo minuto. Rapido scambio con Colombo, pronta corsa per smarcarsi e ricevere il passaggio: ecco il pallone che arriva. Il diciottenne sostituto di Charles tira fortissimo. A lato di poco. Dietro la torre di Maratona saettano ogni tanto, nel cielo azzurro e luminoso, le scie dei fuochi d'artificio, fatti partire da un moderno tiro a segno accampato in piazza d'armi. Sembrano quasi il simbolo della gara vivace, scoppiettante, imprevedibile nell'andamento. Difatti poco dopo la prodezza iniziale di Nicolè, Arce calcia di precisione nell'angolo alto della porta di Mattrel. Il difensore bianconero blocca. Botta e risposta tra due avversari che si studiano. Al 6' la Juventus piazza l'affondo. Muccinelli, lanciato da Fuin, dimentica il raffreddore che lo intorpidisce, parte in volata lungo la linea laterale e centra. Ganzer riesce appena a sfiorare la palla, Sivori, di testa, la colpisce con un movimento preciso e buffo nello stesso tempo - Sivori è un asso ed è anche divertente - Vieri, uscito male è preso in contropiede. La Juventus ha già firmato con un goal la sua superiorità. Virgili tenta di reagire con una puntata improvvisa, ma Mattrel non è ancora entrato nell'atmosfera del derby (vi entrerà più tardi e risulterà eccezionalmente emozionato) Questa volta para con disinvoltura. Al 20' uno spiovente perfetto di Sivori sta per battere il portiere Vieri, ma Tarabbia, retrocesso sulla linea bianca, de via di testa. La. Juventus controlla l'Incontro. E' il suo momento. Nicolè ha due occhioni da goal: le intuisce con intelligenza, precipitandosi nel corridoio apertosi tra i difensori avversari, ma poi calcia alto. Virgili risponde impegnando Mattrel. Nicolè-Virgili. Prende risalto il confronto tra due centravanti, uno giovanissimo che si affaccia di prepotenza alla ribalta del torneo; l'altro appena ventitreenne, eppure già volto all'indietro a ricordare, forse con nostalgia, il periodo d'oro n cui i tifosi dicevano: ''Virgili sarà forse il Nordahl italiano''. I bianconeri - per ora - non pensano a paragonare il loro Nicolè a Charles. Si accontentano di sottolinearne i progressi o di osservare come il ragazzo abbia imparato dall'attaccante gallese a muoversi, a scartare l'avversario, a colpire di testa in un determinato modo. E' ancora Nicolè, con Boniperti e Sivori ad intasare la trama del secondo goal, ma è Stacchini a segnarlo. L'ala sinistra, servita con precisione, evita Tarabbia, e scaglia il pallone in rete. Due a zero. Ma l'incontro è tutt'altro che deciso. I granata sembrano un ciclista impegnato in un duro inseguimento. La Juventus a tratti fa venire in mente un Rivière che dopo aver raggiunto un buon vantaggio in pista sosta a prendere un caffè... Mentre sta per scoccare il tempo, Ferrario sfiora il pallone con la mano. Arce tira la punizione. Mattrel non blocca. Sulla sfera si avventa Virgili: goal. La squadra bianconera deve ripartire quasi da capo, perché una rete di vantaggio è poco, dato l'andamento del gioco. Nicolè, al 2', riporta le distanze ad un margine più favorevole ai campioni. Su centro di Stacchini, il giovane attaccante si districa tra due avversari, poi calcia dal limite dell'area. Vieri non può opporsi e la Juventus va sul 3-1. La corsa ad inseguimento non per questo è finita. Corradi, per eccesso di sicurezza, vuole scartare con eleganza Virgili. Finisce invece per lasciarsi anticipare. Il centravanti granata, fulmineo, ''spara'' verso il bersaglio. Poiché certe azioni hanno il destino segnato, la palla schizza sul montarne, rimbalza sulle gambe dell'accorrente Boldi e fila oltre la linea bianca, alle spalle di Mattrel. Così al terzino sinistro bianconero viene assegnato un autogoal che, se mai, dovrebbe venire addebitato a Corradi (ma soprattutto alla prontezza di Virgili nello sfruttare la occasione). Per ritornare a due lunghezze di vantaggio i campioni impiegano sei minuti. Al 17' Stacchini traversa da sinistra a destra in direzione di Nicolè smarcato. Il centravanti tira sul montante e Sivori riprende e mette a segno. Le squadre appaiono ora un po' stanche ma il Torino lotta con stupendo slancio agonistico. Mazzero, arretrato, lavora molto, Piaceri e Virgili sono minacciosi. Armano corre in difesa e all'attacco. Arce infine si accorge che Mattrel soffre il sole negli occhi e cerca il goal da distante. Un suo tiro finisce a lato, un altro viene fermato in due tempi. Si fa avanti allora, Mazzero, finito occasionalmente all'ala destra. Dall'angolo estremo dell'area egli fa partire un pallone colpito di striscio (con lo ''zombo'' dicono i ragazzini che giocano al calcio nei prati della periferia). La palla ruota velocemente, passa lontano dalle mani di Mattrel poi piega a destra e si adagia in rete. La serie del goal questa volta è davvero finita. La difesa della Juventus, con maggior o minor sicurezza, si salva in un paio di occasioni, e Stacchini porta in area granata l'ultimo ''attacco di alleggerimento''. Il derby termina sul 4-3. Un punteggio insolito. Un punteggio, in definitiva, prezioso per la Juventus che può rimanere alle calcagna della Fiorentina, pur essendo scesa in campo senza Garzena, Emoli, Montico e Charles. Un punteggio che, nello stesso tempo, riesce incoraggiante per il Torino. I granata, con sei giovani in squadra, temevano il crollo. Invece contro i campioni non hanno sfigurato.