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Comunale
23/11/1958
h.14.30
TALMONE TORINO - NAPOLI 1-2 (1-1)
Talmone Torino
: Vieri, Tarabbia, Cancian, Bearzot, Ganzer, Bonifaci, Crippa, Mazzero, Arce, Marchi, Virgili. All.: Allasio.
Napoli: Bugatti, Comaschi, Greco II, Morin, Franchini, Posio, Vitali, Pesaola, Vinicio, Del Vecchio, Novelli. All.: Amadei.
Arbitro: Perego di Milano.
Reti: Vinicio 2' (N), Virgili 20' (T), Del Vecchio 46' (N).
Spettatori: 15.000 circa.
Note: Cielo coperto, terreno molto allentato a causa delle copiose pioggie avvenute nei giorni scorsi. Ammonito Comaschi, calci d'angolo 7-3 per il Talmone Torino.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 24 novembre 1958]
Questa volta il Torino proprio non meritava di perdere. Ha avuto sfortuna, ma grossa sfortuna, e non lo si dice per cercare di svalutare la vittoria del Napoli, che non sarebbe, del resto, nemmeno il caso perché tutte le vittorie, meritate o no, sono buone. L'incidente che all'8° minuto della ripresa ha praticamente tolto di gara Ganzer, spostato prima all'ala sinistra e poi a quella destra, è stato a nostro avviso determinante per il comportamento e il gioco della squadra granata, nonché per il risultato che essa ha dovuto subire. L'incidente è avvenuto dopo che il Napoli aveva già segnato il suo secondo gol. La squadra granata si trovava quindi in piena offensiva per cercare di strappare il secondo pareggio, e d'un tratto, se non il suo slancio, certo la sua efficienza, ne restò intaccata. Non ha più potuto risalire. La conclusione è questa: il Torino è penultimo in classifica. E' stata una partita che il Napoli ha vinto nelle fasi iniziali dei due tempi. Quando la sorte maligna sta all'agguato nessuno si salva. Nelle prime battute della partita, il Talmone Torino ha visto succedersi, come in un lampo, la speranza della vittoria e lo spettro della sconfitta. Sono scattati i granata al fischio dell'arbitro. Pochi secondi di gioco, Marchi centrava lungo, interveniva di testa Crippa, la palla colpiva il palo, rimbalzava in campo, Greco la riprendeva allontanandola. Sfumava l'uno a zero e si concretava invece lo zero a uno. Un minuto dopo, infatti, gli ospiti effettuavano una rimessa laterale alla destra del loro attacco. Pesaola, impadronendosi della palla, allungava a Vinicio che in quel momento occupava il posto di estrema destra. L'azione partiva ad una trentina di metri dal fondo. Galoppata di Vinicio, palla al piede, affiancato ma non molestato da un avversario. Piegando verso la rete, Vinicio, giunto in area, effettuava un traversone a mezza altezza, Vieri non interveniva sulla traiettoria, la palla andava a scuotere la rete. Due errori dei granata: il primo del difensore che non ha in nessun modo ostacolato Vinicio accontentandosi di restargli al fianco, il secondo di Vieri che non si è mosso dalla sua posizione, mentre avrebbe dovuto spostarsi alla sinistra per cercare di chiudere all'avversario la già ridotta visuale della porta che egli aveva al momento del tiro. Gli errori il Torino li paga grosso. La squadra si buttò all'offensiva per ricuperare lo svantaggio. Da questo momento e fino alla fine del primo tempo, la compagine granata ha condotto con grande prevalenza il gioco, un po' affannoso e raramente ordinato, ma ricco di volontà, veloce e aggressivo. Il pareggio avrebbe già potuto ottenerlo Arce al 7° minuto se, uscito dal groviglio della difesa su passaggio di Marchi e ormai solo davanti a Bugatti, non avesse tirato sopra la traversa. Due calci d'angolo venivano battuti contro gli ospiti. La pressione, confusa ed energica, creava mischie nell'area napoletana, e finalmente al 21' Virgili, imboccato da Arce, si faceva largo nel trambusto e batteva Bugatti da pochi passi. Parve ad alcuni che l'azione fosse viziata da un fallo di mano dello stesso Virgili. Noi, francamente, non l'abbiamo rilevato, non protestarono i giocatori, i quali chissà che chiasso avrebbero fatto, nulla segnalarono nemmeno i guardalinee, niente vide l'arbitro più vicino di noi al gioco. Il successo non attenuò, anzi rinvigorì l'offensiva dei granata. A tratti scattava il contropiede napoletano, imbeccato da Pesaola e manovrato