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| Comunale |
| 02/11/1958 |
| h.14.30 |
| TALMONE TORINO - BOLOGNA 2-2 (0-1) Talmone Torino: Vieri, Tarabbia, Cancian, Bearzot, Ganzer, Bonifaci, Piaceri, Armano, Virgili, Arce, Mazzero. All.: Allasio. Bologna: Santarelli, Rota, Pavinato, Fogli, Greco I, Pilmark, Perani, Pivatelli, Bonafin, Vukas, Pascutti. All.: Foni. Arbitro: Rigato di Mestre. Reti: Bonafin 45' (B), Mazzero 49' (T), Pascutti 84' (B), Armano 89' rig. (T). Spettatori: 20.000 circa. Note: Cielo sereno, temperatura fresca, terreno in ottime condizioni; espulso Pascutti a pochi secondi dal termine, non è chiaro se per proteste o per frasi irriguardose nei confronti dell'arbitro Rigato. Calci d'angolo 8-3 per il Bologna. Cronaca [Tratto da La Stampa del 3 novembre 1958] A due minuti dalla fine il Talmone Torino stava perdendo. Il terzino destro, del Bologna è saltato rovinosamente sulle spalle di Virgili - che forse si trovava in posizione di fuori gioco - ed ha mandato a terra il centravanti avversario. L'arbitro ha concesso un rigore. Armano - con la calma dei giocatori esperti e sicuri - ha atteso che il portiere Santarelli balzasse verso destra poi ha spedito il pallone in rete a fil di palo, sulla sinistra. I bolognesi si sono messi a protestare e Pascutti col brevissimo anticipo di due minuti ha dovuto prendere la strada degli spogliatoi, espulso per eccesso di reazione verbale. Talmone Torino-Bologna trova quindi le due squadre in perfetta parità di punteggio e soprattutto in parità di giudizio nei riguardi del direttore di gara. I granata lamentano un fuori gioco nell'azione del secondo goal emiliano, i bolognesi trovano che il rigore è stato dato con precipitazione. Tutto si potrà dire di Rigato di Mestre, fuorché accusarlo di aver voluto, per amore di pace, accontentare deliberatamente l'uno o l'altro dei contendenti. L'arbitro ha tirato per la sua strada, sbagliando o prendendo decisioni giuste secondo quanto vedeva. Le proteste, in definitiva, sono un riconoscimento della sua onestà. Del resto non è stato il fischietto a dare una fisionomia all'incontro. Essa è emersa dal gioco pieno di pregi e difetti delle due squadre. Il Bologna ha avuto nel primo tempo un periodo in cui avrebbe potuto vincere agevolmente. Il Torino si è trovato in situazione analoga all'inizio della ripresa, quando il pareggio ottenuto da Mazzero ha fatto scattare la molla dell'entusiasmo e degli incitamenti presso il pubblico. In tali circostanze la folla diventa il ventitreesimo protagonista delle partite dei granata e sembra aiutare direttamente il Torino. Spinta dagli incoraggiamenti la squadra di casa, difatti, ha attaccato anche questa volta a folate impetuose. La difesa bolognese, però, non si è lasciata travolgere. Tutto sommato il pareggio è un buon risultato per il Talmone Torino, poiché l'undici emiliano è apparso più volte minaccioso e ricco di uomini di classe. Fogli, Pascutti, Bonafin, Pivatelli, Vukas (a tratti) e Pilmark hanno fornito una prestazione di prim'ordine. In difesa tutto è andato bene, a parte certi inspiegabili sbandamenti di Greco. E' stato proprio il centromediano rossoblu, dopo pochi minuti a dare via libera ad Arce, mancando un facile intervento. Il paraguaiano avanzava completamente libero, poi scorgendo con la coda dell'occhio un rossoblu accorrente a tutta andatura, tirava troppo presto. La traiettoria terminava a lato ed il Talmone Torino sciupava una buona occasione di portarsi in vantaggio. La gara assumeva allora un andamento alterno. I due ''numeri 6'', Bonifaci da una parte e Pilmark dall'altra, giocavano in appoggio alla difesa, mentre gli avanti sfruttavano soprattutto le azioni di sorpresa e Arce, tenendo troppo a lungo la palla tra i piedi, rovinava metà di questi spunti improvvisi. L'accenno ad Arce merita un ulteriore commento. Il paraguaiano è testardo come un montanaro delle Alpi, quando decide di applicare una determinata tattica. Se però il suo lavoro non trova in sbocco del tiro saettante sono guai per il calciatore che diventa bersaglio di