da Vinicio, Del Vecchio e Vitali, un quartetto di giocatori coi fiocchi, spalleggiato da Morin, forse il migliore degli ospiti nel primo tempo. Ma tutto sommato, niente lavoro serio per Vieri, tutto veniva risolto al limite dell'area di fronte al blocco di una difesa che assecondava con decisione la spinta del proprio attacco. Si iniziava la ripresa e toccava ai napoletani il calcio di inizio. Poche battute, la manovra non aveva nemmeno interruzione, Vinicio passava a Del Vecchio, questi si incuneava nella difesa torinese stranamente malcerta anche questa volta e da una dozzina di metri metteva nell'angolo basso alla destra di Vieri, che nemmeno s'era mosso. Erano quindi i granata a dover riprendere la rincorsa. Tiro di Virgili, bloccato. Risposta del Napoli e tiro a lato di Novelli. Scoccava il fatale 8° minuto. Ganzer si era scontrato poco prima con Vinicio e nello scontro aveva riportato una contusione al ginocchio sinistro. Subito dopo Pesaola si scontrava con Bonifaci, resta va a terra e doveva quindi es sere trascinato fuori del campo. Ganzer rientrava per primo zoppicante e andava all'estrema sinistra, quindi alla destra; Pesaola non ritornava in campo che all'll', ma in migliori condizioni del granata Tanto da poter riprendere il suo posto in condizioni di efficienza pressoché normali. Nel Torino il vuoto lasciato da Ganzer veniva occupato da Marchi in modo degno del tutto di elogio, ma la sua assenza dall'attacco doveva farsi sentire ed era grave, particolarmente per il fatto che i granata non avevano un vantaggio da difendere - e sarebbe stato relativamente facile - ma uno svantaggio da colmare. Si vide subito, infatti, che l'azione dei torinesi non aveva più la incisiva pericolosità del primo tempo, il gioco era più sbandato, l'offensiva perdeva di continuità appunto per la mancanza di un uomo in più al centrocampo, più pericolosi anzi si facevano i contropiedi degli ospiti manovrati non tanto con slancio, ma più con abilità di tocchi e di passaggi particolarmente fra Vinicio e Del Vecchio, capaci da soli di mettere in difficoltà tutto un reparto difensivo. Tuttavia i granata premevano sempre. Al 23' un tiro di Crippa era deviato in angolo da un difensore. Nel corner, Greco, a portiere battuto, salvava sulla linea della porta un tiro di Arce. Poi Franchini fermava con le mani una rovesciata, di Arce che avrebbe trovato Virgili con via libera alla rete. Il gioco era duro, spesso falloso, concitato, non bello ma emozionante. Al 33' usciva Franchini contuso, restava un poco sulla panchina, poi veniva trasportato a braccia negli spogliatoi. Il Napoli si trovava quindi con dieci uomini, ma in queste situazioni chi deve solamente difendersi ha minori preoccupazioni di chi è costretto invece ad attaccare. Gli ospiti infatti non lasciavano ormai che tre soli uomini all'attacco, il resto era tutto a far blocco di fronte alla incalzante, energica ma vana offensiva dei granata. A tre minuti dalla fine ecco la coppia Vinicio-Del Vecchio lanciata al contrattacco. Pochi ormai i difensori granata, tutti lanciati al ricupero, si creava improvvisamente una situazione allarmante. In area Vinicio, avuta la palla dal compagno, sorgeva solo davanti alla rete, usciva Vieri ma veniva facilmente evitato, Vinicio toccava a porta vuota, sembrò gol fatto, ma la palla andava invece a colpire il piede del montante. Che respiro per i tifosi! Restava ancora aperta la speranza del pareggio. Al 45', lanciato da Virgili, Crippa giungeva a grandi falcate a pochi metri da Bugatti. Gran traversone da una dozzina di metri, urlo del pubblico che già credeva la palla dentro, e delusione subito dopo. Niente di fatto. Il Napoli ha costruito il suo successo con due azioni di sorpresa. I granata, attaccando in prevalenza per almeno tre quarti del tempo, non sono riusciti che a restare a mezza strada dal pareggio. La vittoria del primo è giusta, anche se il gioco non la convalida tecnicamente; la sconfitta dei secondi resta un incidente immeritato. Non abbiamo visto un grande Napoli, che forse è tale solamente nel clima di casa. Al contrario, il Torino di ieri valeva certamente di più del risultato che la cattiva sorte gli ha voluto infliggere.