fischi. Effettivamente Arce dovrebbe alternare i ''personalismi'' ai passaggi improvvisi e sarebbe allora un ottimo calciatore. Ma pur criticandolo quando è il caso, occorre tener presente che il peso dell'attacco preme in gran parte sulle sue spalle e che In ogni situazione Arce richiama addosso a sé almeno due difensori avversari. In tal senso è sempre utile. Il problema, se mal è vedere se convenga tenerlo come mezz'ala oppure se non sia più opportuno spostarlo in attaccante di punta, con Virgili doppio centravanti. Ma è un problema vecchio, la cui soluzione dipende soprattutto dalla forma di Arce (il quale per verità non era ieri in gran vena e quindi è apparso confusionario). Il Bologna fidando sulla linearità degli spunti di Bonafin e Pascutti e sul tiri di Pascutti ha controbilanciato tentativi di Mazzero e soprattutto l'intraprendenza di Virgili. Al 43' Pivatelli veniva fermato per un mani segnalato dal guardialinee mentre stava avanzando in area. Un minuto dopo Pascutti da sinistra passava a Bonafin lasciato troppo libero ed il ''rosso centravanti'' metteva facilmente a segno. Il vantaggio rossoblu durava poco. Al 2' della ripresa Bearzot toccava in profondità verso Virgili, che con una finta ingannava il centromediano del Bologna. La palla perverti va a Mazzero. Tiro di sinistro e goal. L'Incontro divagava su temi extra-sportivi al 26° e 27° minuto. Dapprima Bonafin, rincorrendo un pallone oltre la linea di fondo, urtava contro la cassetta metallica di un operatore cinematografico. L'arbitro, intervenuto d'autorità, faceva giustamente arretrare di un paio di metri il tecnico dall'obbiettivo spintosi troppo avanti nel comprensibile desiderio di riprendere da vicino le azioni. Poco dopo il giovane Perani allungava a Pascutti che calciava a tutta forza. Il pallone urtava nella barriera del difensori mentre la.. scarpa dell'attaccante volava verso la rete costringendo il portiere ad accennare ad una parata. La scarpa è finita a lato e la palla è restata ferma, per fortuna. Sarebbe stato un caso curioso se Vieri si fosse trovato costretto a decidere fulmineamente tra due bolidi avanzanti verso la sua porta. Al 33' il Bologna segnava. Cross dalla destra; Pivatelli devia in porta, ma il terzino Cancian respinge; lo stesso giocatore rossoblu passa a Bonafin e la sfera tocca il piede di Ganzer. Da sinistra l'azione ritorna al centro e Pascutti, di testa, mette in rete. I granata, forti dell'appoggio del segnalinee, reclamano il fuori gioco (di Bonafin o di Vukas, il quale era pure in posizione dubbia?) ma l'arbitro i terzini granata che si trovava all'altezza del palo convalida. Il tutto si è svolto con tale velocità che è difficile stabilire sei granata avessero o no ragione. Ad ogni modo a ristabilire l'equilibrio, al 43' si verifica il penalty in favore del Torino. Armano lo realizza, tra le proteste del rossoblu e di Pascutti in primo piano, come si è detto. L'ala sinistra candidata alle convocazioni azzurre, simpaticamente consolato dallo stesso Armano mentre viene espulso, spera di non dover subire altre sanzioni. Il Talmone Torino ha raddrizzato ancora una volta le sorti di un incontro che pareva compromesso. Segno di tenacia. La giovane difesa granata è in progresso, specie nei due terzini. La mediana ha avuto in Bonifaci il suo atleta migliore, ma occorre tener conto che Bearzot ha giocato con un tremendo torcicollo e che Ganzer a metà gara ha lamentato il riacutizzarsi del vecchio stiramento muscolare per cui Varglien era stato fino al momento del via pronto a prendere il posto del centromediano titolare. All'attacco bene Mazzero, che però non è un'ala e volenterosi Virgili e Armano. Cella ha disputato un incontro nel suo vero ruolo. Non ha messo in evidenza la tecnica dimostrata nei precedenti allenamenti, ma il clima del campionato è difficile, specie per una mezz'ala che ha solo vent'anni. Cella sarà rivisto e potrà mettere in risalto le sue doti. Intanto, però, per la trasferta di Roma, Allasio dovrà modificare ancora la prima linea. |
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